mercoledì 11 maggio 2016

ALFREDO ZANAZZO, Basso – Intervista a cura di Ezia Di Capua

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - CORO LIRICO LA SPEZIA

ALFREDO ZANAZZO
"Nabucco" - Teatro Civico - La Spezia
foto di Marco Mosti
Alfredo Zanazzo interprete di Zaccaria nel “Nabucco” messo in scena a La Spezia il 29 Aprile, ha donato al pubblico forti emozioni.  Raffinato e apprezzato dal pubblico  per il suo talento canoro e  per le sue eccellenti doti sceniche affinate  nei teatri internazionali più importanti si è imposto sulla scena.
Alfredo Zanazzo ha un percorso artistico di grande spessore si è esibito infatti nei maggiori palcoscenici del mondo, Monaco Zurigo, Toronto, Ginevra, New York, Parigi per citarne alcuni e nei più rinomati teatri italiani, La Scala di Milano, all’Arena di Verona, Roma etc..
Grande carisma e grande voce lo distinguono. Mi ha concesso in esclusiva la seguente intervista  che verrà pubblicata nel Blog di Sala Culturale CarGià e solo parzialmente verrà inoltrata ai quotidiani on line.
Vivamente gli giungano la mia amicizia e la mia stima unite al mio grazie grande, grandissimo.
Ezia Di Capua.                                         

Un ruolo come  Zaccaria,  è  per un cantante molto impegnativo dal punto di vista tecnico. Per poterlo affrontare e trasmettere emozioni al pubblico si deve essere padroni di se stessi e del proprio strumento. Del resto  hai interpretato Zaccaria più volte nei teatri di Bonn, Atene, Varsavia, Maiorca oltre che in nei maggiori teatri italiani. Ci racconti il tuo punto di vista di questa importante esperienza ?
Zaccaria è stato il mio cavallo di battaglia nel mondo per tutta la mia carriera. Esige una voce da vero basso e di grande potenza. Per questo è difficile trovare un cantante che unisca queste caratteristiche ad una capacità di fraseggio ed un carisma tali da rendere questo  "monumentale" come Verdi lo voleva. L'estensione richiesta è terribile...due ottave vere con salti incredibili e note tenute sia in alto che in basso nella tessitura. Il primo atto rappresenta forse l'impegno più gravoso per la voce di un vero basso di tutto il repertorio italiano!
Nel terzo poi si alternano note gravi importanti con acuti drammatici sino al fa diesis finale che diventa una vera sfida per la voce, equivalente a un do di petto del tenore ma forse anche più, se uno, come faccio io, lo tiene scoperto dopo l'orchestra. Mi compiaccio del fatto che dopo più di 40 produzioni in tutto il mondo in questo ruolo, ancora oggi io sia in grado di eseguirlo con sicurezza e con la vocalità appropriata.

Quando ti immergi nel contenuto di  un testo, e ti fondi nel canto  come traduci le tue emozioni al pubblico?
Cerco di immedesimarmi al massimo nel ruolo, tenendo presente l'esempio di coloro che mi furono maestri, senza dimenticare mai il personaggio scenico e la sua  grande autorità.

Il pianoforte è il tuo strumento preferito ed ha segnato fortemente il tuo percorso artistico. Cosa puoi dirmi in proposito?
Certo, il pianoforte è da sempre stato il mio strumento preferito se purtroppo l'ho imparato a suonare da autodidatta, divertendomi per decenni a suonare jazz con altri musicisti.

La tua carriera di cantante lirico è in continua ascesa. Quanto è importante la preparazione per un’artista come te che calchi palchi importanti e cosa fai per prepararti al meglio?
Purtroppo la mia carriera non è in ascesa. Nel 2010, quando ero presente ancora nei grandi teatri, mia moglie ha avuto una grave malattia ed io ho dovuto lasciare il lavoro e cancellare parecchie produzioni per starle accanto. Dopo qualche anno, quando lei si è fortunatamente ripresa, il teatro è entrato in crisi e per me non c'era più posto. E' stato un risveglio amaro! Oggi più che fare carriera, mi diverto a cantare ed a far vedere che sono sempre il cantante di una volta, anche se non nei teatri di una volta....

Cantare in Nabucco al teatro Civico della Spezia è stata un’esperienza positiva ?
Il clima di affiatamento che si è instaurato anche con i colleghi, gli organizzatori ha favorito la buona riuscita dell’opera?
E' stato per me bellissimo tornare a La Spezia dopo piu di 40 anni! Nel 74' vinsi in concorso di Rigoletto del teatro di Genova (Allora Margherita) e debuttai come Sparafucile insieme ad una oggi molto famosa cantante genovese  ed al compianto baritono Antonio Salvadori. Ricorderò sempre il momento storico in occasione della trasferta a Spezia, quando impossibilitato a sostenere sulle mie spalle il peso notevole di Gilda mi facevo aiutare da Rigoletto sorreggendola io dalle braccia e lui dai piedi.L'orchestra tiene una nota bassa continua mentre Sparafucile esce dalla sua casa e deposita la povera Gilda consegnandola a Rigoletto.Purtroppo mentre la stavo sollevando il telo si ruppe e Gilda cadde pesantemente sul palco, per fortuna solo da una ventina di centimetri di altezza.Immaginate nel cupo silenzio e il quasi buio totale della scena con la sinistra nota di commento dell'orchestra....all'improvviso un sordo tonfo seguito da un forte commento del soprano che ad alta voce grido' "stronzo!!" Fu difficile per me e Salvadori terminare la scena con la dovuta partecipazione! La Signora si sentiva prematuramente già la diva che sarebbe diventata negli anni successivi!

Tornando al Nabucco mi sono trovato benissimo sopratutto per merito dell'ottimo direttore d'orchestra ma anche per i valenti colleghi che ho affiancato.


Secondo te l’Opera Lirica in Italia viene vista in modo diverso rispetto ad altre parti del mondo?
L'opera in Italia a causa della crisi in atto sta subendo un forte declino.Forse all'estero questo si sente di meno. Quelli della mia generazione si ritengono privilegiati rispetto ai giovani di oggi le cui prospettive appaiono davvero misere in confronto. Quando io ho iniziato si godeva della presenza dei grandi cantanti assoluti, che se pur in declino ci illuminavano con i loro ultimi bagliori digrandezza, fornendoci sul palcoscenico esempi ormai perduti! I protagonisti di oggi sarebbero stati mere figure di fianco o comprimari se fossero apparsi allora! Oggi i giovani sono spesso vittime di organizzatori di concorsi esistenti solo a vantaggio di questi ultimi..i teatri non pagano più...e riescono ad andare avanti solo pochi fortunatissimi, sopratutto per merito dei mezzi economici dei loro genitori o di chi li manda avanti.
La passione certo rimane...ma anche per il mutare dei gusti, le grandi voci di un tempo non si trovano più tra gli emergenti. Allora i vincitori dei concorsi per il 90 percento diventavano protagonisti assoluti negli anni successivi.


Come nasce la tua passione per il canto?
Sarebbe troppo lungo narrare la mia storia. Ti invierò un articolo su di me pubblicato sulla stampa alcuni anni fa.

C’è un ruolo con cui ai tessuto particolari affinità? Qual’è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno sarebbe stato quello di interpretare Il Boris Godunov e i due ruoli di basso della Kovancina di Mussorgskj.Purtroppo ho potuto cantare queste opere solo in alcune scene principali durante vari concerti con orchestra e coro nell'arco della carriera. Ma un personaggio che mi ha dato tanta soddisfazione è stato il Pagano dei Lombardi. Come Boris, muore in scena alla fine dell'opera.

Cosa consigli ai giovani che stanno iniziando la carriera?
Non ho grandi progetti artistici in cantiere ma adoro cantare e studiare continuamente sulla mia voce, che esercito tutti i giorni, anche per mostrare ai miei allievi come si cantava una volta con degli esempi.....validi!!

La Spezia  - martedi 10 Maggio 2016
Ezia Di Capua - Curatore dell'Associazione Coro Lirico La Spezia

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1 commento:

Angelina Magnotta ha detto...

Grazie per le tue domande intelligenti, cara!

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