mercoledì 18 febbraio 2015

ANTONIO BERTOLONI: A 240 ANNI DALLA NASCITA, LA RISCOPERTA DI UN GRANDE SCIENZIATO

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici e Culturali


...ringrazio vivamente per l'invito
Ezia Di Capua


lunedì 16 febbraio 2015

U.C.A.I. LA SPEZIA: GIOVANNI COSENZA - MOSTRA RETROSPETTIVA - Introduzione di Valerio P. Cremolini

Sala Culturale CarGà - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Mostre





Omaggio al pittore Giovanni Cosenza

La sezione spezzina dell’Unione Cattolica Artisti Italiani, con la mostra retrospettiva del pittore Giovanni Cosenza (1925-2013) visitabile da Mercoledì 18 febbraio (inaugurazione alle ore 17.00) sino al prossimo 3 marzo (da Martedì a Sabato: ore 17.30-19.30),  prosegue l’obiettivo di valorizzare esperienze artistiche del nostro territorio degne di attenzione e non sempre adeguatamente conosciute. L’esposizione allestita nella sede del Circolo Culturale “A.Del Santo (via Don Minzoni, 62) è dedicata, infatti, ad un pittore esigente e meticoloso che s’imponeva di perseguire nell’ambito dell’espressività figurativa un percorso tutt’altro che convenzionale.
Nato a Castellammare di Stabia (NA), ma già alla Spezia nel 1928 a seguito del trasferimento del padre, maresciallo della Marina Militare, Cosenza ha rivelato in giovanissima età la propensione per il disegno, in seguito positivamente affiancato alla pittura ad olio e alle impegnative tecniche calcografiche. Discrezione e riservatezza hanno caratterizzato la sua persona. Precisa il figlio Marco che suo padre “iniziata la vita lavorativa ha continuato silenziosamente, con zelo appassionato, con amore e dedizione quasi assoluta, ad esprimere mediante l’arte, il suo originalissimo modo, a volte quasi bizzarro a volte drammatico, di percepire il mondo e l’umanità nella sua interezza”.
La sua ricerca è associabile al complesso spaccato del Surrealismo e si è sviluppata in dipinti, disegni e in cicli di incisioni che rendono esplicito il suo universo affollato di metafore e di associazioni simboliche. Non sfugge l’importanza attribuita dal pittore al pensiero, quale fonte principale del suo ricco e convincente repertorio di immagini, tecnicamente ineccepibili.
Attraverso il disegno, frutto di costante disciplina mentale, Cosenza ha trovato le migliori risposte alle sue necessità compositive ed espressive, assegnandogli, al pari di celebri studiosi del lontano passato, una particolare aristocrazia nel più ampio contesto della storia dell’arte. In disegni qualitativamente esemplari, caratterizzati dall’elegante tratteggio, ha di volta in volta concretizzato un progetto creativo decisamente colto, scandito da un’inedita figurazione scaturita dall’incontro del visibile con l’invisibile. Non a caso Ferruccio Battolini, già nel 1982, lo ha definito con parole appropriate “un artista che progetta sognando”.
È una sensazione che unitamente alla capacità di concentrazione e alla ricchezza d’inventiva si coglie nell’ordinato repertorio grafico di Cosenza, disseminato di ironia e di un naturale sfondo narrativo. Dallo sguardo non neutrale sulla società non sono sfuggite a Cosenza altrettante situazioni problematiche, che egli ha interpretato graficamente confermando che il mondo è ben diverso da quello che si manifesta. È stato un uomo che credeva nell’importanza dell’amore, testimoniato nella vita familiare e nei rapporti sociali e soffriva le situazioni di disagio, d’ingiustizia ed anche di degrado, purtroppo, diffuse nel mondo.
Nonostante ciò il critico Mario Cagetti traeva la convinzione che Cosenza “non era pessimista come, forse, appariva. La speranza - ha scritto - può attendere alla svolta della via. L'uomo è sem­pre il centro dell'universo”.
Un dovizioso capitolo della pittura di Cosenza riguarda l’arte sacra, avvicinata con sommo interesse e con esiti altrettanto significativi. È suo il maestoso “Crocifisso” realizzato nel 1972 per la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo a Pegazzano (replica dell’analogo  “Crocifisso” in San Damiano ad Assisi). Sul retro dello stesso si ammira la “Madonna dell’Acquasanta” (poco conosciuta per la sua posizione). Sempre di Cosenza sono il bellissimo “Stendardo” raffigurante la storica icona di San Michele Arcangelo e la tela che richiama l’apparizione della Madonna al pastore Benedetto Pareto, esposta in una bacheca presso il Santuario della Madonna della Guardia del Vignale.

Valerio P.Cremolini



domenica 15 febbraio 2015

ATELIER D'ARTE 18: COLLETTIVA " RITRATTI "

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte Cultura 2015
Sezione - Mostre


Opera di Sergio Tedoldi
L’Atelier d’Arte 18 (via Curtatone, 18)  ha inaugurato sabato 14 febbraio alle ore 17.30 la collettiva “Ritratti”, 
comprendente diciassette lavori, tra dipinti, grafiche, fotografie e sculture di Fernando Andolcetti, Cosimo Cimino, Alfredo Coquio, Silvia Garzonotti, Gloria Giuliano, Giuseppe Gusinu, Sergio Maucci, Francesco Plastina, Giorgio Plastina, Fabrizio Mismas, Franca Molignani, Pier Luigi Morelli, Franca Puliti, Igo Salvatori, Antonio Russo Trani, Sergio Tedoldi e Francesco Vaccarone.


Nella storia dell’arte tantissimi pittori, tra cui celebri maestri, hanno eseguito ritratti di ottima fattura, veri e propri documenti d’identità con funzioni sia celebrative che documentarie. Nel Rinascimento, per stabilire un termine iniziale, il ritratto, ad esempio,  viene interpretato come simbolo di alta dignità e, non diversamente, l’autoritratto rappresenta l’affermazione sociale dell’artista. Così, durante il XVII e XVIII secolo, il ritratto continua ad avere molta considerazione con le immagini anche di gente socialmente emarginata, al centro del capitolo del Realismo.
I pittori impressionisti accentueranno nei ritratti l’importanza della luminosità. Dette differenze si coglieranno soprattutto negli artisti del XX secolo che in vario modo hanno privilegiato l’indagine introspettiva al mero aspetto esteriore del soggetto. In tal modo si va affermando quella libertà creativa che caratterizzerà i vari capitoli delle avanguardie storiche, nonché la vivace stagione dei decenni post-bellici, durante i quali non è trascurabile il preponderante ruolo assunto dalla fotografia. Ritrarre è un esercizio certamente impegnativo e l’artista, è una considerazione che raccoglie diffuso consenso, rappresenta sempre qualcosa di se stesso nel ritratto dell’altro”.
Opera di Silvia Garzanotti
Nella collettiva visitabile sino al 28 febbraio p.v. (da lunedì a sabato, dalle 17.00 alle 19.00) emerge  come ciascun espositore abbia dotato di autenticità i propri lavori, indugiando o meno sui dettagli dei volti e coniugando la realtà con l’apporto della fantasia. La somiglianza è stata palesemente perseguita, attenuata di proposito ed altre volte apertamente svincolata da regole rigide.
Fernando Andolcetti ha dato rilievo su uno spartito musicale al profilo del compositore Johann Sebastian Bach; Cosimo Cimino ha, invece, esaltato la non bellezza di un curioso, stravagante e simpatico personaggio; Alfredo Coquio ha confermato nel “Cattedratico” l’impianto astratto della sua scultura che convive con morbide linee sinuose. Il magistrale contrasto fra luce e ombra inonda il pensoso autoritratto di Silvia Garzonotti, mentre Gloria Giuliano ha rilanciato il respiro futurista della sua dinamica pittura. Nella luminosità del suo dipinto Giuseppe Gusinu ha celebrato l’inesauribile vigore del colore e nell’autoritratto che Sergio Maucci si è riservato ha dato prevalenza alla resa fisiognomica. Lo scultore Fabrizio Mismas ha modellato con avvertibile leggerezza il corpo di una longilinea e altera indossatrice e la collega Franca Molignani non si è concessa virtuosismi nella persuasiva terracotta intitolata “Il figlio”. Francesco Plastina nel solare ritratto della moglie e Giorgio Plastina in quello gioioso della figlia hanno onorato la consolidata opzione per la pittura figurativa. Pier Luigi Morelli ha prediletto appropriarsi delle suggestioni del binomio realtà-immaginazione, efficacemente sviluppato anche nella colta visionarietà di Franca Puliti. L’obiettivo del fotografo Igo Salvadori ha sorpreso in Bolivia una commovente maternità; l’ingegnosità di Antonio Russo Trani traspare nell’amatissimo Pinocchio, argutamente ricostruito con vari oggetti. Non sfugge, infine, la risoluta espressività rivelata  dal ritratto dedicato da Sergio Tedoldi a “Billy Budd” e il tratto mai titubante di Francesco Vaccarone nel delineare il viso essenziale e sofferente del poeta Ezra Pound.

Valerio P.Cremolini


sabato 14 febbraio 2015

IL CARNEVALE DI SAN TERENZO RINVIATO A DOMENICA 22 FEBBRAIO 2015 ORE 14

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici e Culturali - Dedicato a Carla Gallerini




COMUNICATO SPECIALE CARNEVALE 2015
SALA CARGIA’ COMUNICA A TUTTI GLI AMICI E A TUTTI GLI ARTISTI CHE A CAUSA
DELLE AVVERSE PREVISIONI METEOROLOGICHE IL
" CARNEVALE DI SAN TERENZO" VIENE RINVIATO 
ALLA PROSSIMA DOMENICA 22 FEBBRAIO 

Sala CarGià Vi aspetta domenica prossima, 22 FEBBRAIO a San Terenzo per dipingere il favoloso Carnevale 2015.
Gli artisti che sono interessati a partecipare sono invitati ad inoltrarmi  il loro breve curriculum artistico affinché possa essere  pubblicato nel Blog di Sala CarGià in una pagina speciale dedicata agli Artisti presenti al Carnevale 2015

Ringrazio vivamente quanti hanno mostrato il loro interesse,
 il loro entusiasmo e la loro vicinanza.
Con affetto e stima
Ezia Di Capua


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