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martedì 8 agosto 2017

IN SALA CARGIA’ FINISSAGE IN MASCHERA PER LA MOSTRA “LA LUCE DEL COLORE” E PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI SILVIA BARELLA.

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2017
Sezione - Mostre d'Arte - Libri
Si conclude con successo di pubblico e di critica, in Sala CarGià la mostra della pittrice Flaminia Bartolucci intitolata “La luce del colore”. Finissage in maschera sulle corde del temperamento della pittrice e in linea con il Carnevale estivo festeggiato a San Terenzo venerdi 11 agosto e, a cura di Marzia Zini, presentazione alle ore 17,00 del libro di Silvia Barella intitolato “ Come profumo del vento “.
Il libro è stato premiato dalla giuria  del concorso  nazionale Aronte con la poesia "L'aria non cigola più", nel dicembre 2016 .La scrittrice ha ricevuto " nell’ aprile 2017, il premio  della giuria del concorso internazionale "Città del libro di Pontremoli" con la poesia "Eco di montagna", riportata in una antologia".
Il 26 agosto prossimo riceverà il premio della giuria del concorso San Domenichino per il romanzo "Come il profumo nel vento".Ha presentato nel corso degli anni varie pubblicazioni scientifiche su riviste scientifiche.

Ha appena terminato il secondo libro che al suo interno contiene dieci romanzi che toccano le varie dinamiche e problematiche etiche e sociali attuali. Il titolo è "E la chiamano civiltà".
Così dichiara Ezia Di Capua curatrice di Sala CarGià e dell’evento ”Sono lieta di salutare l’artista Flaminia Bartolucci con un evento letterario  così alto e bello che è messaggero di amore incondizionato per il prossimo. La giovane pittrice protagonista di un vernissage applauditissimo ha condotto la sua mostra con eleganza, mostrando oltre alle qualità dialettiche ottima affinità con il pubblico e un’ottima passione artistica che vorrò vedere sviluppata nei prossimi anni  attraverso i suoi studi in Accademia a Carrara”.
Nel corso dell’evento la pittrice Flaminia Bertolucci offrirà una degustazione della sua collezione di pregiate varietà di Tè speciali selezionati e dedicati al tema

Approfondimenti e foto pubblicati nel Blog di Sala CarGià: http://salacargia.blogspot.it .

“La luce del colore”  Sala Culturale CarGià ’
Finissage in maschera – venerdi 11 agosto ore 17:00
Presentazione alle ore 17,00 del libro di Silvia Barella intitolato “ Come profumo del vento “.
Tea Party
Tutti invitati - Ingresso Libero                                                      

Ezia Di Capua Curatore di Sala CarGià e della mostra e dell’evento

FINISSAGE DELLA MOSTRA "LA LUCE DEL COLORE" FOTO DI LUCA BINI









AIRBNB - CASA CARGIA'


lunedì 29 febbraio 2016

CAMeC: L’onorevole Massimo D’Alema presenterà il libro di R.Wilkinson e K. Pickette “La misura dell’anima. Perché le disuguaglianze rendono le società più infelici”(Feltrinelli)

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri

EDC

Giovedì 3 marzo p.v. presso il Camec (Piazza Cesare Battisti 1 – La Spezia) alle ore 17.30 si svolgerà il primo appuntamento  del ciclo di incontri, promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune della Spezia e dal Rotary Club della Spezia , ”Libri e idee che cambiano la vita”
L’onorevole Massimo D’Alema presenterà il libro di R.Wilkinson e K. Pickette “La misura dell’anima. Perché le disuguaglianze rendono le società più infelici”(Feltrinelli)

martedì 9 febbraio 2016

LIBRERIA LIBERITUTTI: Presentazione del libro di poesie " NOTTE FONDA, PERLOPIU' "di Giacomo Nigido

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri - Poesia 
EDC

Sabato 13 febbraio, ore 18, alla libreria Liberi tutti di via Tommaseo 49, la Spezia.

La raccolta di poesie "Notte fonda, perlopiù" (Gammarò edizioni) si articola in tre brevi sezioni, la prima, Ricordi di un bevitore, è una sorta di piccola Antologia di Spoon River dove la coralità è sostenuta da una teoria di microflash che hanno l'andamento di una danza macabra medievale. 
La seconda parte, Paesaggio, è composta da frammenti, flash di pensieri e sensazioni.
Il libro si chiude con Sette haiku per la notte fonda, nei quali l'autore ritrae con rapidissime pennellate il trapelare della propria inquietudine.

Ne parla con l'autore Enrico De Somma.

Pier Giacomo Nigido è nato a Lerici, vive e lavora a La Spezia, dove svolge la professione di bancario.

gaia fabbri
libreria liberi tutti
via tommaseo 49
19121 la spezia
0187 020576






mercoledì 27 gennaio 2016

Per il giorno della memoria : “LA STRAGE NAZIFASCISTA DI VINCA” , Mursia, 2015 di Luigi Leonardi - Recensione di Donatella Zanello

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri
CLICCA SULL'IMMAGINE PER LEGGERE
            Di Luigi Leonardi, appassionato studioso e ricercatore della storia lunigianese, è notevole la poliedricità dei registri narrativi e stilistici usati. L’Autore è prevalentemente dedito agli studi storici ed alle ricerche correlate, spesso ardue e molto impegnative, che lo conducono negli Archivi comunali e statali di diverse città così come in luoghi aperti ed impervi, quali le montagne della Lunigiana, teatro di stragi nazifasciste, a Bagnone, dove l’autore è nato, a Vinca, sulle tracce delle brigate partigiane, per raccogliere le testimonianze degli anziani che siedono, nei pomeriggi assolati, sulle porte delle case, nelle piccole piazze dei borghi.
           Un lavoro tenace ed appassionato, che ha permesso all’autore di pubblicare numerose opere di narrativa (“Dentro lo Stige”, “La brina sulla pelle”, “Il sogno di un altro”, “Libertà van cercando”, “Il segreto antico di Beppe il Maniscalco”) e saggistica (“Epurazioni”, 2011, Mursia Editore, Milano). Leonardi è storico attento e sensibile. Nella presentazione delle proprie opere è dotato di spiccata attitudine alla recitazione teatrale ed è voce recitante in numerose manifestazioni culturali. E’ autore di testi teatrali, progetti didattici e testi musicali per l’interpretazione della cantante Lucia Marchi, con la quale ha realizzato il Cd “Sfumature”. Leonardi è tra i fondatori e redattori della rivista culturale milanese “Malvagia”, nata nel 1981 con l’appoggio di Carlo Cassola. E’autore di prefazioni , recensioni e note critiche per poeti e pittori. E’ uno scrittore di grande preparazione culturale e di ampia capacità espressiva ed interpretativa. La sua scrittura è fluida ed incisiva, non manca di ricchezza lessicale e  di costanti riferimenti filosofici e letterari. Anche in Divagazioni in corso, articolato e complesso testo poetico attualmente inedito, che ben si presta alla recitazione in forma di  monologo teatrale, l’autore tratta un percorso di riflessione sulla caducità delle cose umane, sul ruolo del destino, sulla storia con il suo fardello sanguinoso di guerre.
                   Il libro “La strage nazifascista di Vinca”, edito da Mursia nel 2015 con la prefazione di Pino Meneghini è l’opera più recente di Luigi Leonardi, costruita in un percorso di ricerca storica, raccolta di testimonianze ed interviste, classificazione di documenti durato circa tre anni. C’è molto interesse intorno a questo libro, non fredda cronaca ma documento divulgativo, già oggetto di numerose presentazioni ad Aulla, a Vinca, a Massa, a Sarzana. Già il titolo del libro, come scrive Pino Meneghini nella sua prefazione, “ci fa entrare in una dimensione inumana, di folle delirio criminale”. Ora, come nel caso della strage di S. Anna di Stazzema, tra l’altro oggetto recentemente di filmografia, molto numerosi sono stati i libri ed i resoconti storici e di cronaca, gli atti giudiziari e le ricerche sulla efferata strage di Vinca. Tuttavia, in questo ampio contesto il libro di Luigi Leonardi si evidenzia fortemente come testo divulgativo, quasi un “reportage” di guerra, un documentario realizzato con scatti “fotografici” di penna che si incidono nella memoria con inchiostro indelebile. Del resto la potenza narrativa è una caratteristica di questo autore, che cronologicamente, attraverso il ricordo, le parole, la memoria dei testimoni sopravvissuti, ricostruisce l’orrore devastante della strage in ogni dettaglio.“Il buio della ragione”, citando Prèvert, genera sempre nuovi mostri e mostruosa è la strage di Vinca, diabolica, inaccettabile. Questo libro vuole essere un monito poiché la guerra è il male maggiore dell’umanità ed oggi più che mai se vi è un valore da difendere per le generazioni future.
             La strage nazifascista di Vinca, iniziata il 24 agosto 1944 e protrattasi per quattro giorni di demoniaca follia, non fu di rappresaglia, come a San Terenzo Monti o a S.Anna di Stazzema ma fu un atto di vera e propria “terra bruciata”.
            L’autore con la sua peculiare scrittura dal ritmo serrato ed incalzante ci restituisce la cronaca in diretta di uno dei più infami massacri dell’esercito tedesco in Italia, messo in atto quando il quadro delle sorti della seconda guerra mondiale era ormai chiaro e prossimo all’epilogo. Nell’agosto 1944 le armate tedesche si trovavano accerchiate dagli eserciti alleati sui due fronti orientale ed occidentale, con gli sbarchi in Nord Africa nel 1942, in Italia nel 1943 e febbraio 1944 e nel nord della Francia nel giugno 1944. L’esercito tedesco era in ginocchio ed in ritirata in Italia e come una bestia ferita colpiva con inaudita violenza una popolazione inerme.
            La strage di Vinca si è protratta per tre giorni e notti interminabili e l’obiettivo era uccidere ogni forma vivente: uomini, donne, bambini, animali, in tal modo eliminando completamente quello che era ritenuto dai Nazisti un punto di riferimento e di rifornimento per le Brigate Partigiane. Oltre 170 furono le persone uccise barbaramente e solo dopo il 27 agosto gli abitanti di Vinca cominciarono a ritornare nelle loro case, non senza aver dovuto prima bruciare i corpi di parenti ed amici abbandonati nella calura. La falange nazista che intervenne era comandata da un  maggiore nazista, Reder detto “Il Monco”, il quale dichiarò in una intervista ad Enzo Biagi che la strage di Vinca era stata progettata dall’esercito tedesco ma compiuta dalle Brigate Nere italiane. Ciò è in parte vero, come ci riporta Pino Meneghini nella prefazione. La falange dell’esercito tedesco era comunque  specializzata in questo genere di interventi di “terra bruciata”.
          Detto  tutto riguardo alla cronologia, alla logistica, ai metodi di esecuzione della strage, ciò che maggiormente colpisce e che è molto in evidenza nel libro è la successiva vicenda giudiziaria, le lungaggini burocratiche del processo, l’incredibile dilazione della giustizia per le famiglie distrutte e per le vite innocenti dei civili falciate senza alcuna pietà. Anche questo, notiamo, è potuto accadere: che i responsabili siano rimasti sostanzialmente impuniti nel successivo trascorrere del tempo. In un primo momento, nel maggio 1946, si deve al Commissario di Pubblica Sicurezza Scalamogna ed all’Agente Ausiliario di Pubblica Sicurezza Salvatore Feria il merito di avere condotto la prima  vera indagine e raccolto le testimonianze e gli indizi più importanti per individuare i responsabili di questi orrendi crimini verso l’umanità presso la Questura di Massa. I risultati dell’indagine si trovano riassunti nel rapporto dell’8 Agosto 1947, con il quale venivano denunciate alla Procura della Repubblica di Massa 63 persone, quali responsabili di partecipazione all’eccidio di Vinca, alcune delle quali in arresto.  Il corso della giustizia si fermò durante il processo di Perugia. Si parla, anche nel caso della strage di Vinca, di “armadio della vergogna”, così come per la strage di S. Anna di Stazzema.
           Il valore di questo testo divulgativo sta soprattutto nelle interviste agli anziani di Vinca sopravvissuti: per queste persone non si tratta di ricordare ma di “rivivere” quei giorni tragici con lo stesso terrore: il tempo si è fermato, cristallizzato in un eterno presente e il loro dolore è sempre presente, insanabile, attuale. Le interviste dell’autore ai testimoni della strage risalgono tutte al 2011. I testimoni sopravvissuti sono: Celso Battaglia, Lorenzo Battaglia, Werther Bianchini, Faliero Colonnata, Maria Stella Del Giudice, Angiolino Federici, Eliseo Federici, Fenisia Papa, Ardelia Ferrari, Mario Ferrari, Nando Marchi, Emanuele Orlandini, Adele Papa.

E’ per il futuro dell’umanità che si deve conservare la memoria dell’orrore, perché tutto questo non si ripeta.
“Perché non un granello di memoria si perda”

Così conclude l’Autore. Liricamente:

   “Ancora i tocchi delle campane. Dai comignoli sale fumo. Tra le gole la sera è più vicina. Si respira autunno e l’ineluttabile silenzio.”



                                                                                                           Donatella  Zanello

Donatella Zanello, nata a La Spezia dove vive e lavora, autrice di poesia, narrativa e saggistica.
Laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Pisa, vincitrice di numerosi premi letterari tra i quali il Premio Montale Fuori di Casa 2015 Sezione Poeti Liguri per l'opera poetica, presente con i suoi scritti in molte antologie e siti letterari, presiede la giuria tecnica del premio di poesia “Cesare Orsini” ed è membro di giuria di numerosi premi letterari. Ha pubblicato otto raccolte di poesia: “Polvere di primavera”, “La donna di pietra”, “La sognatrice”, “Passiflora”, “Il tempo immutabile”, “Poesie Provenzali”, “Labirinti”, “Il colore del mare”.
Partecipa a “reading” di poesia in numerose manifestazioni culturali ed ha partecipato ad un programma televisivo dedicato alla poesia su Tele Liguria Sud canale 19.
Il paesaggio ligure e mediterraneo, il mare come fonte costante di ispirazione, il viaggio come elemento di conoscenza, il rapporto uomo-natura, la ricerca spirituale come unico vero significato dell’esistenza sono i temi fondamentali della sua vasta produzione poetica.

EDC

                                                                                          

domenica 17 gennaio 2016

“LA CONTESSA DEL PANE” di Emilio Longhi Recensione a cura di Donatella Zanello

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri

        Sono stata invitata a presentare il pregevole libro  dal titolo suggestivo “La Contessa del pane” presso la Sede Associazione Marinai d’Italia – Sezione “Ivo Borghetti” di Lerici. La “Contessa del pane”, Luisa Malaspina De Benedetti, avendo sposato il Conte Angelo Serafino De Benedetti, apparteneva all’antica famiglia nobiliare ligure dei De Benedetti, attestata in Genova, Sarzana e Lerici . Tuttora nella Cappella della Villa di Barcola riposano le spoglie della Contessa e di altri nove membri del Casato De Benedetti. Questo libro di Emilio Longhi costituisce un documento sia evocativo che divulgativo e potrà fornire elementi di riflessione e di approfondimento storico relativi alla “Contessa del pane”, nobildonna generosa e caritatevole, sensibile e sofferente per la mancanza di eredi, condannata alla solitudine per l’impossibilità di essere madre, che visse sostenuta dalla Fede.
      Con entusiasmo ho accettato, traendo dalla lettura del romanzo emozioni e sentimenti, ricordi e suggestioni legate ai luoghi amati della mia stessa infanzia, della mia stessa vita. Apparentemente semplice è il linguaggio usato, linguaggio lirico, registro narrativo originale su cui mi soffermerò più volte per i motivi di interesse e di apprezzamento che mi ha suscitato nel corso della lettura. Complessa è la struttura narrativa per la molteplicità e la rilevanza dei contenuti:  Natura, Bellezza, Misticismo, Religiosità, Fede, Leggenda, Carità, Amore, Solitudine, Tempo, Tradizione, Storia, Nobiltà e Miseria. Interamente il romanzo è permeato di un’atmosfera ottocentesca, un vero e proprio viaggio nel tempo che mi ha fatto più volte dimenticare il presente, dubitare del presente.

     Numerosi sono i personaggi: la Contessa Luisa Malaspina De Benedetti, protagonista assoluta, il Conte Angelo De Benedetti, Ida, Silvia, Pietro, Bartrò, Giambà, i saltimbanchi, il cocchiere, la domestica e la figlia della domestica, Don Anastasio, la Regina Maria Adelaide, il Re, Mimosa e Toni , i mendicanti e molti altri. E’ un quadro tipicamente Ottocentesco che affonda le radici nella rievocazione potente di  personaggi storici, come la Contessa, il Conte, il Re e la Regina, realmente esistiti. Nello stesso tempo innumerevoli personaggi di fantasia e leggenda popolano queste pagine e richiamano alla mente “Les Miserables”  di Victor Hugo per la rilevanza dei temi sociali trattati, la riflessione profonda sulle miserie umane e sul valore altissimo della carità.
     I luoghi di questa narrazione sono : la Villa del Fodo alla Rocchetta di Lerici, la Villa di Barcola, Lerici, il molo, Tragià, Bella Vista. Tutto si svolge nel piccolo borgo marinaro, come in un “piccolo mondo antico” nel quale il tempo si è fermato.

     Parliamo dell’Autore:  Emilio Longhi, politicamente impegnato, amegliese di nascita, scrittore fecondo di opere di narrativa, tra le quali ricordiamo: “Guido e la luna”, “Peccati e  visioni”, “Le perle di Pagèto”. Dalla storia della nobildonna Luisa De Benedetti il nostro Autore ha tratto fortissima ispirazione per questo suo romanzo.

     Ho sottolineato in precedenza l’originalità del registro narrativo usato. Notevole è l’abilità dell’autore nel trasportare il lettore in una dimensione “altra”, in un tempo ormai lontano e trascorso, calandosi totalmente nel mondo interiore dei personaggi rappresentati attraverso l’analisi descrittiva di emozioni e sentimenti, valori e superstizioni legati indissolubilmente ad un mondo che non è più e che può essere ricostruito solo attraverso questo tipo di linguaggio narrativo, a tratti visionario, efficace, lessicalmente ricco quanto interessante perché elegantemente appropriato ai contenuti trattati. E’ infatti il pensiero ottocentesco, il “modus vivendi” di quell’epoca che viene sapientemente ricostruito e restituito al lettore come cristallizzato nel tempo. Il modello di vita ottocentesco è il primo elemento portante della struttura narrativa.

   Un secondo elemento è il grande amore per la Natura, per la bellezza del Golfo dei Poeti, amore che si esprime attraverso la dettagliata e partecipata descrizione dei luoghi vissuti dai protagonisti: la vegetazione lussureggiante del Fodo, i mille suoni magici del bosco, la discesa dalla Villa di Barcola fino al mare, respirando la brezza che nasce dall’orizzonte e dalle isole, l’incanto malinconico della pioggia che sottolinea la solitudine della sensibile Contessa, la sua sofferenza e la sua generosità, il mare azzurro, implacabile con le sue leggende di naufragi e storie di vecchi marinai, riti tribali di danze sulla spiaggia e fuochi e balli carnevaleschi e leggende di stregoneria e superstizione (così forse videro gli Shelley la crudele bellezza del mare e dei borghi, nella San Terenzo di quel loro tragico 1822).

    Il terzo elemento è la Fede. Anche in questo caso si tratta di una forma di misticismo profondamente legata alla mentalità ottocentesca, basti pensare alla “visione” mistica della giovanissima contadinella Ida, proprio all’inizio del libro.

    Da sottolineare infine il tema sociale in questo romanzo, il quarto elemento cardine della narrazione: l’autore descrive e sottolinea la vastità del divario tra ricchezza e povertà e la caritatevole missione della Contessa Luisa, dedita a sfamare i poveri con il pane che produceva in abbondanza ed a sollevarli dalla loro misera condizione attraverso la fede, così guadagnandosi la definizione di “Contessa del pane”.

   Nel prologo l’autore si rivolge al lettore con profonde riflessioni sul Tempo e sulla Natura.
La narrazione ha inizio con il pellegrinaggio della povera contadina Ida fino alla villa del Fodo, in cerca della carità della Contessa. Giunta alla villa, Ida riceverà il pane ma anche l’umana considerazione, la sensibile attenzione e le premurose cure della nobildonna, famosa in tutta la provincia per la sua bontà e generosità verso i più sfortunati. Da qui Ida potrà tornare alla sua casa, ai figli, alla terra di Luni, per continuare a vivere con rinnovata fede la sua umile e faticosa vita.

   La Contessa ama scendere a cavallo dalla Villa del Fodo alla Villa di Barcola. Qui accetta, dolente, la propria solitudine, la mancanza di figli su cui riversare il suo amore. Qui ascolta il canto della pioggia, il temporale che fa tremare i vetri salendo dal mare in scuri nembi, Affronta le proprie paure e prega. Le è di conforto la presenza di Angelica, figlia della domestica, una bellissima bambina che la nobildonna ricolma di affetto. Le è di consolazione l’amicizia di Silvia. Silvia è personaggio di fantasia, rappresenta la Bellezza, l’Amicizia e l’Amore. E’ innamorata del marinaio Pietro, che si allontana sulla nave verso terre misteriose e che troppo tardi farà ritorno. Un amore negato, un amore impossibile, nello stile del più puro romanticismo. Ancora solitudine, la Solitudine dell’Amore.

    Luisa e Silvia scendono a Lerici nei giorni di festa per partecipare alla Messa nella chiesa di San Rocco, poi raggiungono il molo per ascoltare le storie degli anziani marinai, i ricordi di Bartrò e Giambà, figure ieratiche che narrano antiche leggende e superstizioni popolari, storie di streghe e giovani marinai, racconti di tempeste e naufragi.

   In Tragià, odierna Via Roma, la via principale affacciata sul mare, le maschere di Carnevale inscenano un ballo emozionante in un carosello di colori e suoni. La Contessa sembra ricercare continuamente il contatto con gli umili, con il popolo, per poi ritirarsi in preghiera nella Villa di Barcola. Qui, il 24 agosto del 1853,  i Conti De Benedetti  ricevono con molti onori la visita della Regina Maria Adelaide. Don Atanasio, novello Don Abbondio in versione più coraggiosa e severa, ecco che sale la collina fino alla Villa di Barcola per celebrare la Messa solenne, alla quale presenziano i notabili del borgo, tra i quali anche Domenico Porro, il nostromo più importante di Lerici, fondatore della Società Marittima di Mutuo Soccorso. Neppure in questa solenne occasione, annotata negli annali della nobile famiglia, la buona e dolce Contessa dimentica i suoi poveri, chiamati a ricevere cibo e doni e partecipare alla festa nei giardini della Villa.
I poveri: è’ tutta una folla di personaggi minori, diseredati che vivono ai margini, sopravvivendo con espedienti tra superstizioni e paure, illuminati dalla luce della luna, girovaghi nel buio dei vicoli e delle strade solitarie ai margini del bosco. Misteri ottocenteschi e dolori, antiche leggende che l’Autore ha ricostruito su fondamenti presenti e tramandati nella memoria collettiva della popolazione locale.

   Questo libro costituisce una preziosa icona di un luogo, Lerici, attraversato da genti diverse, terra di approdo e di passaggio, di arrivi e di partenze, un porto, un luogo eletto dell’Anima, baciato dalla Bellezza e dall’Amore dei suoi figli, che continuano ad amarlo. Alcuni non riescono a lasciare questo luogo magico e sempre i naviganti vi fanno ritorno.

    Inoltre troviamo in queste pagine la preziosa testimonianza di un tempo che non è più.

    E’ dunque un sogno, un pregiato cameo, scrigno di visione, fermato nella splendida immagine di copertina: il ritratto, prezioso, cesellato, della Contessa del pane, realizzato dal grande e compianto Maestro Carlo Caselli, pittore milanese di origine che aveva fatto di Lerici il suo luogo di elezione, restituendone i colori nella sua vasta opera artistica in testimonianza indelebile, attraverso ritratti, vedute e paesaggi.
    L’Autore, che ringraziamo sentitamente, attraverso l’uso di un linguaggio ricco, fastoso, musicale, evocativo, ci ha restituito una fiaba, tra sogno e realtà, testimonianza di un tempo ormai perduto, reso indimenticabile.


Lerici, Quadrato Marinai, 15.01.2016


                                                                                                                            Donatella Zanello


Donatella Zanello, nata a La Spezia dove vive e lavora, autrice di poesia, narrativa e saggistica.
Laureata in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Pisa, vincitrice di numerosi premi letterari tra i quali il Premio Montale Fuori di Casa 2015 Sezione Poeti Liguri per l'opera poetica, presente con i suoi scritti in molte antologie e siti letterari, presiede la giuria tecnica del premio di poesia “Cesare Orsini” ed è membro di giuria di numerosi premi letterari. Ha pubblicato otto raccolte di poesia: “Polvere di primavera”, “La donna di pietra”, “La sognatrice”, “Passiflora”, “Il tempo immutabile”, “Poesie Provenzali”, “Labirinti”, “Il colore del mare”.
Partecipa a “reading” di poesia in numerose manifestazioni culturali ed ha partecipato ad un programma televisivo dedicato alla poesia su Tele Liguria Sud canale 19.
Il paesaggio ligure e mediterraneo, il mare come fonte costante di ispirazione, il viaggio come elemento di conoscenza, il rapporto uomo-natura, la ricerca spirituale come unico vero significato dell’esistenza sono i temi fondamentali della sua vasta produzione poetica.

       
EDC                                                                                                                       

martedì 12 gennaio 2016

domenica 3 gennaio 2016

LERICI QUADRATO MARINAI - MARCO BUTICCHI: Il segno dell' Aquila

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Libri

...Cosa collega il mitico tesoro del re etrusco Porsenna, tanto cercato e mai trovato, a un traffico di droga in terra brasiliana? E cosa lega l’ISIS alla rocambolesca fuga di Oswald Breil da una prigione?...
Martedì 5 gennaio 2016 alle ore 18:00, nel Quadrato Marinai ANMI di Lerici,il relatore Beppe Mecconi e l'autore del libro  'Il segno dell'aquila'  Marco Buticchi,  ci daranno tutte le risposte......
Appuntamento da non perdere.
Il Presidente ANMI Lerici
Carlo MORACCHIOLI 

EDC

mercoledì 2 settembre 2015

SALONE DELLA PROVINCIA:Presentazione de IL LABIRINTO DI SAN PIETRO IN PONTREMOLI NEL PELLEGRINAGGIO SIMBOLICO DEL MEDIOEVO - Saggio di iconologia universale - di Renato Del Ponte - Edizione del Tridente 2015

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Libri

Presentazione de IL LABIRINTO DI SAN PIETRO IN PONTREMOLI NEL PELLEGRINAGGIO SIMBOLICO DEL MEDIOEVO - Saggio di iconologia universale - di Renato Del Ponte - Edizione del Tridente 2015 - che si terrà nel salone della Provincia della Spezia dalle ore 17,00 in poi.
Introduzione e presentazione a cura del Prof. Giuseppe Benelli, Presidente dell’Accademia Capellini. Sarà presente l'autore.

martedì 4 agosto 2015

DAVIDE AGNETTI PRESENTA: IPOTESI OTTICA - LA CAMERA OSCURA DI GIZA – PARCO SHELLEY di San Terenzo Domenica 9 Agosto ore 21,15

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Libri - Eventi Artistici e Culturali


IPOTESI OTTICA  La camera oscura di Giza
Ed elementi della Teoria Ottica delle Piramidi


Nelle stelle i segreti delle piramidi egiziane? 
Sei anni di studio trovano una correlazione astronomica con  
le tre stelle della Cintura di Orione


SCRITTI NELLE STELLE I SEGRETI DELLE PIRAMIDI ?

Sono note molte teorie “originali” che sembrano correlare  la posizione delle tre piramidi egizie di Giza (Cheope, Chefren e Micerino) con le tre stelle della cintura della costellazione di Orione;  l’IPOTESI OTTICA presenta agli appassionati di astronomia e dei misteri egizi, l’ultima e più  incredibile teoria formulata da un team di storici ed astrofisici guidati da Davide Agnetti, che parlerà di un tema dal titolo suggestivo: “Nelle stelle i segreti delle piramidi egiziane?”.
Davide Agnetti, 47 anni, ha lavorato per 12 anni all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare come progettista meccanico per la realizzazione di apparati di ricerca, tra cui il sistema di estrazione di fascio di ioni del Ciclotrone Superconduttore e le fasi preliminari di realizzazione del rivelatore ATLAS del CERN (che poi vedrà il Bosone di Higgs). Ha collaborato nella progettazione meccanica di apparati opto-meccanici per diagnostica di fasci laser, spettrografi ad alta risoluzione (per osservatori astronomici) e sistemi di caratterizzazione per cavi superconduttori.
Nel suo osservatorio astronomico sito in Lombardia, ha approfondito metodi astrometrici originali che applica per la ripresa di oggetti dotati di ampio moto proprio apparente come comete ed asteroidi. Dal 2009, anche a seguito di questi studi, irrompe nella sua vita il tarlo dell’archeoastronomia, che lo ha condotto a formulare  l’Ipotesi Ottica….
L’ Ipotesi Ottica delle Piramidi è la prima a trovare una vera correlazione astronomica con le tre stelle della Cintura di Orione. Essa giunge ad una nuova lettura di certi soffitti astronomici come quello di Senenmut, ritrovato  in un cunicolo presso il mausoleo dedicato alla regina Hatshepsut. Tra le  varie rappresentazioni c’è una strana forma a lemniscata (figura ad otto asimmetrica) da sempre fonte di discussioni. Ebbene, il lavoro di Agnetti, durato oltre 6 anni,  ha fornito una interpretazione della “Lemiscata di Senenmut” che ha dell’incredibile. In sostanza precisi calcoli astronomici dimostrerebbero che una figura identica  viene ‘disegnata’  nel cielo  dalla Sfinge se osservata per un intero ciclo processionale dell’asse terrestre (il ben  noto movimento a  trottola dell’asse di rotazione della Terra con periodo di circa 26.000 anni) dalla stella di Barnard, una delle stelle più vicine al Sole (solo 6 anni luce) quindi dotata di un grande moto proprio rispetto al Sole.  Da qui l’idea che chi ha disegnato il cielo di Senenmut dovesse conoscere l’esistenza  ed il moto relativo della stella di Barnard, una nana rossa di magnitudine = 9,5, quindi  nettamente invisibile ad occhio nudo!
Su queste basi, con calcoli e proiezioni molto complesse e rigorose, il modello di Agnetti non solo trova una giustificazione ‘celeste’ alle piramidi di Giza, ma, addirittura permette di avanzare previsioni…..




PRESENTAZIONE DEL LIBRO: 
IPOTESI OTTICA - LA CAMERA OSCURA DI GIZA di Davide Agnetti 
PARCO SHELLEY di San Terenzo 
Domenica 9 Agosto ore 21,15.


giovedì 25 giugno 2015

CENTRO STORICO DI SAN TERENZO: QUANDO L'ARTE DIVIENE STORIA DEL GOLFO DEI POETI

Sala Culturale CarGià _ Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Libri - Mostre d'Arte - Recensioni


             .. quando l'Arte diviene storia del Golfo dei Poeti
1977 CENTRO STORICO DI SAN TERENZO
A.P.A.C. Amici Portiolo Arte e Cultura
 La Presidente dell'Associazione Carla Gallerini insieme all'Onorevole Faragutti premiano
 la pittrice Ezia Di Capua alla 1°Marguttiana MostraMercato di pittura

foto archivio fam. Gallerini

......dal Libro "La Misura dell'Amore"
nota: tra gli artisti locali  Beppe Mecconi
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EZIA DI CAPUA PITTRICE - HANNO SCRITTO DI LEI

Franco Ortis, Donatella Zanello, G.L.Coluccia, Luigi Leonardi, Ezia Di Capua, Benedetta Galazzo, Anna Magnavacca, Marco Raiti, Maria Letizia Stangalino, Giovanni Bilotti, Amanda Moruzzo, Marco Raiti, Cristina Polenta, Mirco Manuguerra, Il Secolo XIX,…..

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Mirco Manuguerra: http://salacargia.blogspot.it/2014/04/manifesto-per-larte-del-iii-millennio.html


EZIA DI CAPUA SCRITTRICE - HANNO SCRITTO DI LEI: 

Hanno scritto relativamente a “La Misura dell’Amore” :
Sindaco Emanuele Fresco, Prof. G.Luigi Coluccia, Dott.ssa Maria Letizia Stangalino, Vasco Bardi scrittore e poeta, prof. Franco Ortis, Dott.ssa Donatella Zanello scrittrice e poetessa, Gabriella Molli giornalista scrittrice, Dott.ssa Gabriella MIgnani scrittrice, giornalista saggista, Anna Magnavacca scrittice poetessa, Marzia Zini, Marisa Marino pittrice, Maria Giovanna Guidone pittrice, Marco Raiti scrittore e poeta, Luigi Leonardi scrittore poeta artista – storico, Carmen Claps.

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La Misura dell’Amore – recensione di Donatella Zanello:http://salacargia.blogspot.it/search?q=la+misura+dell'amore
La Misura dell’Amore – recensione di G.L.Coluccia:http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua.html
La Misura dell’Amore – recensione di L. Leonardi http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua_1.html
La Misura dell’Amore – recensione di Marco Raiti http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dell-amore-di-ezia-di-capua.html
La Misura dell’Amore – recensione di Marzia Zini http://salacargia.blogspot.it/2012/09/la-misura-dell-amore-di-ezia-di-capua_1.html
La Misura dell’Amore – intervista di C. Polenta http://salacargia.blogspot.it/2011/12/ezia-di-capua-intervistata-per-art-open.html
La Misura dell’Amore – recensione di F.Ortis:http://salacargia.blogspot.it/search?q=ortis+la+misura+dell'amore
La Misura dell’Amore – recensione di G. Mignani:http://salacargia.blogspot.it/search?q=gabriella+mignani+la+misura+dell'amore
La Misura dell’Amore – recensione di Magnavacca  http://salacargia.blogspot.it/search?q=la+misura+dell'amore++anna+magnavacca
La Misura dell’Amore – recensione di M.Marino http://salacargia.blogspot.it/search?q=la+misura+dell'amore+marisa+marino
La Misura dell’Amore – recensione di Carmen Claps  http://salacargia.blogspot.it/2014/04/la-misura-dell-amore-di-ezia-di-capua.html
La Misura dell’Amore – recensione  Angelina Magnotta  http://salacargia.blogspot.it/2014/11/la-misura-dellamore-di-ezia-di-capua.html

E’ concesso l’utilizzo del testo o parte di esso ai soli fini di studio citando l’Autore del libro, l'Autore della recensione e il Blog di Sala Culturale CarGià come fonte.

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