mercoledì 23 gennaio 2013

SALA CULTURALE CARGIA' 2013: RIFLESSIONE SULLA NON VIOLENZA di Anna Magnavacca


La Sala Culturale CarGià, saluta il 2013 trattando il tema “ Donna e Violenza”
Un importante e significativo messaggio sostenuto dal blog
 ...... un piccolo grande passo verso il cambiamento.
....se ancora l'arte e la cultura possono muovere il mondo.....è nostro dovere fare il nostro possibile.
Ezia Di Capua


FEMMINICIDIO, PAROLA ORRIBILE

Ezia Di Capua
" Preludio "

"L’eclettismo di Ezia Di Capua è stato, nuovamente esplicitato con gusto in una pagina di musica dipinta, inquadrata con scrupolosa raffinatezza".
Questo il mio breve pensiero. Contraccambio la stima. Valerio P Cremolini

 Il termine “ femminicidio” va – secondo me – inteso nel senso più ampio della parola. Si può morire fisicamente, ma spesso molte donne “ muoiono dentro”, nell’anima, nel profondo.
Alcune non ce la fanno a superare ed accolgono la strada del suicidio come una liberazione.
Altre vengono barbaramente uccise e - quasi sempre – dopo una lunga serie di maltrattamenti.
E’ qui il nocciolo del problema. Quando nel rapporto con il partner la donna comincia a subire delle violenze
(psicologiche - sessuali – maltrattamenti vari…. che finiscono quasi sempre con gravi percosse), occorre che lei stessa capisca subito la drammaticità del problema ed abbia il coraggio di  informare gli organi competenti ( molte donne non denunciano i fatti o lo fanno dopo molto tempo), in modo da poter prevenire il peggio.
E’ stato rilevato – infatti - che su 10 “femminicidi” 7 / 8 sono sempre preceduti da svariate forme di violenza, da non sottovalutare mai.

Le donne sono coloro che trasmettono – proprio fisicamente – la vita e vanno profondamente rispettate.
E’ chiedere troppo, dire che vanno amate con i loro difetti e le loro grandi virtù?
  

Anna Magnavacca
(mi chiamano “ poetessa”, non so se lo sono o quando lo sono diventata)

“ Una mia poesia che riguarda la donna”



                                                      PICCOLE COSE

Vorrei lasciare questa casa
ma ho troppe cose sparse.
Mi sarebbe difficile racimolarle tutte.
Un vecchio libro
una corrispondenza epistolare passata
abiti cari e logori
gioielli nascosti
piccole cose per me tesori.
Una tenda ricamata un rossetto finito
dopo averlo usato in tempi felici
un quadro triste
una vestaglia indossata da sempre.
Non posso andarmene -
così -
a mani vuote.
E come potrei raccogliere tutto?
Lasciata la casa,
mi accorgerei di avere dimenticato
una
di quelle piccole cose.
Sarebbe la fine
mi mancherebbe l’aria.
Morirei.
Soltanto per una cosa.
Questa è quella che tutti chiamano abitudine.
In fondo
è lei
che ti rovina la vita.

Anna Magnavacca


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