domenica 22 dicembre 2013

NATALE SUBACQUEO A SAN TERENZO:dichiarazioni di Ezia Di Capua a LA NAZIONE


                 
LA NAZIONE - domenica  22 Dicembre 2013
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Il mio Grazie e la mia stima a Marco Magi
Ezia Di Capua

GLI AUGURI DEL SINDACO DI LERICI MARCO CALURI


a Ezia Di Capua

I migliori auguri di Buon Natale


Il Sindaco
Marco Caluri

sabato 21 dicembre 2013

"L' INFINITO DI SERGIO TEDOLDI": intervento del critico Valerio Cremolini

Sala Culturale CarGià: Eventi Artistici e Culturali a La Spezia

Venerdi 20 dicembre, durante il consueto incontro di fine anno della Camera di Commercio della Spezia, dopo le relazioni sui temi economici del presidente Gianfranco Bianchi e del segretario  Stefano Senese, è stato presentato da Valerio P.Cremolini il dipinto del pittore Sergio Tedoldi, inserito nella collezione dell’ente camerale cittadino. Di seguito proponiamo, in gran parte, l’intervento del critico spezzino, intitolato “L’infinito di Sergio Tedoldi”.

SERGIO TEDOLDI
- il dipinto donato alla Camera di Commercio della Spezia -
…………Quello dell’arte è un tema con molte facce; è un tema che ha dimensioni universali e di questa sconfinata totalità ne è partecipe anche la nostra realtà locale, con il passato, il presente e con la sua tradizione. Sergio Tedoldi ha scelto la professione non certo tranquilla del pittore (ma è anche scultore ed eccellente grafico) e, nel suo piccolo, è un protagonista di questo spaccato dell’esistenza umana, che investe storia, letteratura, cinema, sport e, ancora, l’urbanistica, l’industria, la psicologia, la filosofia, la sociologia e, come accennato, la finanzia e l’economia in generale.
L’artista al centro del mio intervento, il cui dipinto donato alla Camera di Commercio è da oggi compreso nella collezione di tutto riguardo dell’ente camerale, è anagraficamente testimone con un nutrito di colleghi di una generazione che ha saputo esprimere una forte identità, affermando linee di ricerca strettamente attinenti alla pluralità dei linguaggi censiti nell’arte contemporanea. Con Tedoldi ne è partecipe una comunità di pittori e pittrici, di scultori e di scultrici che hanno animato non episodicamente una situazione artistica spezzina, davvero non sonnolenta.
Sono persone che hanno coniugato interamente le loro vite alla creatività artistica e sarebbe culturalmente significativo, nonché gratificante, poter realizzare una specifica mostra, attingendo anche alle collezioni della Camera di Commercio, della Cassa di Risparmio della Spezia e della Prefettura della Spezia. I tre enti, peraltro, custodiscono opere di Sergio Tedoldi.
Questa generazione si è fatta apprezzare sia dal punto di vista estetico, sia per le personali “aree di impegno” gestite da vari artisti, attenti a non disgiungere, bensì ad attualizzare nel proprio lavoro l’esame del sociale. Andando con il pensiero agli anni Settanta-Ottanta, periodo artisticamente complesso a livello nazionale, vi colgo il profilo di Tedoldi, caratterizzato da vivacità intellettuale, dalla sua convincente proposta pittorica, dal suo interesse a condividere il dibattito sul significato dell’arte, sul ruolo degli artisti e sull’arte come impegno nel sociale. Momenti, quelli, di apertura alla conoscenza del passato e del presente, di confronti intelligenti, non privi, talora, di contrasti ideologici.
La riconoscibilità della pittura di Tedoldi, valorizzata dalla sua consueta figurazione, di sovente sviluppata su un’immensa scena teatrale, che sembra dilatarsi all’infinito, non è mai venuta meno. Si può affermare senza essere smentiti che l’artista continui a sentirsi cittadino della grande e variegata area della figurazione, segnata dal suo spirito libero, critico quanto basta, per rispondere alla sua sensibilità culturale. Chi entra nel suo studio s’imbatte nel cavalletto, in tubetti di colore e in pennelli e percepisce immediatamente di trovarsi in un contesto di esperta professionalità. Lo sguardo è attratto da tele di ogni dimensione, quasi sempre ben disposte. In alcune di esse i volti, più o meno simili, a quelli della serigrafia che oggi ci dona la Camera di Commercio, si succedono in più posture. Talvolta sono veri e propri giganti, che dominano boschi impetuosi, inverosimili spaccati urbani e architetture imponenti.
Nel lontano 1985 scrivevo che “l’uomo fatto e rifatto tante volte da Tedoldi si interroga e ci interroga, non è onnipotente, né impotente, ha autorevolezza e rango sociale da difendere”. È una persona vincente, mai soccombente.
Quell’avvertibile stato di smarrimento lo si coglie, inoltre, in originali nature morte che hanno come singolari interlocutori il paesaggio marino, catene montuose e cieli offuscati. Il tutto, ricco di colore, concorre “a definire panorami dalla bellezza perturbante e coinvolgente”.
In qualche modo si concretizzano delle inattese affinità con gli insuperabili versi di Giacomo Leopardi, per cui dinanzi a talune tele di Tedoldi il pensiero naufraga realmente tra la sua immensa visionarietà. Quando necessita, allora, è opportuno accantonare la razionalità ed abbandonarsi alla seduzione delle più diverse sensazioni.
Ci sono precisi riferimenti nella pittura di Tedoldi, che Marcello Venturoli definiva “un pittore vivo e riconoscibile, dotato di una capacità di comunicazione, ricco di umanità e, per sua fortuna, controcorrente”? Nella sua formazione e nell’affermazione della sua esuberante visionarietà ha certamente un posto di rilievo la rivisitazione molto personale dell’avanguardia surrealista. Ma è soprattutto la forza evocativa e poetica di Alberto Savinio, e del suo celebre fratello Giorgio De Chirico, declinata nella rivelazione del mistero, nel susseguirsi di silenzio, di immobilità, di immagini inconsce, di scatti fantastici e di meraviglia, che continua ad appassionare il pittore spezzino.
Ho citato Venturoli, ma altrettante pagine dense di stimolanti riflessioni sono state dedicate alla sua pittura, ben accolta in mostre in Italia e all’estero. Su di essa hanno scritto Ferruccio Battolini, Fabrizio Buia, Bruno Della Rosa, Renzo Fregoso, Lino Marzulli, Paolo Ratti, Andrea Ranieri, Matteo Sara e l’amico scrittore Maurizio Maggiani, il quale ha legato la provenienza della pittura di Tedoldi “da qualcosa di segreto nel suo dentro, da quella grand’arte che un po’ sovrasta la coscienza, che fa da padrone su ogni possibile coscienza”.
Ma, sicuramente, il miglior complimento Tedoldi lo ha ricevuto da Vittorio Sgarbi, quando in occasione di una sorprendente visita notturna nel suo studio di Pegazzano, avendo già visto in altra sede alcuni suoi dipinti, gli ha detto che pensava di trovarsi dinanzi ad un giovane pittore. Certamente è rimasto stupito dall’energia, dalla rigogliosità cromatica, dalla solidità compositiva, da una percepibile dose di rabbiosità e dalla inesauribile vena pittorica espressa dai suoi dipinti aperti sull’infinito.


Valerio P. Cremolini


domenica 15 dicembre 2013

SALA CARGIA' ORGANIZZA IL NATALE SUBACQUEO 2013 A SAN TERENZO

Sala Culturale CarGià
Il Presepe di Sabbia
2° classificato al Concorso Presepi 2011
Diocesi La Spezia - Brugnato
Con il patrocinio del Comune di Lerici  e l’autorizzazione del ministero delle infrastrutture e dei trasporti Capitaneria di Porto della Spezia, Sala Culturale CarGià, insieme al Gruppo Sommozzatori Centro Nuoto Sub La Spezia, la Pubblica Assistenza Lerici e Pesca Sport di San Terenzo, organizzano la ventiquattresima edizione del Natale Subacqueo, nelle acque entro diga, splendido specchio acqueo del Golfo dei Poeti, antistanti a San Terenzo.
Notevole l’impegno del gruppo Sommozzatori Centro Nuoto Sub che illuminerà con luci il nostro amato amare. A nuoto, un folto gruppo di sub volontari  giungeranno da lontano  in processione silenziosa portando fiaccole per individuare il bambinello sul fondo del mare.

Nascerà quindi dalle acque, il Bambino Gesù , “colui che porta la Pace nel mondo”.

Sarà  sollevato  dalle acque  e in trionfo, accolto in una gigantesca candida conchiglia dono del mare, sarà  gioia nuova per tutti e viva speranza che la  nascita divina  sia  anche rinascita dell’Umanità .
La Tradizione attribuisce al santo Francesco l’invenzione del Presepe, almeno nella sua formulazione moderna.
E’ importante per San Terenzo che la celebrazione della nascita del Bambino Gesù, avvenga in mare perché dal mare la popolazione del territorio, già nel medioevo borgo di pescatori, ha nei secoli tratto significativo sostentamento. L’acqua è poi simbolo di vita, di purezza e memoria del Santo Battesimo e, proprio in quel mare, a poca distanza dalla Chiesa, fu ritrovato sulla spiaggia, portato dal mare, il dipinto della Madonna dell’Arena, tavola del XV secolo custodita e venerata nella Chiesa del luogo che è dedicata alla Natività della Vergine Maria.
La suggestiva cerimonia di recupero del Bambinello  è prevista prima della mezzanotte. Sulla spiaggia  verrà recitata la preghiera del subacqueo e verrà ricordata Carla Gallerini che per anni è stata promotrice, curatrice e sostenitrice dell’evento .
Di seguito il Bambinello sarà accompagnato all’ingresso della Chiesa locale, sarà quindi deposto nel Presepe e verrà celebrata la Santa Messa.
Nel Presepe si celebra la Famiglia Naturale, il focolare domestico, la vicinanza della Natura, i Re Magi e  la nobiltà dell’ospite, i pastori e la Paideia (l’educazione), i cesti con i “ Buoni Frutti ”, la Stella Cometa grande punto di riferimento assoluto, ovvero la Fratellanza Universale.

Il Natale Subacqueo di San Terenzo è inserito nel Calendario Eventi del Comune di
Lerici:http://www.comune.lerici.sp.it/allegati/brochure%20Natale%202013.pdf

INFO VIABILITÀ: www.comune.lerici.sp.it
SAN TERENZO: ZTL aperta dal 23 novembre al 23 febbraio





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