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martedì 22 luglio 2025
martedì 8 agosto 2017
IN SALA CARGIA’ FINISSAGE IN MASCHERA PER LA MOSTRA “LA LUCE DEL COLORE” E PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI SILVIA BARELLA.
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2017
Sezione - Mostre d'Arte - Libri
Sezione - Mostre d'Arte - Libri
domenica 6 marzo 2016
lunedì 29 febbraio 2016
CAMeC: L’onorevole Massimo D’Alema presenterà il libro di R.Wilkinson e K. Pickette “La misura dell’anima. Perché le disuguaglianze rendono le società più infelici”(Feltrinelli)
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri
EDC
Sezione - Libri
EDC
Giovedì 3 marzo p.v. presso il Camec (Piazza Cesare Battisti 1 – La Spezia) alle ore 17.30 si svolgerà il primo appuntamento del ciclo di incontri, promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune della Spezia e dal Rotary Club della Spezia , ”Libri e idee che cambiano la vita”
L’onorevole Massimo D’Alema presenterà il libro di R.Wilkinson e K. Pickette “La misura dell’anima. Perché le disuguaglianze rendono le società più infelici”(Feltrinelli)
martedì 9 febbraio 2016
LIBRERIA LIBERITUTTI: Presentazione del libro di poesie " NOTTE FONDA, PERLOPIU' "di Giacomo Nigido
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri - Poesia
Sezione - Libri - Poesia
EDC
Sabato 13 febbraio, ore 18, alla libreria Liberi tutti di via Tommaseo 49, la Spezia.
La raccolta di poesie "Notte fonda, perlopiù" (Gammarò edizioni) si articola in tre brevi sezioni, la prima, Ricordi di un bevitore, è una sorta di piccola Antologia di Spoon River dove la coralità è sostenuta da una teoria di microflash che hanno l'andamento di una danza macabra medievale.
La seconda parte, Paesaggio, è composta da frammenti, flash di pensieri e sensazioni.
Il libro si chiude con Sette haiku per la notte fonda, nei quali l'autore ritrae con rapidissime pennellate il trapelare della propria inquietudine.
Ne parla con l'autore Enrico De Somma.
Pier Giacomo Nigido è nato a Lerici, vive e lavora a La Spezia, dove svolge la professione di bancario.
gaia fabbri
libreria liberi tutti
via tommaseo 49
19121 la spezia
0187 020576
lunedì 8 febbraio 2016
lunedì 1 febbraio 2016
mercoledì 27 gennaio 2016
Per il giorno della memoria : “LA STRAGE NAZIFASCISTA DI VINCA” , Mursia, 2015 di Luigi Leonardi - Recensione di Donatella Zanello
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri
Sezione - Libri
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Di
Luigi Leonardi, appassionato studioso e ricercatore della storia lunigianese, è
notevole la poliedricità dei registri narrativi e stilistici usati. L’Autore è
prevalentemente dedito agli studi storici ed alle ricerche correlate, spesso
ardue e molto impegnative, che lo conducono negli Archivi comunali e statali di
diverse città così come in luoghi aperti ed impervi, quali le montagne della
Lunigiana, teatro di stragi nazifasciste, a Bagnone, dove l’autore è nato, a
Vinca, sulle tracce delle brigate partigiane, per raccogliere le testimonianze
degli anziani che siedono, nei pomeriggi assolati, sulle porte delle case,
nelle piccole piazze dei borghi.
Un
lavoro tenace ed appassionato, che ha permesso all’autore di pubblicare
numerose opere di narrativa (“Dentro lo Stige”, “La brina sulla pelle”, “Il
sogno di un altro”, “Libertà van cercando”, “Il segreto antico di Beppe il Maniscalco”)
e saggistica (“Epurazioni”, 2011, Mursia Editore, Milano). Leonardi è storico
attento e sensibile. Nella presentazione delle proprie opere è dotato di
spiccata attitudine alla recitazione teatrale ed è voce recitante in numerose
manifestazioni culturali. E’ autore di testi teatrali, progetti didattici e
testi musicali per l’interpretazione della cantante Lucia Marchi, con la quale
ha realizzato il Cd “Sfumature”. Leonardi è tra i fondatori e redattori della
rivista culturale milanese “Malvagia”, nata nel 1981 con l’appoggio di Carlo
Cassola. E’autore di prefazioni , recensioni e note critiche per poeti e
pittori. E’ uno scrittore di grande preparazione culturale e di ampia capacità
espressiva ed interpretativa. La sua scrittura è fluida ed incisiva, non manca
di ricchezza lessicale e di costanti
riferimenti filosofici e letterari. Anche in “Divagazioni in corso”,
articolato e complesso testo poetico attualmente inedito, che ben si presta
alla recitazione in forma di monologo
teatrale, l’autore tratta un percorso di riflessione sulla caducità delle cose
umane, sul ruolo del destino, sulla storia con il suo fardello sanguinoso di
guerre.
Il libro “La strage nazifascista di Vinca”, edito da Mursia nel 2015 con
la prefazione di Pino Meneghini è l’opera più recente di Luigi Leonardi,
costruita in un percorso di ricerca storica, raccolta di testimonianze ed
interviste, classificazione di documenti durato circa tre anni. C’è molto
interesse intorno a questo libro, non fredda cronaca ma documento divulgativo,
già oggetto di numerose presentazioni ad Aulla, a Vinca, a Massa, a Sarzana.
Già il titolo del libro, come scrive Pino Meneghini nella sua prefazione, “ci
fa entrare in una dimensione inumana, di folle delirio criminale”. Ora, come nel
caso della strage di S. Anna di Stazzema, tra l’altro oggetto recentemente di
filmografia, molto numerosi sono stati i libri ed i resoconti storici e di
cronaca, gli atti giudiziari e le ricerche sulla efferata strage di Vinca.
Tuttavia, in questo ampio contesto il libro di Luigi Leonardi si evidenzia
fortemente come testo divulgativo, quasi un “reportage” di guerra, un
documentario realizzato con scatti “fotografici” di penna che si incidono nella
memoria con inchiostro indelebile. Del resto la potenza narrativa è una
caratteristica di questo autore, che cronologicamente, attraverso il ricordo,
le parole, la memoria dei testimoni sopravvissuti, ricostruisce l’orrore
devastante della strage in ogni dettaglio.“Il buio della ragione”, citando
Prèvert, genera sempre nuovi mostri e mostruosa è la strage di Vinca,
diabolica, inaccettabile. Questo libro vuole essere un monito poiché la guerra
è il male maggiore dell’umanità ed oggi più che mai se vi è un valore da
difendere per le generazioni future.
La strage nazifascista di Vinca, iniziata il
24 agosto 1944 e protrattasi per quattro giorni di demoniaca follia, non fu di
rappresaglia, come a San Terenzo Monti o a S.Anna di Stazzema ma fu un atto di
vera e propria “terra bruciata”.
L’autore con la sua peculiare scrittura dal ritmo serrato ed incalzante
ci restituisce la cronaca in diretta di uno dei più infami massacri
dell’esercito tedesco in Italia, messo in atto quando il quadro delle sorti
della seconda guerra mondiale era ormai chiaro e prossimo all’epilogo.
Nell’agosto 1944 le armate tedesche si trovavano accerchiate dagli eserciti
alleati sui due fronti orientale ed occidentale, con gli sbarchi in Nord Africa
nel 1942, in Italia nel 1943 e febbraio 1944 e nel nord della Francia nel giugno
1944. L’esercito tedesco era in ginocchio ed in ritirata in Italia e come una
bestia ferita colpiva con inaudita violenza una popolazione inerme.
La strage di Vinca si è protratta per tre giorni e notti interminabili e
l’obiettivo era uccidere ogni forma vivente: uomini, donne, bambini, animali,
in tal modo eliminando completamente quello che era ritenuto dai Nazisti un
punto di riferimento e di rifornimento per le Brigate Partigiane. Oltre 170
furono le persone uccise barbaramente e solo dopo il 27 agosto gli abitanti di
Vinca cominciarono a ritornare nelle loro case, non senza aver dovuto prima
bruciare i corpi di parenti ed amici abbandonati nella calura. La falange
nazista che intervenne era comandata da un
maggiore nazista, Reder detto “Il Monco”, il quale dichiarò in una
intervista ad Enzo Biagi che la strage di Vinca era stata progettata
dall’esercito tedesco ma compiuta dalle Brigate Nere italiane. Ciò è in parte
vero, come ci riporta Pino Meneghini nella prefazione. La falange dell’esercito
tedesco era comunque specializzata in
questo genere di interventi di “terra bruciata”.
Detto tutto riguardo alla
cronologia, alla logistica, ai metodi di esecuzione della strage, ciò che
maggiormente colpisce e che è molto in evidenza nel libro è la successiva
vicenda giudiziaria, le lungaggini burocratiche del processo, l’incredibile
dilazione della giustizia per le famiglie distrutte e per le vite innocenti dei
civili falciate senza alcuna pietà. Anche questo, notiamo, è potuto accadere:
che i responsabili siano rimasti sostanzialmente impuniti nel successivo
trascorrere del tempo. In un primo momento, nel maggio 1946, si deve al
Commissario di Pubblica Sicurezza Scalamogna ed all’Agente Ausiliario di
Pubblica Sicurezza Salvatore Feria il merito di avere condotto la prima vera indagine e raccolto le testimonianze e
gli indizi più importanti per individuare i responsabili di questi orrendi
crimini verso l’umanità presso la Questura di Massa. I risultati dell’indagine
si trovano riassunti nel rapporto dell’8 Agosto 1947, con il quale venivano
denunciate alla Procura della Repubblica di Massa 63 persone, quali
responsabili di partecipazione all’eccidio di Vinca, alcune delle quali in
arresto. Il corso della giustizia si
fermò durante il processo di Perugia. Si parla, anche nel caso della strage di
Vinca, di “armadio della vergogna”, così come per la strage di S. Anna di
Stazzema.
Il
valore di questo testo divulgativo sta soprattutto nelle interviste agli
anziani di Vinca sopravvissuti: per queste persone non si tratta di ricordare
ma di “rivivere” quei giorni tragici con lo stesso terrore: il tempo si è
fermato, cristallizzato in un eterno presente e il loro dolore è sempre
presente, insanabile, attuale. Le interviste dell’autore ai testimoni della
strage risalgono tutte al 2011. I testimoni sopravvissuti sono: Celso
Battaglia, Lorenzo Battaglia, Werther Bianchini, Faliero Colonnata, Maria
Stella Del Giudice, Angiolino Federici, Eliseo Federici, Fenisia Papa, Ardelia
Ferrari, Mario Ferrari, Nando Marchi, Emanuele Orlandini, Adele Papa.
E’ per il futuro dell’umanità che si deve
conservare la memoria dell’orrore, perché tutto questo non si ripeta.
“Perché non un granello di memoria si perda”
Così conclude l’Autore. Liricamente:
“Ancora i
tocchi delle campane. Dai comignoli sale fumo. Tra le gole la sera è più
vicina. Si respira autunno e l’ineluttabile silenzio.”
Donatella Zanello
Donatella Zanello, nata a
La Spezia dove vive e lavora, autrice di poesia, narrativa e saggistica.
Laureata in Lettere Moderne
all’Università degli Studi di Pisa, vincitrice di numerosi premi letterari tra
i quali il Premio Montale Fuori di Casa 2015 Sezione Poeti Liguri per l'opera
poetica, presente con i suoi scritti in molte antologie e siti letterari,
presiede la giuria tecnica del premio di poesia “Cesare Orsini” ed è membro di
giuria di numerosi premi letterari. Ha pubblicato otto raccolte di poesia:
“Polvere di primavera”, “La donna di pietra”, “La sognatrice”, “Passiflora”,
“Il tempo immutabile”, “Poesie Provenzali”, “Labirinti”, “Il colore del mare”.
Partecipa a “reading” di poesia in
numerose manifestazioni culturali ed ha partecipato ad un programma televisivo
dedicato alla poesia su Tele Liguria Sud canale 19.
Il paesaggio ligure e mediterraneo, il
mare come fonte costante di ispirazione, il viaggio come elemento di
conoscenza, il rapporto uomo-natura, la ricerca spirituale come unico vero
significato dell’esistenza sono i temi fondamentali della sua vasta produzione
poetica.
EDC
domenica 17 gennaio 2016
“LA CONTESSA DEL PANE” di Emilio Longhi Recensione a cura di Donatella Zanello
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri
Sezione - Libri
Sono
stata invitata a presentare il pregevole libro
dal titolo suggestivo “La Contessa del pane” presso la Sede Associazione
Marinai d’Italia – Sezione “Ivo Borghetti” di Lerici. La “Contessa del pane”,
Luisa Malaspina De Benedetti, avendo sposato il Conte Angelo Serafino De
Benedetti, apparteneva all’antica famiglia nobiliare ligure dei De Benedetti,
attestata in Genova, Sarzana e Lerici . Tuttora nella Cappella della Villa di
Barcola riposano le spoglie della Contessa e di altri nove membri del Casato De
Benedetti. Questo libro di Emilio Longhi costituisce un documento sia evocativo
che divulgativo e potrà fornire elementi di riflessione e di approfondimento
storico relativi alla “Contessa del pane”, nobildonna generosa e caritatevole,
sensibile e sofferente per la mancanza di eredi, condannata alla solitudine per
l’impossibilità di essere madre, che visse sostenuta dalla Fede.
Con
entusiasmo ho accettato, traendo dalla lettura del romanzo emozioni e
sentimenti, ricordi e suggestioni legate ai luoghi amati della mia stessa
infanzia, della mia stessa vita. Apparentemente semplice è il linguaggio usato,
linguaggio lirico, registro narrativo originale su cui mi soffermerò più volte
per i motivi di interesse e di apprezzamento che mi ha suscitato nel corso
della lettura. Complessa è la struttura narrativa per la molteplicità e la
rilevanza dei contenuti: Natura, Bellezza,
Misticismo, Religiosità, Fede, Leggenda, Carità, Amore, Solitudine, Tempo,
Tradizione, Storia, Nobiltà e Miseria. Interamente il romanzo è permeato di
un’atmosfera ottocentesca, un vero e proprio viaggio nel tempo che mi ha fatto
più volte dimenticare il presente, dubitare del presente.
Numerosi sono i personaggi: la Contessa
Luisa Malaspina De Benedetti, protagonista assoluta, il Conte Angelo De
Benedetti, Ida, Silvia, Pietro, Bartrò, Giambà, i saltimbanchi, il cocchiere,
la domestica e la figlia della domestica, Don Anastasio, la Regina Maria
Adelaide, il Re, Mimosa e Toni , i mendicanti e molti altri. E’ un quadro
tipicamente Ottocentesco che affonda le radici nella rievocazione potente
di personaggi storici, come la Contessa,
il Conte, il Re e la Regina, realmente esistiti. Nello stesso tempo
innumerevoli personaggi di fantasia e leggenda popolano queste pagine e
richiamano alla mente “Les Miserables”
di Victor Hugo per la rilevanza dei temi sociali trattati, la
riflessione profonda sulle miserie umane e sul valore altissimo della carità.
I luoghi
di questa narrazione sono : la Villa del Fodo alla Rocchetta di Lerici, la
Villa di Barcola, Lerici, il molo, Tragià, Bella Vista. Tutto si svolge nel
piccolo borgo marinaro, come in un “piccolo mondo antico” nel quale il tempo si
è fermato.
Parliamo
dell’Autore: Emilio Longhi,
politicamente impegnato, amegliese di nascita, scrittore fecondo di opere di
narrativa, tra le quali ricordiamo: “Guido e la luna”, “Peccati e visioni”, “Le perle di Pagèto”. Dalla storia
della nobildonna Luisa De Benedetti il nostro Autore ha tratto fortissima
ispirazione per questo suo romanzo.
Ho
sottolineato in precedenza l’originalità del registro narrativo usato. Notevole
è l’abilità dell’autore nel trasportare il lettore in una dimensione “altra”,
in un tempo ormai lontano e trascorso, calandosi totalmente nel mondo interiore
dei personaggi rappresentati attraverso l’analisi descrittiva di emozioni e
sentimenti, valori e superstizioni legati indissolubilmente ad un mondo che non
è più e che può essere ricostruito solo attraverso questo tipo di linguaggio
narrativo, a tratti visionario, efficace, lessicalmente ricco quanto
interessante perché elegantemente appropriato ai contenuti trattati. E’ infatti
il pensiero ottocentesco, il “modus vivendi” di quell’epoca che viene
sapientemente ricostruito e restituito al lettore come cristallizzato nel
tempo. Il modello di vita ottocentesco è il primo elemento portante della
struttura narrativa.
Un secondo
elemento è il grande amore per la Natura, per la bellezza del Golfo dei Poeti,
amore che si esprime attraverso la dettagliata e partecipata descrizione dei
luoghi vissuti dai protagonisti: la vegetazione lussureggiante del Fodo, i
mille suoni magici del bosco, la discesa dalla Villa di Barcola fino al mare,
respirando la brezza che nasce dall’orizzonte e dalle isole, l’incanto
malinconico della pioggia che sottolinea la solitudine della sensibile
Contessa, la sua sofferenza e la sua generosità, il mare azzurro, implacabile
con le sue leggende di naufragi e storie di vecchi marinai, riti tribali di
danze sulla spiaggia e fuochi e balli carnevaleschi e leggende di stregoneria e
superstizione (così forse videro gli Shelley la crudele bellezza del mare e dei
borghi, nella San Terenzo di quel loro tragico 1822).
Il terzo
elemento è la Fede. Anche in questo caso si tratta di una forma di misticismo
profondamente legata alla mentalità ottocentesca, basti pensare alla “visione”
mistica della giovanissima contadinella Ida, proprio all’inizio del libro.
Da sottolineare infine il tema sociale in
questo romanzo, il quarto elemento cardine della narrazione: l’autore descrive
e sottolinea la vastità del divario tra ricchezza e povertà e la caritatevole
missione della Contessa Luisa, dedita a sfamare i poveri con il pane che
produceva in abbondanza ed a sollevarli dalla loro misera condizione attraverso
la fede, così guadagnandosi la definizione di “Contessa del pane”.
Nel
prologo l’autore si rivolge al lettore con profonde riflessioni sul Tempo e
sulla Natura.
La narrazione ha inizio con il pellegrinaggio della
povera contadina Ida fino alla villa del Fodo, in cerca della carità della
Contessa. Giunta alla villa, Ida riceverà il pane ma anche l’umana
considerazione, la sensibile attenzione e le premurose cure della nobildonna,
famosa in tutta la provincia per la sua bontà e generosità verso i più
sfortunati. Da qui Ida potrà tornare alla sua casa, ai figli, alla terra di
Luni, per continuare a vivere con rinnovata fede la sua umile e faticosa vita.
La
Contessa ama scendere a cavallo dalla Villa del Fodo alla Villa di Barcola. Qui
accetta, dolente, la propria solitudine, la mancanza di figli su cui riversare
il suo amore. Qui ascolta il canto della pioggia, il temporale che fa tremare i
vetri salendo dal mare in scuri nembi, Affronta le proprie paure e prega. Le è
di conforto la presenza di Angelica, figlia della domestica, una bellissima
bambina che la nobildonna ricolma di affetto. Le è di consolazione l’amicizia
di Silvia. Silvia è personaggio di fantasia, rappresenta la Bellezza,
l’Amicizia e l’Amore. E’ innamorata del marinaio Pietro, che si allontana sulla
nave verso terre misteriose e che troppo tardi farà ritorno. Un amore negato,
un amore impossibile, nello stile del più puro romanticismo. Ancora solitudine,
la Solitudine dell’Amore.
Luisa e
Silvia scendono a Lerici nei giorni di festa per partecipare alla Messa nella
chiesa di San Rocco, poi raggiungono il molo per ascoltare le storie degli
anziani marinai, i ricordi di Bartrò e Giambà, figure ieratiche che narrano
antiche leggende e superstizioni popolari, storie di streghe e giovani marinai,
racconti di tempeste e naufragi.
In Tragià,
odierna Via Roma, la via principale affacciata sul mare, le maschere di
Carnevale inscenano un ballo emozionante in un carosello di colori e suoni. La
Contessa sembra ricercare continuamente il contatto con gli umili, con il
popolo, per poi ritirarsi in preghiera nella Villa di Barcola. Qui, il 24
agosto del 1853, i Conti De
Benedetti ricevono con molti onori la
visita della Regina Maria Adelaide. Don Atanasio, novello Don Abbondio in
versione più coraggiosa e severa, ecco che sale la collina fino alla Villa di
Barcola per celebrare la Messa solenne, alla quale presenziano i notabili del
borgo, tra i quali anche Domenico Porro, il nostromo più importante di Lerici,
fondatore della Società Marittima di Mutuo Soccorso. Neppure in questa solenne
occasione, annotata negli annali della nobile famiglia, la buona e dolce
Contessa dimentica i suoi poveri, chiamati a ricevere cibo e doni e partecipare
alla festa nei giardini della Villa.
I poveri: è’ tutta una folla di personaggi minori,
diseredati che vivono ai margini, sopravvivendo con espedienti tra
superstizioni e paure, illuminati dalla luce della luna, girovaghi nel buio dei
vicoli e delle strade solitarie ai margini del bosco. Misteri ottocenteschi e
dolori, antiche leggende che l’Autore ha ricostruito su fondamenti presenti e
tramandati nella memoria collettiva della popolazione locale.
Questo
libro costituisce una preziosa icona di un luogo, Lerici, attraversato da genti
diverse, terra di approdo e di passaggio, di arrivi e di partenze, un porto, un
luogo eletto dell’Anima, baciato dalla Bellezza e dall’Amore dei suoi figli,
che continuano ad amarlo. Alcuni non riescono a lasciare questo luogo magico e
sempre i naviganti vi fanno ritorno.
Inoltre
troviamo in queste pagine la preziosa testimonianza di un tempo che non è più.
E’ dunque
un sogno, un pregiato cameo, scrigno di visione, fermato nella splendida
immagine di copertina: il ritratto, prezioso, cesellato, della Contessa del
pane, realizzato dal grande e compianto Maestro Carlo Caselli, pittore milanese
di origine che aveva fatto di Lerici il suo luogo di elezione, restituendone i
colori nella sua vasta opera artistica in testimonianza indelebile, attraverso
ritratti, vedute e paesaggi.
L’Autore,
che ringraziamo sentitamente, attraverso l’uso di un linguaggio ricco, fastoso,
musicale, evocativo, ci ha restituito una fiaba, tra sogno e realtà,
testimonianza di un tempo ormai perduto, reso indimenticabile.
Lerici, Quadrato Marinai, 15.01.2016
Donatella Zanello
Donatella Zanello, nata a La Spezia dove vive
e lavora, autrice di poesia, narrativa e saggistica.
Laureata in Lettere Moderne
all’Università degli Studi di Pisa, vincitrice di numerosi premi letterari tra
i quali il Premio Montale Fuori di Casa 2015 Sezione Poeti Liguri per l'opera
poetica, presente con i suoi scritti in molte antologie e siti letterari,
presiede la giuria tecnica del premio di poesia “Cesare Orsini” ed è membro di
giuria di numerosi premi letterari. Ha pubblicato otto raccolte di poesia:
“Polvere di primavera”, “La donna di pietra”, “La sognatrice”, “Passiflora”,
“Il tempo immutabile”, “Poesie Provenzali”, “Labirinti”, “Il colore del mare”.
Partecipa a “reading” di
poesia in numerose manifestazioni culturali ed ha partecipato ad un programma
televisivo dedicato alla poesia su Tele Liguria Sud canale 19.
Il paesaggio ligure e
mediterraneo, il mare come fonte costante di ispirazione, il viaggio come
elemento di conoscenza, il rapporto uomo-natura, la ricerca spirituale come
unico vero significato dell’esistenza sono i temi fondamentali della sua vasta
produzione poetica.
EDC
martedì 12 gennaio 2016
LERICI - QUADRATO MARINAI - LA CONTESSA DEL PANE di Emilio Longhi
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Eventi Artistici e Culturali - Libri
Sezione - Eventi Artistici e Culturali - Libri
EDC
domenica 3 gennaio 2016
LERICI QUADRATO MARINAI - MARCO BUTICCHI: Il segno dell' Aquila
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri
EDC
Sezione - Libri
...Cosa collega il mitico tesoro del re etrusco Porsenna, tanto cercato e mai trovato, a un traffico di droga in terra brasiliana? E cosa lega l’ISIS alla rocambolesca fuga di Oswald Breil da una prigione?...
Martedì 5 gennaio 2016 alle ore 18:00, nel Quadrato Marinai ANMI di Lerici,il relatore Beppe Mecconi e l'autore del libro 'Il segno dell'aquila' Marco Buticchi, ci daranno tutte le risposte......
Appuntamento da non perdere.
Il Presidente ANMI Lerici
Carlo MORACCHIOLI EDC
mercoledì 9 dicembre 2015
domenica 15 novembre 2015
giovedì 1 ottobre 2015
mercoledì 30 settembre 2015
mercoledì 2 settembre 2015
SALONE DELLA PROVINCIA:Presentazione de IL LABIRINTO DI SAN PIETRO IN PONTREMOLI NEL PELLEGRINAGGIO SIMBOLICO DEL MEDIOEVO - Saggio di iconologia universale - di Renato Del Ponte - Edizione del Tridente 2015
Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Libri
Presentazione de IL LABIRINTO DI SAN PIETRO IN PONTREMOLI NEL PELLEGRINAGGIO SIMBOLICO DEL MEDIOEVO - Saggio di iconologia universale - di Renato Del Ponte - Edizione del Tridente 2015 - che si terrà nel salone della Provincia della Spezia dalle ore 17,00 in poi.
Sezione - Libri
Presentazione de IL LABIRINTO DI SAN PIETRO IN PONTREMOLI NEL PELLEGRINAGGIO SIMBOLICO DEL MEDIOEVO - Saggio di iconologia universale - di Renato Del Ponte - Edizione del Tridente 2015 - che si terrà nel salone della Provincia della Spezia dalle ore 17,00 in poi.
Introduzione e presentazione a cura del Prof. Giuseppe Benelli, Presidente dell’Accademia Capellini. Sarà presente l'autore.
martedì 25 agosto 2015
venerdì 21 agosto 2015
martedì 4 agosto 2015
DAVIDE AGNETTI PRESENTA: IPOTESI OTTICA - LA CAMERA OSCURA DI GIZA – PARCO SHELLEY di San Terenzo Domenica 9 Agosto ore 21,15
Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Libri - Eventi Artistici e Culturali
Sezione - Libri - Eventi Artistici e Culturali
IPOTESI OTTICA La camera oscura di Giza
Ed elementi della Teoria Ottica delle
Piramidi
Nelle stelle i
segreti delle piramidi egiziane?
Sei anni di studio trovano una correlazione
astronomica con
le tre stelle della Cintura di Orione
SCRITTI NELLE
STELLE I SEGRETI DELLE PIRAMIDI ?
Sono note molte teorie “originali” che
sembrano correlare la posizione delle
tre piramidi egizie di Giza (Cheope, Chefren e Micerino) con le tre stelle
della cintura della costellazione di Orione;
l’IPOTESI OTTICA presenta
agli appassionati di astronomia e dei misteri egizi, l’ultima e più incredibile teoria formulata da un team di
storici ed astrofisici guidati da Davide
Agnetti, che parlerà di un tema dal titolo suggestivo: “Nelle
stelle i segreti delle piramidi egiziane?”.
Davide Agnetti, 47 anni, ha lavorato per 12 anni all’Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare come progettista meccanico per la realizzazione di
apparati di ricerca, tra cui il sistema di estrazione di fascio di ioni del
Ciclotrone Superconduttore e le fasi preliminari di realizzazione del
rivelatore ATLAS del CERN (che poi vedrà il Bosone di Higgs). Ha collaborato
nella progettazione meccanica di apparati opto-meccanici per diagnostica di
fasci laser, spettrografi ad alta risoluzione (per osservatori astronomici) e
sistemi di caratterizzazione per cavi superconduttori.
Nel suo osservatorio astronomico sito in Lombardia, ha
approfondito metodi astrometrici originali che applica per la ripresa di
oggetti dotati di ampio moto proprio apparente come comete ed asteroidi. Dal
2009, anche a seguito di questi studi, irrompe nella sua vita il tarlo
dell’archeoastronomia, che lo ha condotto a formulare l’Ipotesi Ottica….
L’ Ipotesi Ottica delle Piramidi è la
prima a trovare una vera correlazione astronomica con le tre stelle della
Cintura di Orione. Essa giunge ad una nuova lettura di certi soffitti
astronomici come quello di Senenmut, ritrovato
in un cunicolo presso il mausoleo dedicato alla regina Hatshepsut. Tra
le varie rappresentazioni c’è una strana
forma a lemniscata (figura ad otto asimmetrica) da sempre fonte di discussioni.
Ebbene, il lavoro di Agnetti, durato oltre 6 anni, ha fornito una interpretazione della
“Lemiscata di Senenmut” che ha dell’incredibile. In sostanza precisi calcoli astronomici
dimostrerebbero che una figura identica
viene ‘disegnata’ nel cielo dalla Sfinge se osservata per un intero ciclo
processionale dell’asse terrestre (il ben
noto movimento a trottola
dell’asse di rotazione della Terra con periodo di circa 26.000 anni) dalla
stella di Barnard, una delle stelle più vicine al Sole (solo 6 anni luce)
quindi dotata di un grande moto proprio rispetto al Sole. Da qui l’idea che chi ha disegnato il cielo
di Senenmut dovesse conoscere l’esistenza
ed il moto relativo della stella di Barnard, una nana rossa di
magnitudine = 9,5, quindi nettamente
invisibile ad occhio nudo!
Su queste basi, con calcoli e proiezioni
molto complesse e rigorose, il modello di Agnetti non solo trova una
giustificazione ‘celeste’ alle piramidi di Giza, ma, addirittura permette di
avanzare previsioni…..
COMUNICATI STAMPA - clicca sul link per leggere
CRONACA 4: http://laspezia.cronaca4.it/notizia/leggi/al-parco-shelley-presentazione-del-libro-ipotesi-ottica
PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
IPOTESI OTTICA - LA CAMERA OSCURA DI GIZA di Davide Agnetti
PARCO SHELLEY di San Terenzo
Domenica 9 Agosto ore 21,15.
CRONACA 4: http://laspezia.cronaca4.it/notizia/leggi/al-parco-shelley-presentazione-del-libro-ipotesi-ottica
PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
giovedì 25 giugno 2015
CENTRO STORICO DI SAN TERENZO: QUANDO L'ARTE DIVIENE STORIA DEL GOLFO DEI POETI
Sala Culturale CarGià _ Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Libri - Mostre d'Arte - Recensioni
......dal Libro "La Misura dell'Amore"
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Sezione - Libri - Mostre d'Arte - Recensioni
.. quando l'Arte diviene storia del Golfo dei Poeti
......dal Libro "La Misura dell'Amore"
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| nota: tra gli artisti locali Beppe Mecconi clicca sul link per leggere |
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EZIA DI CAPUA
PITTRICE - HANNO SCRITTO DI LEI:
Franco Ortis, Donatella Zanello,
G.L.Coluccia, Luigi Leonardi, Ezia Di Capua, Benedetta Galazzo, Anna
Magnavacca, Marco Raiti, Maria Letizia Stangalino, Giovanni Bilotti,
Amanda Moruzzo, Marco Raiti, Cristina Polenta, Mirco Manuguerra, Il Secolo
XIX,…..
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Cristina Polenta: http://salacargia.blogspot.it/search/label/Recensioni
Ezia Di Capua: http://salacargia.blogspot.it/2013/10/ezia-di-capua-prospettive-in-acquerello_16.html
Marco Raiti: http://salacargia.blogspot.it/search?q=marco+raiti
Giovanni Bilotti: http://salacargia.blogspot.it/search?q=giovanni+bilotti
Amanda Moruzzo: http://salacargia.blogspot.it/search?q=amanda+moruzzo
Mirco Manuguerra: http://salacargia.blogspot.it/2014/04/manifesto-per-larte-del-iii-millennio.html
Donatella Zanello: http://salacargia.blogspot.it/2014/10/articolo-1-costituzione-della_94.html
EZIA DI CAPUA
SCRITTRICE - HANNO SCRITTO DI LEI:
Hanno scritto relativamente a “La Misura dell’Amore” :
Sindaco
Emanuele Fresco, Prof. G.Luigi Coluccia, Dott.ssa Maria Letizia Stangalino,
Vasco Bardi scrittore e poeta, prof. Franco Ortis, Dott.ssa Donatella Zanello
scrittrice e poetessa, Gabriella Molli giornalista scrittrice, Dott.ssa
Gabriella MIgnani scrittrice, giornalista saggista, Anna Magnavacca scrittice
poetessa, Marzia Zini, Marisa Marino pittrice, Maria Giovanna Guidone pittrice,
Marco Raiti scrittore e poeta, Luigi Leonardi scrittore poeta artista – storico,
Carmen Claps.
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La Misura dell’Amore – Comune di Lerici http://salacargia.blogspot.it/2011/12/la-misura-dellamore-quando-le-parole.html
La Misura
dell'Amore - recensione di V.Bardi: http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua_1981.html
La Misura dell'Amore -recensione di M.L. Stangalino: http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-maria-letizia.html
La Misura dell'Amore -recensione di M.L. Stangalino: http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-maria-letizia.html
La Misura dell’Amore – recensione di Donatella Zanello:http://salacargia.blogspot.it/search?q=la+misura+dell'amore
La Misura dell’Amore – recensione di G.L.Coluccia:http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua.html
La Misura dell’Amore – recensione di L. Leonardi http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua_1.html
La Misura dell’Amore – recensione di Marco Raiti http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dell-amore-di-ezia-di-capua.html
La Misura dell’Amore – recensione di Marzia Zini http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dell-amore-di-ezia-di-capua_1.html
La Misura dell’Amore – intervista di C. Polenta http://salacargia.blogspot.it/2011/12/ezia-di-capua-intervistata-per-art-open.html
La Misura dell’Amore – recensione di F.Ortis:http://salacargia.blogspot.it/search?q=ortis+la+misura+dell'amore
La Misura dell’Amore – recensione di G. Mignani:http://salacargia.blogspot.it/search?q=gabriella+mignani+la+misura+dell'amore
La Misura dell’Amore – recensione di G.Molli http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua_372.html
La Misura dell’Amore – recensione di Magnavacca http://salacargia.blogspot.it/search?q=la+misura+dell'amore++anna+magnavacca
La Misura dell’Amore – recensione di M.Marino http://salacargia.blogspot.it/search?q=la+misura+dell'amore+marisa+marino
La Misura dell’Amore –recensione diMG.Guidonehttp://salacargia.blogspot.it/searchq=la+misura+dell'amore+maria+giovanna+guidone
La Misura dell’Amore – LA NAZIONE
http://salacargia.blogspot.it/2014/01/la-nazione-ezia-di-capua-incoronata-per.html
La Misura dell’Amore – recensione
di Carmen Claps http://salacargia.blogspot.it/2014/04/la-misura-dell-amore-di-ezia-di-capua.html
La Misura dell’Amore – recensione Angelina Magnotta http://salacargia.blogspot.it/2014/11/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua.html
E’ concesso l’utilizzo del
testo o parte di esso ai soli fini di studio citando l’Autore del libro,
l'Autore della recensione e il Blog di Sala Culturale CarGià come fonte.
E’ concesso
l’utilizzo di materiale ai soli fini di studio citando l’Autore, e il Blog di
Sala Culturale CarGià come fonte
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