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lunedì 26 novembre 2018

OGGI ARRIVA SU MARTE LA SONDA CON IL “NASO” ITALIANO: FARA' UN VIAGGIO NEL SOTTOSUOLO DEL PIANETA

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2018
Sezione - Scienza
Dopo un viaggio di 58 milioni di chilometri. Avrà un sismometro e un sensore termico
Marte è ormai a un passo. E’ previsto per questa sera alle 20,45, ora italiana, dopo un viaggio interplanetario di 58 milioni di chilometri, l’atterraggio nella zona vulcanica “Elysium Planitia” di Marte, della sonda spaziale Insight. Il segnale radio tanto atteso al centro Nasa Jpl di Pasadena, in California, arriverà però 8 minuti dopo, a causa della distanza tra Marte e Terra. Un tempo breve, perché solitamente è di 14 minuti.  Dopo un viaggio di 58 milioni di chilometri sbarcherà stasera

Sette anni di lavoro, sette mesi di viaggio nello spazio e sette minuti di “terrore”: la sonda NASA InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) atterra finalmente oggi sulla superficie di Marte, e ne studierà il “cuore” grazie a sismometri e sensori, che potrebbero svelare come il sistema solare ha avuto origine e cosa ha innescato la vita cosi come la conosciamo.
Atterrare su Marte non è un’impresa facile: InSight come altre sonde inviate sul pianeta rosso in passato, dovrà affrontare le insidie che si celano nella delicata procedura di avvicinamento alla superficie. La Nasa ha stimato che solo il 40% delle missioni inviate su Marte sono sopravvissute all’impatto con il suolo: uno dei problemi principali riguarda la presenza di un’atmosfera rarefatta, circa l’1% di quella terrestre, che non fornisce la resistenza utile per rallentare la corsa di una sonda verso la superficie con il solo paracadute, come invece accadrebbe atterrando sulla Terra.
La fase critica inizierà alle 20:40; i segnali dalla sonda che confermano che l’atterraggio è avvenuto dovrebbero essere ricevuti intorno alle 20:53.

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sabato 22 aprile 2017

ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA - Conferenza: ONCOLOGIA, MEDICINA UFFICIALE E ALTERNATIVA A CONFRONTO

SALA CULTURALE CARGIA' - PROMOZIONE 2017
SEZIONE - SCIENZA


Conferenza dell’Onlus Crescere il Domani
Mercoledì 26 Aprile 2017 ore 16,30.
Sede: Tele Liguria Sud, Sala Multimediale, P.le Giovanni XXIII
Oncologia:  Medicina Ufficiale e Alternativa a confronto:

La Conferenza si propone di affrontare, con spirito libero e la massima obiettività, il conflitto, sempre attuale, fra la Medicina Tradizionale e quei metodi ritenuti dal mondo scientifico non opportuni, nella cura del cancro. Pertanto si ripercorrerà  la storia della Medicina Alternativa e di quella Ufficiale, attraverso le  varie tappe che hanno portato agli attuali risultati nella ricerca e nella cura delle neoplasie. Nel corso di questa rivisitazione  verranno affrontati gli aspetti scientifici, sociali ed emozionali di questa malattia, raccontando le tante ipotesi che si sono susseguite sulla genesi dei tumori e conseguentemente sul razionale delle terapie ritenute scientificamente valide, ma anche su quelle che non hanno avuto l’approvazione della comunità scientifica.
Si cercherà inoltre di analizzare in modo equilibrato il connubio indissolubile fra gli interessi economici delle grandi aziende farmaceutiche e il cammino della ricerca scientifica, raccontando perciò, non solo i grandi risultati terapeutici raggiunti, ma anche  gli insuccessi e  le falsi illusioni.
Verranno infine esposti gli aspetti nutrizionali ritenuti sempre più importanti nella gestione del malato e la possibile utilità dell’integrazione delle cure convenzionali  con quelle non convenzionali (cosidetta medicina integrata); In questi ultimi decenni, infatti,  l’Oncologia si è affermata come  scienza del dato oggettivo, trascurando spesso il dato soggettivo, cioè quello  della persona che porta il disagio.

Con particolare attenzione la Conferenza  affronterà perciò il tema, per troppo tempo ritenuto non prioritario dagli oncologi, della qualità di vita dei pazienti oncologici; con l’obiettivo di accompagnare i pazienti in un percorso terapeutico che garantisca non solo reali vantaggi clinici  ma anche una vita dignitosa.

Il Responsabile Scientifico dell’evento Dott. Franco Vaira




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mercoledì 24 febbraio 2016

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: ONDE GRAVITAZIONI - Conferenza

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Scienza
Due buchi neri stanno per fondersi in un unico buco nero. 
Giovedì 25 febbraio a Sarzana in biblioteca alle ore 21,00 
si terrà una conferenza sulla sensazionale scoperta delle onde gravitazionali. La teoria della relatività generale, formulata da Albert Einstein un secolo fa, afferma che il tessuto spazio-temporale viene deformato da qualunque oggetto che abbia
massa. Una delle previsioni più affascinanti della teoria di Einstein è che accelerando una massa, si provoca un’increspatura nel tessuto spazio-temporale, e che questa increspatura si propaga sotto forma di onde gravitazionali. 

Queste onde sono state osservate per la prima volta in diretta dall'osservatorio astronomico LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory). 

Seguirà la proiezione del film "Il mio amico Einstein".
Onde gravitazionali si propagano nello spazio in seguito alla
    collisione e fusione dei due buchi neri.





A giovedì sera dunque...
Roberto Zambelli

domenica 14 febbraio 2016

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: La supernova sn2016adj

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Scienza
La notizia della scoperta ha fatto subito il giro del mondo. La notte dell’8 febbraio, gli australiani Peter Marples e Greg Bock, membri del Backyard Observatory Supernova Search (BOSS) il principale programma di ricerca supernovae amatoriale dell’emisfero meridionale, hanno individuato una luminosa supernova di tipo IIb di mag. +14 a cui è stata attribuita la sigla SN 2016adj. nella spettacolare galassia NGC 5128, la famosa Centaurus A che è una delle più intense radiosorgenti conosciute e la più vicina delle galassie attive; è anche la quinta galassia più luminosa di tutto il cielo, ben visibile con un binocolo e, in condizioni ottimali ma dall’emisfero meridionale, anche ad occhio nudo.
La supernova sn2016adj 
Situata nella costellazione australe del Centauro a soli 12 milioni di anni luce da noi, NGC 5128 è una galassia lenticolare caratterizzata da una fascia di polveri che attraversa il disco galattico al cui centro si ritiene possa trovarsi un massiccio buco nero grande un miliardo di volte la massa del nostro Sole che divora i detriti cosmici posti proprio al centro della galassia. E' la galassia attiva più vicina al pianeta Terra forgiata in una collisione di due galassie. Centaurus A è un fantastico miscuglio di giovani ammassi di stelle blu con imponenti bande di polveri scure che sono ben visibili in questa bellissima immagine.

Roberto Zambelli


domenica 31 gennaio 2016

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: NEBULOSA CONO NELLA COSTELLAZIONE DELL'UNICORNO

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione  - Scienza

NEBULOSA CONO
Anticamente, parliamo delle società primitive, il cielo stellato  rappresentava, oltre ad uno spettacolo meraviglioso ed unico, un potente strumento attraverso l'osservazione del quale ci si stupiva e ci si  orientava. Una vera e propria carta geografica, una bussola, un orologio, un calendario che dettava il tempo della semina o del raccolto ed allo stesso tempo indicava la presenza di qualcosa di soprannaturale. Oggi, a differenza degli antichi, l'uomo moderno non ha più bisogno di orientarsi guardando le stelle, ci pensa il GPS o qualche altro strumento elettronico miracoloso che ci indica con precisione maniacale il percorso della nostra vita. Abituati come siamo a vivere sepolti da un inquinamento luminoso che ci avvolge quasi costantemente anche nelle notti più limpide, difficilmente rivolgiamo lo sguardo al cielo. 
Qualcuno, molto più attento ed interessato di noi, ha interpretato il firmamento come un immenso puzzle, riempiendolo di oggetti animati, imbevuti di spirito e di intelligenza,  depositari di miti e di leggende. Le costellazioni quindi
NEBULOSA PELLE DI VOLPE
diventarono oggetti di uso quotidiano, esseri umani, animali.
Sono proprio gli animali a farla da padrone nell'immaginario mondo celeste.
Eccoli:
lepre, scorpione, gru, cigno. aquila, lucertola, pavone, tucano, balena, orso,
cane, lince, leone, cavallino, toro, giraffa, volpe, delfino, colomba, scimmia,
corvo, camaleonte, serpente, pesce, granchio, tarantola, drago, fenice,
unicorno.
Una bella carrellata, non c'è che dire! 
La mia attenzione è stata attirata da questa incredibile  immagine della nebulosa Pelle di Volpe all'interno del  complesso nebuloso molecolare di Monoceros OB1, noto anche come Complesso della Nebulosa Cono nella costellazione dell'Unicorno ad una distanza di circa 2500 anni luce. Questa volpe
interstellare è formata da polvere cosmica e gas (idrogeno ionizzato) interagenti con la luce e con i venti formati da stelle giovani e calde. Con un po' di immaginazione si riesce vedere la testa della volpe, occhi e naso, in alto verso la stella blu più luminosa dell'immagine. 
Sarà forse per la sua proverbiale astuzia, ma è praticamente impossibile cogliere una volpe con le mani nel sacco. La maggior parte di queste scaltre ladruncole riesce sempre a scovare un nascondiglio perfetto. Una di loro per sfuggire a qualche contadino infuriato oppure alla tradizionale  fox hunting
praticata da poco nobili aristocratici inglesi, si è addirittura rifugiata…nello spazio! 
Questa astuta volpe deve aver letto il Discorso sul Metodo di Cartesio:   Non è sufficiente essere dotati di un buon ingegno, l’importante è saperlo applicare bene.


Roberto Z
ambelli

EDC

domenica 10 gennaio 2016

SOCIETA’ ASTRONOMICA LUNAE: La Cometa C/2013 US10 Catalina, Il 17 gennaio, sarà nel punto più vicino alla Terra.

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Scienza 

La Cometa Catalina

La cometa di Natale 2015, che si chiama C/2013 US10 Catalina, è arrivata finalmente nel nostro emisfero e da inizio dicembre è osservabile in piena notte e prima dell'alba. Purtroppo non sarà visibile  ad occhio nudo,  anche se la sua magnitudine che varia  tra il 5 e il 6,  la dovrebbe rendere “tecnicamente” visibile. Sarà comunque abbastanza difficile, salvo un miracolo, una notte buia,un cielo limpido senza nuvole ed una buona immaginazione.


Con l'uso di  un piccolo telescopio o un binocolo, invece, sapendo dove guardare,  potrà riservarci un grande ed affascinante spettacolo.    Per trovarla bisogna puntare lo sguardo a est: il 28 dicembre entrerà nella costellazione del     Bifolco (Bootes), passando vicino alla

Il percorso della Cometa
luminosa stella Arturo il 1 gennaio 2016 (vedi mappa allegata). Il 17 gennaio la cometa sarà nel punto più vicino alla Terra a "soli" 108 milioni di chilometri  e sarà, più o meno,  nei dintorni dell’Orsa Maggiore, dopodichè si dirigerà  verso i confini del Sistema Solare ritornando da dove era venuta, ovvero dalla Nube di Oort.Questa fantomatica Nube, che nessuno ha mai visto perchè troppo lontana e buia, che dovrebbe coprire uno
spazio compreso tra 0,3 e 1,5 anni luce dal Sole,  composta da un enorme inviluppo di corpi ghiacciati e che avvolge completamente tutto il nostro sistema planetario, sembra che sia il luogo da cui provengono le comete.  Il suo periodo di rivoluzione intorno al Sole  doveva essere originariamente di

alcuni milioni di anni, ma una  probabile collisione con un altro corpo celeste ha fornito a Catalina l'energia necessaria per "scappare" dal nostro Sole. Non la vedremo mai più. Si tratta quindi del suo primo e unico passaggio all'interno del Sistema Solare e di un'occasione irripetibile per poterla scrutare insieme alle sue due code: una composta da gas ionizzati e l'altra da polveri di varie dimensioni.

Roberto Zambelli



EDC

giovedì 7 gennaio 2016

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: LA BEFANA VIEN DI NOTTE.....

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Scienza


Appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega che volava per i cieli con una scopa e spesso ritratta con la Luna sullo sfondo. La Luna è sempre sembrata,a tutti i popoli, una forza misteriosa e potente che trasmette  fluidi  di magiche energie. Per ricordarla, nel giorno del suo “compleanno”, questa bellissima fotografia della Luna. 


Sulla Luna, la Terra non sorge mai  e mai tramonta. Se potessimo sederci sulla superficie della Luna, si vedrebbe la Terra appesa  nel cielo. Questo perché la Luna mostra sempre la stessa faccia verso la Terra. Si chiama: rotazione sincrona, ovvero  quando il suo periodo di rotazione  è uguale al suo periodo di rivoluzione.  

La causa é nelle maree, che spostando masse enormi (di crosta solida o liquida) possono turbare il moto dei corpi celesti coinvolti.
Dato che le maree (di terreno ovviamente nel caso del nostro satellite) ci sonoanche sulla Luna, questa ha avuto un rallentamento, molto più marcato, date le differenti masse dei due corpi celesti. Con il passare del tempo, molto tempo, si è arrivati ad una velocità di rotazione tale da rendere il periodo rotazione uguale al periodo di  rivoluzione, raggiungendo così una condizione di
stabilita'.
Questa stupenda immagine è stata ripresa da un veicolo spaziale in orbita attorno alla Luna, il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO).  Infatti, il LRO orbita attorno alla Luna così velocemente che, dalla sonda, la Terra appare tramontare circa ogni due ore. Per contro, dalla superficie della Terra, vediamo
tramontare la Luna una volta al giorno a causa proprio del differente  periodo di rotazione. LRO è stato lanciato nel 2009 e mentre crea una dettagliatissima mappa tridimensionale della superficie della Luna, cerca di scoprire anche la possibile  presenza di acqua ed eventuali buoni punti di atterraggio per futuri
astronauti.

Roberto Zambelli


EDC

lunedì 4 gennaio 2016

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: BUON ANNO CON UN SORRISO GALATTICO

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2016
Sezione - Scienza

IMMAGINE 2


IMMAGINE 3
Questa immagine così stravagante, ripresa dal telescopio spaziale Hubble,  ci  sorride beffardamente e sembra chiederci: indovinate un po' perché sorrido? La risposta non è così semplice e va ricercata sfogliando tra le righe della
Teoria Generale della Relatività di Albert Einstein, pubblicata esattamente 100 anni fa. In quella celeberrima Teoria, Einstein ha predetto il così detto fenomeno della lente gravitazionale. Ma che cosa è  una lente gravitazionale:  è un fenomeno caratterizzato dalla deflessione della radiazione (luce)  emessa da una sorgente luminosa a causa della presenza di una massa posta tra la sorgente e l'osservatore.
Vedi immagine n° 1 allegata dove le frecce arancioni indicano la posizione apparente della galassia distante mentre le frecce bianche il reale percorso della luce. 
Nell'immagine n° 2  viene simulato l'effetto di una Lente Gravitazionale, dove è ben evidente la deformazione che subisce una galassia che passa dietro  a un buco nero. 
La modifica che un corpo massivo provoca alla curvatura dello spazio/tempo genera un effetto simile a quello  ottico di una normalissima lente, che può andare dalla deformazione apparente della sorgente, allo sdoppiamento o alla
visione multipla della sua immagine. 
IMMAGINE 1

L’ipotesi Einsteniana  fu successivamente  confermata durante un’eclissi totale di Sole: si videro, accanto al disco del Sole, stelle che non si sarebbero dovute vedere, perché nella realtà si trovavano dietro l’astro. Come mai? La loro luce era stata “incurvata” dalla forza di gravità di quest’ultimo. 
La fotografia rappresenta un gruppo di galassie soprannominato “Cheshire Cat” ovvero, in italiano,  “Stregatto”. Sono due  grandi galassie ellittiche suggestivamente incorniciate da archi. Gli archi sono immagini ottiche di sfondo di lontanissime  galassie, deformate dalla distribuzione totale della  massa gravitazionale dominata dalla materia oscura del gruppo in primo piano. In realtà le due grandi galassie ellittiche, gli occhi, per capirci, rappresentano i membri più brillanti del  complesso gruppo di galassie. 
Gli “occhi”  si stanno avvicinando velocemente ed  entreranno in collisione ad una velocità “relativa” di quasi 1.350 chilometri al  secondo. Questa pazzesca velocità  riscalda i gas a milioni di gradi producendo quel  bagliore viola
che colora l'immagine. Il  gruppo di “Cheshire Cat”  sorride nella costellazione dell'Orsa Maggiore, a circa 4,6 miliardi di anni luce di distanza. 
La ragione, come la scienza, cresce per via di mutue critiche; il solo modo possibile di "pianificare" la sua crescita consiste nello sviluppo di quelle istituzioni che salvaguardano la libertà di queste critiche, cioè la libertà di pensiero. (Karl Popper).
Ma torniamo allo “smile” e teniamo nella nostra mente i pensieri ma  sulle labbra sempre un sorriso.
Un sorriso può essere più luminoso del sole, più dolce del miele, più prezioso di un diamante. 
Ti invito a sorridere. Offro io.
Buon Anno
Roberto Zambelli

EDC

domenica 13 dicembre 2015

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: Marte sta perdendo una luna, ma avrà un anello

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza

GLI ANELLI DI MARTE
LA LUNA DI MARTE
Marte sta perdendo una luna, ma avrà un anello. Phobos sta precipitando ed esploderà in una nube di detriti.
Un anello può coronare una travagliata storia d'amore, anche nello spazio. E' il caso del pianeta Marte, che sta stringendo sempre più forte a sè la maggiore delle sue lune, Phobos. Un amore senza confini ma, come spesso succede in tante storie d'amore,  Phobos  mostra già sul 'volto' i primi segni di sofferenza ed è pronta a farsi annientare in questo 'abbraccio' mortale come una vera eroina romantica, per poi disperdersi in frantumi: tutto per poter regalare a Marte uno splendido anello, destinato a cingere il Pianeta Rosso per ben 100 milioni di anni. 
Un finale strappalacrime, dunque, che però non faremo in tempo a vedere, dato che accadrà nell'arco dei prossimi 20-40 milioni di anni. La protagonista assoluta dell'articolo è proprio la luna 'suicida' Phobos, che orbita a circa 6.000 chilometri da Marte. Letteralmente 'rapita' dalla sua attrazione
gravitazionale, Phobos gli si sta avvicinando di 2 metri ogni 100 anni, come hanno stabilito qualche giorno fa gli esperti della Nasa: i solchi che stanno comparendo sempre più numerosi sulla sua superficie sarebbero proprio i segni impressi dall'abbraccio nefasto del pianeta. Secondo i calcoli, la luna marziana sarebbe composta da materiali piuttosto morbidi, destinati ad andare in frantumi nel giro di 20-40 milioni di anni: i blocchi più grossi potranno ricadere sulla superficie di Marte, generando nuovi crateri, mentre i frammenti più piccoli si potranno disperdere dando vita ad un anello (denso quanto i più famosi anelli di Saturno) che è destinato a persistere per un lungo periodo,fino a 100 milioni di anni e forse oltre. 

Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte
ingenerò la sorte.
Cose quaggiù sì belle
altre il mondo non ha, non han le stelle.
Nasce dall’uno il bene,
nasce il piacer maggiore
che per lo mar dell’essere si trova;
l’altra ogni gran dolore,
ogni gran male annulla.
[Leopardi]

venerdì 11 dicembre 2015

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: Una nebulosa a riflessione mostra il volto di una strega

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza



Orion
“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle”.
Così scriveva Voltaire nelle sue  lettres philosophique. Questo sulla terra, forse, qualche ragionevole dubbio rimane, ma non è così nell'universo, dove esistono veramente. 

Una nebulosa a riflessione che mostra la spaventosa faccia di una strega con il classico naso bitorzoluto tipico proprio delle streghe.  Il suo volto malevolo,costituito da grani di polvere,  sembra abbagliato dalla  vicina brillante stella Rigel, nella costellazione di  Orione, appena fuori il lato destro di questo telaio. Il nome di Rigel è una contrazione dell'arabo: Rijl jawza al-yusra, che significa "il piede sinistro di Colui che è Centrale". Tale nome fa riferimento alla posizione della stella nella costellazione in corrispondenza del "piede" sinistro di Orione. Più formalmente conosciuto come IC 2118, la nube interstellare di polvere e gas è quasi 70 anni luce di diametro.  Questo oggetto cosmico è a circa 800 anni luce di distanza.
In questo ritratto composito, il colore della nebulosa non è causato solo dalla intensa luce bluastra della stella, ma soprattutto perché i grani di polvere disperdono la luce blu in modo più efficiente del rosso. E' sostanzialmente lo stesso processo fisico che  provoca il colore blu del cielo diurno terrestre, anche se i diffusori nell'atmosfera del nostro  pianeta sono molecole di azoto e ossigeno.

Thunder. Enter the three Witches. 
Enter the three Double, double, toil and trouble;
Fire burn, and cauldron bubble. 
[Tuono. Entrano le tre streghe.
Doppio, doppio lavoro e travaglio:
Fuoco, brucia, e calderone, gorgoglia.]

Forse Macbeth avrebbe dovuto consultare la Strega Nebulosa. 
Ma il dubbio rimane: le streghe esistono ancora?



Roberto Zambelli

mercoledì 9 dicembre 2015

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: ISAAC NEWTON - Conferenza

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza
 ISAAC NEWTON


Giovedì 10 dicembre  in biblioteca a Sarzana, alle ore 21,00  si parlerà di Isaac Newton, uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.  Newton occupa una posizione di grande rilievo nella storia della scienza e della cultura in generale. 
Il suo nome è associato a una grande quantità di leggi e teorie.
Si parla ancora oggi di dinamica newtoniana, di leggi newtoniane del moto, di legge di gravitazione universale. 
Più in generale ci si riferisce al newtonianesimo come a una concezione del mondo che ha influenzato la cultura europea per tutto il Seicento.

EDC

domenica 29 novembre 2015

SOCIETA’ ASTRONOMICA LUNAE: Scoperto l'oggetto astronomico più grande dell'universo

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione -Scienza
QUASAR
Alcuni astronomi hanno scoperto una struttura talmente grande che secondo la moderna teoria cosmologica non dovrebbe neanche esistere. Si tratta di  un ammasso di quasar - galassie giovani e attive - che si estende per 4 miliardi di anni luce.
Questa scoperta è stata una grande sorpresa. Batte ogni record cosmologico in quanto a grandi strutture rilevate nell'universo noto.
Giusto per fare un confronto, la nostra galassia, la Via Lattea, si estende solamente per un centinaio di migliaia di anni luce. 
Un bel grattacapo gigantesco. Sarebbe da dire megagalattico. Che i quasar potessero formare immensi ammassi grandi più di 700 milioni di anni luce era noto da tempo, ma la dimensione epica di questo gruppo di 73 quasar, che se ne stanno a circa 9 miliardi di anni luce di distanza, ha lasciato gli  astronomi a grattarsi la testa. Questo perché gli attuali modelli astrofisica sembrano indicare che il limite superiore per le dimensioni di una struttura del genere dovrebbe essere non più di 1,2 miliardi di anni luce.
La struttura titanica, soprannominata Large Quasar Group (LQG), sembra contraddire anche le leggi un altro principio cosmologico largamente accettato, secondo il quale l'universo dovrebbe apparire piuttosto uniforme se osservato alle scale più grandi. "Questo potrebbe significare che la nostra descrizione matematica dell'universo è il risultato di una semplificazione troppo netta.
I risultati dello studio rappresentano una sfida per la nostra attuale comprensione dell'universo. Ora come ora la presenza di questa struttura è un mistero.
I  quasar, che emettono potenti getti di energia, sono tra gli oggetti più brillanti e più energetici dell'universo giovane: rappresentano una delle prime, brevi, tappe nell'evoluzione della maggior parte delle galassie.
Questi colossali gruppi di quasar potrebbero essere i precursori dei superammassi di galassie dell'universo moderno, ma l'esatta natura della loro connessione è ancora un problema irrisolto che  terrà occupati gli astronomi ancora per molto tempo. 

Roberto Zamnelli

venerdì 27 novembre 2015

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: "condizioni astronomiche e fisiche per l'origine e lo sviluppo della vita"

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza

Evoluzione della vita - parte 1a - 
"Condizioni astronomiche e fisiche per l'origine e lo sviluppo della vita" 
Giovedì 26 novembre alle ore 21,00 in biblioteca a Sarzana.

L'origine della vita sulla Terra è databile entro un periodo compreso tra i 4,4  miliardi di anni fa, quando l'acqua allo stato liquido comparve sulla superficie terrestre e i 2,7 miliardi di anni fa quando la prima incontrovertibile evidenza della vita è verificata da isotopi stabili e biomarcatori molecolari che mostrano l'attività di fotosintesi.

L'interrogativo su come si originò la vita sulla Terra si pose soprattutto in seguito allo sviluppo della teoria della evoluzione per selezione naturale, elaborata da Darwin nel 1858, la quale suggeriva che tutte le forme di vita sono legate da relazioni di discendenza comune, attraverso ramificati alberi filogenetici che riconducono ad un unico progenitore, estremamente "semplice" dal punto di vista biologico. 

La prima tappa fondamentale è stata la produzione di semplici molecole organiche, come amminoacidi e nucleotidi, che costituiscono "i mattoni della vita".  Il ritrovamento di molecole organiche nello spazio, all'interno di nebulose e meteoriti, ha dimostrato che queste reazioni sono avvenute anche in altri luoghi dell'universo, tanto che alcuni scienziati ritengono che le prime biomolecole siano state trasportate sulla Terra per mezzo di meteoriti.

Roberto Zambelli

giovedì 19 novembre 2015

PREMIO NOBEL PER LA FISICA 2015:Takaaki Kajita e Arthur Mc Donald per “ le oscillazioni del Neutrino "

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza
I NEUTRINI
Premio   Nobel   per  la  Fisica  2015 Takaaki  Kajita   e  Arthur Mc Donald per  “ le oscillazioni del Neutrino "ovvero   per la dimostrazione che il neutrino possiede  massa.


I  neutrini generati dall'impatto dei raggi cosmici ( provenienti dal Sole)  con la nostra atmosfera terrestre  subiscono una metamorfosi, che muta la propria identità strutturale,il che implica che abbiano  massa.

Sebbene l'Universo sia pieno di neutrini ( le particelle più numerose  dopo i fotoni)  questi sono di difficile  individuazione . 

I neutrini si creano continuamente , oltre che dalle reazioni nucleari all'interno del Sole,  dalla morte di stelle   o dalla  esplosione di Supernovae. 
I neutrini  attraversano costantemente il nostro  corpo -  più o meno alla velocità della luce -  senza interagire con la materia. 

Ciò ha indotto gli astrofisici a considerarli  privi di massa. Vengono  scoperti  negli anni  '30 ,grazie a  W. Pauli ,  che ne ipotizza  l'esistenza,  per giustificare laconservazione dell'energia   nel  decadimento beta. Enrico Fermi propone di chiamare  neutrini  queste "  elusive particelle “. 

Pontecorvo , astrofisico italiano ,  contrariamente  al collega W. Pauli,dimostrò che le particelle potessero  essere osservate, affermando che  i neutrini sono classificabili  fondamentalmente   degli   effetti quantistici,  i quali  possono assumere  3 diverse identità  o " sapori " .

Tale natura  " camaleontica "  del  neutrino  ha trovato conferma nel   1999 da Taaki  Kajita  e  successivamente  da  McDonald.

Questa  scoperta  ha chiarito definitivamente il mistero dei  neutrini mancanti,  ovvero del fatto che  rispetto  alla  quantità  di  neutrini provenienti dal Sole,  se ne rilevassero soltanto 1/3  ( mancandone  quindi  la maggior parte -  2/3 - ) 
La risposta  starebbe nella  trasformazione  della propria identità o  sapore al contatto con la  nostra  atmosfera ; caratteristica  giustificabile  solo con particelle di  massa  non  nulla.  
Questa  scoperta  pertanto  intacca fortemente la consistenza del  Modello Standard ufficializzata  negli  anni '70,   e di conseguenza anche  le proprietà del  bosone di  Higgs ,  sostegno scientifico dello stesso modello.
L’aggiornamento del  Modello Standard , pertanto, alla luce di questo premio Nobel, richiederebbe  una  nuova Fisica dell’ Universo, che includa pertanto la massa del neutrino. 
Una gran bella partita alla quale mi piacerebbe assistere seduto ad un tavolo,
in rigoroso silenzio,  con questi cervelloni  che se ne dicono di tutti i colori
pur di affermare le loro tesi, giuste o sbagliate che siano. 
“Ai posteri l'ardua sentenza” direbbe il Manzoni se fosse ancora vivo. 


Roberto Zambelli - Società Astronomica Lunae


EDC

lunedì 16 novembre 2015

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE: IN ARRIVO LA COMETA CATALINA

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza
CATALINA
Una interessante cometa si accinge ad attraversare i nostri cieli. Lo farà nelle ultime settimane dell'anno e nei primi mesi del 2016. 

Si tratta della cometa C/2013US10, scoperta da R. A. Kowalski, del Catalina Sky Survey, il 31 ottobre 2013 quando era ancora un debole puntino luminoso di diciannovesima magnitudine, disperso tra le stelle dell'Aquario. 
Si tratta di una cometa nuova, entrata per la prima volta nel sistema solare. Raggiungerà il perielio il 15 novembre 2015, ad una distanza di circa 135 milioni di km dal Sole (0,82 U.A.). 
Attualmente visibile solo dall'emisfero australe, alle nostre latitudini diverrà osservabile a partire dalla fine di novembre, quando, circumnavigato il Sole, inizierà ad allontanarsi progressivamente dalla nostra stella. La visibilità sarà mattutina, per soli pochi minuti a partire dal 20 novembre per poi aumentare progressivamente e rapidamente la sua altezza sull'orizzonte e il tempo di osservazione giorno dopo giorno. La magnitudine, attorno a fine novembre - primi di dicembre, dovrebbe raggiungere la 4^ grandezza, ma come sempre il condizionale è d'obbligo. Per tutto il mese di dicembre e quello di gennaio la sua luminosità dovrebbe restare al di sotto della soglia di visibilità ad occhio nudo, facendo di questa cometa un oggetto alla portata di tutti gli astrofotografi, anche con semplici obiettivi. 
Molto interessanti gli incontri ravvicinati con Arturo, la Alfa Bootis (a meno di 10' di distanza) il 2 gennaio, mentre il 15 gennaio passerà a circa 1° nord della stella Alkaid (Eta Ursa Major) e due giorni dopo a 1,5° sud di M101, la famosa Galassia Girandola. Lo stesso giorno (il 17 gennaio), si troverà anche alla minima distanza dalla Terra, circa 108 mln di km (0,72 U.A.). Il 18 gennaio transiterà a 2,5* nord di Mizar, la Zeta Ursa Major, mentre il 1° febbraio, quando il suo splendore dovrebbe essere attorno alla 6^ magnitudine, transiterà a circa 6* dalla Stella Polare.
Sarà dunque questa la Cometa del Natale 2015; speriamo mantenga le promesse e ci porti tante gradite sorprese!
Ci aggiorniamo per l'osservazione di questo corpo celeste alla fine di dicembre.

PERCORSO DELLA COMETA CATALINA
EDC

mercoledì 11 novembre 2015

SOCIETA' ASTRONOMICA LUNAE - GALILEO GALILEI - Conferenza a cura di Roberto Zambelli

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza

Programma delle attività della Società Astronomica Lunae.

Giovedì 12 novembre alle ore 21,00 in biblioteca il grande attore Galileo Galilei racconterà la sua storia e la reciterà in modo semplice come un comune mortale pieno di silenzi e timori e  non certamente vestendo i panni dell'eroe voluto dal drammaturgo   Brecht.  Grande fisico, astronomo e matematico. E' considerato il padre della scienza moderna per l'introduzione del metodo sperimentale con il quale ha rivoluzionato il modo di pensare e di fare scienza. Il suo nome è legato all'uso  ed al perfezionamento del cannocchiale, telescopio poi..., con il quale scoprì i quattro satelliti Medicei del pianeta Giove, la via lattea, le macchie solari,  le fasi di Venere e molto altro. 

La sua adesione alla teoria copernicana che   sosteneva l'eliocentrismo lo resero un facile bersaglio dell'inquisizione.

Sospettato di eresia e accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu processato e condannato dal Sant'Uffizio. Si salvò la vita pronunciando la famosa abiura il 22 giugno del 1633.

   
Conferenza a cura di Roberto Zambelli Info: www.astrolunae.it


EDC

martedì 10 novembre 2015

MATERNITA' MORTALITA' NORMALITA' - la paura e la bellezza dell'aiuto alla nascita - GENOVA CENTRO CONGRESSI CASTELLO SIMON BOCCANEGRA

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2015
Sezione - Scienza

CLICCA SULL'IMMAGINE PER LEGGERE

Genova 6 Novembre 2015
Care amiche Ostetriche,
ho il piacere di invitarvi al convegno  dal titolo
“MATERNITA’ MORTALITA’ NORMALITA’  La paura e la bellezza dell’aiuto alla nascita”
nell’ambito di una sessione del Progetto Optibirth, lo studio europeo  che ha l’obiettivo di ridurre i TC attraverso l’aumento del numero di VBAC. Come sapete,  cinque sedi italiane sono coinvolte con propri esponenti, e saranno presenti anche esperti internazionali  con relazioni ed interventi originali ed innovativi. In primo piano, a parziale giustifica della situazione italiana, ci sarà anche una discussione sugli aspetti legislativi riguardanti la nostra professione. Il convegno si concluderà con uno spettacolo teatrale offerto dalla compagnia Teatro del Piccione di Genova,  e sarà per me l’occasione per salutare, con questa ultima iniziativa da ginecologa strutturata, tutte le ostetriche conosciute a partire dagli anni della specializzazione , insieme a cui è stato possibile pensare e vivere i tanti cambiamenti realizzati  in Liguria nelle culture e nelle pratiche della nascita.
Il  lungo percorso  che  ho compiuto  fin qui con voi merita un festeggiamento, che abbiamo organizzato,  e che sarà sicuramente più condiviso e più completo con la vostra presenza !
 Vi ricordo che la partecipazione è gratuita ma è necessaria, anche per motivi logistici,  la  conferma della vostra adesione alla segreteria organizzativa .
A presto, con affetto
Sandra Morano


EDC
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