sabato 14 febbraio 2026

FABRIZIO PATERLINI, pianista: L’Architetto del Silenzio e delle Visioni Poetiche

                                                                   Fabrizio Partelini

Esistono musicisti che riempiono lo spazio e musicisti che, al contrario, lo creano. Fabrizio Paterlini appartiene a questa seconda, rara categoria. Le sue composizioni non sono semplici brani pianistici, ma visioni poetiche fatte di musica, finestre aperte su mondi interiori che attendono solo di essere esplorati. La storia artistica di Paterlini è segnata da una "ritirata verso l'anima". Dopo un decennio trascorso a esplorare i linguaggi del rock, del pop e del jazz negli anni '90, l'artista mantovano ha compiuto una scelta radicale e coraggiosa: spogliare la sua musica di ogni sovrastruttura per tornare al pianoforte.

Questa decisione, maturata all'alba del nuovo millennio, ha segnato la nascita di un linguaggio unico. Come lui stesso ha dichiarato, il piano è lo strumento che meglio esprime il suo mondo interiore, e i risultati non hanno tardato a confermarlo.

Il debutto nel 2007 con Viaggi in Aeromobile ha tracciato la rotta: una musica che vola leggera sopra la realtà quotidiana. Ma è con i lavori successivi che la critica e il pubblico hanno riconosciuto in lui un luminare al pari di Satie o Einaudi.

La sua discografia è un diario di bordo delle stagioni umane:

  • La sperimentazione: Progetti come Autumn Stories (2012), nati da una sfida creativa settimanale, dimostrano una fertilità artistica straordinaria.

  • L’eleganza del frammento: Album come Fragments Found e The Art of the Piano cristallizzano l'idea che la bellezza risieda nel dettaglio, nella nota sospesa, nella melodia che sembra sussurrata.

In un'epoca di saturazione sonora, la musica di Paterlini è un atto di resistenza gentile. La sua capacità di unire la solida formazione classica (maturata all'Accademia Campiani) con una sensibilità contemporanea lo rende un ponte tra passato e futuro.

Ascoltare Fabrizio Paterlini significa accettare l'invito a rallentare. La sua è una poesia senza parole dove ogni ascoltatore può scrivere i propri versi. Non è solo "musica rilassante", è un'indagine filosofica sulla memoria e sul sentimento, condotta con la grazia di chi sa che, a volte, un solo tasto premuto al momento giusto vale più di mille orchestre.

La musica di Paterlini non si limita ad accompagnare l'ascoltatore; lo attraversa. Le sue melodie possiedono la rara capacità di dare voce a ciò che è indicibile: quella malinconia dolce che proviamo davanti a un tramonto o quella serenità fragile dei nuovi inizi.
Ascoltarlo è un esercizio di introspezione. Paterlini non impone un sentimento, ma offre una cornice sicura in cui l'ascoltatore può proiettare i propri ricordi. Ogni nota è un respiro, ogni pausa è un invito a guardarsi dentro, trasformando la solitudine in un momento di profonda connessione con se stessi.

Testo di Ezia Di Capua

Fabrizio Paterlini - Viaggi in aeremobile

"Tutti i testi critici e storici e l'archivio di Sala Culturale CarGià Blog sono di proprietà intellettuale di Ezia Di Capua/Sala CarGià e non possono essere riprodotti senza autorizzazione e link diretto alla fonte". Per info 348 8964150

Autor Profile  - Ezia Di Capua: Direttore Artistico, Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica. 






martedì 10 febbraio 2026

2010 L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LERICI RINGRAZIA LA REGINA DEL CARNEVALE CARLA GALLERINI - FOTO CARRI ALLEGORICI FIRMATI CARLA GALLERINI

2010 Anno speciale per Carla. Le viene consegnata dal Sindaco Emanuele Fresco, nel Comune di Lerici, una preziosa targa sulla quale si legge: “49° Carnevale di SanTerenzo 2010” L’Amministrazione comunale di Lerici ringrazia la Regina del Carnevale Carla Gallerini














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lunedì 9 febbraio 2026

SAN TERENZO: SALA CARGIA' VI INVITA A DIPINGERE IL CARNEVALE CON IL GABBIANO GUERRIERO DI SERGIO TACCHINI e IL LANCIO DI PALLONCINI PER CARLA GALLERINI


 Cari amici, cari pittori, Sala CarGià 

Vi invita a dipingere il  Carnevale di San Terenzo. 
Dipingerete in P.zza della libertà

Lancio dei palloncini in memoria di Carla Gallerini Regina del Carnevale

Partecipazione gratuita 

Vi aspetto numerosi !!! 

Telefonatemi o contattatemi su whatsapp per confermare Vs adesione

Un abbraccio... con 💓 Ezia 348 8964150

Il Gabbiano guerriero contro l'inquinamento globale: è questo il tema della sfilata, novità assoluta 2026, che domenica 15 febbraio alle 14,30 alle 17 coinvolgerà grandi e piccini aggiungendosi alla tradizionale parata di carri allegorici organizzata come di consueto da ASCOS (Associazione commercianti di San Terenzo) con musica, sfilate e il premio per la mascherina più bella 2026. 

La giornata di festa avrà il suo avvio con lo spettacolo musicale allestito in piazza Brusacà, mentre la sfilata delle maschere dell'artista Walter Tacchini prenderà il via alle 14,30 dalla Venere Azzurra, coordinata da "Kivanis La Spezia, Lunigiana Storica", un'associazione internazionale che ha il focus sulle attività dei bambini: "Un onore per noi aver coordinato l'attività del maestro Walter Tacchini cui spetta la progettazione e la direzione artistica dell'evento – spiega il presidente del club Federico Maffei - che ha a sua volta coinvolto 400 bambini delle scuole elementari e medie della Spezia e provincia nella realizzazione delle maschere simboliche, mettendoli al corrente che il mondo ha problemi, in particolare l'inquinamento del suo ecosistema e facendo realizzare con le loro mani le sagome che saranno utilizzate nella sfilata". Il club Kivanis opera alla Spezia e in Lunigiana da circa 3 anni: "Già realizzate diverse iniziative per raccogliere fondi contro la bulimia e l'anoressia e in genere per i disturbi di comportamento alimentari – spiega Maffei – tra le attività in programma nel 2026 la donazione di 4 defibrillatori con piastra pediatrica alle palestre scolastiche sprovviste in provincia".

La collaborazione con Tacchini è nata l'anno scorso, ma per una serie di motivi l'evento è slittato al 2026: "È stato un impegno notevole anche dal lato economico ma la collaborazione del maestro Tacchini ha dato un valore unico a livello culturale e artistico che sarà sicuramente apprezzato da grandi e piccoli". 

Il messaggio del Gabbiano guerriero parla di ribellione: "Stanco del peggioramento delle condizioni ambientali decide di diventare un guerriero chiedendo aiuto alle altre specie animali, tutti uniti nella consapevolezza che l'inquinamento causato dall'uomo va fermato e combattuto per il bene della Terra e di chi abita".

Nella sfilata saranno presenti, dietro le splendide maschere e i costumi realizzati da Tacchini, dai bambini e dagli artisti di Liguria vintage, il "Gruppo del Male", il gruppo del Gabbiano e dei suoi amici che sarà appannaggio dei bambini. Al termine del corteo gli oltre  200 partecipanti alla sfilata del Guerriero daranno vita ad un breve spettacolo in Piazza Brusacà dove, dalle 15.30, DJ Caccia animerà le mascherine con musica e balli. Inoltre dalle 14.30 alle ore 16.30, sarà possibile, al desk dedicato in via Mantegazza, iscriversi all'atteso Concorso della Mascherina più Bella, la cui premiazione si terrà alle 16.30 sempre in piazza Brusacà.

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domenica 8 febbraio 2026

Nicola Neonato e la Materia del Divino Gli affreschi nella Chiesa di Sant' Ambrogio a Zoagli: 200 Metri Quadri di Cielo - Studio a cura di Ezia Di Capua

Chiesa di Sant'Ambrogio in Zoagli 
Affreschi e altare di Nicola Neonato 1981- 1987

Introduzione alla Mostra: "Elegia a due voci: il segno ribelle e la sua Musa"

Dal 3 al 10 luglio, la Sala CarGià (Via A. Trogu, San Terenzo) apre le porte all'universo artistico di Nicola Neonato. La mostra, curata da Ezia Di Capua con il Patrocinio del Comune di Lerici, rappresenta un momento di alto valore culturale all'interno della XVI Stagione d’Arte Cultura e Spettacolo dedicata a Carla e Giacomo Gallerini. Per comprendere appieno la caratura delle opere esposte, è necessario volgere lo sguardo al capolavoro che ha consacrato Neonato tra i grandi del Novecento: l'intervento nella Chiesa di Sant'Ambrogio a Zoagli. Il saggio che segue analizza la portata estetica e tecnica di quell'opera totale, offrendo gli strumenti critici per interpretare il segno e la visione dell'artista  e meglio comprendere le opere presenti in mostra.

L'intervento di Nicola Neonato all'interno della Chiesa di Sant' Ambrogio a Zoagli rappresenta uno degli esiti più significativi e monumentali dell'arte sacra ligure del XX secolo. L'artista non si limita a decorare, ma progetta una vera e propria "opera totale" che fonde pittura e scultura in un dialogo serrato tra tradizione e modernità post-conciliare.

Di seguito un approfondimento critico che analizza la portata estetica e tecnica del suo lavoro.

L'Impatto Monumentale: La Navata Centrale

Il fulcro dell'intervento è l'imponente affresco della volta, una superficie di 200 metri quadrati che si impone allo sguardo del fedele con una densità narrativa impressionante. Neonato popola questo spazio con oltre 300 personaggi, creando un microcosmo teologico in movimento.

  • Dinamismo compositivo: A differenza della staticità accademica, Neonato utilizza una spazialità vorticosa. Le figure non sono semplici icone isolate, ma sono intrecciate in un fluire che guida l'occhio verso l'alto, enfatizzando la verticalità della navata.

  • Umanità e Trascendenza: La scelta di inserire una tale moltitudine di figure suggerisce una visione della Chiesa come "Popolo di Dio". Ogni volto e corpo è trattato con una vigoria plastica che risente della sua formazione da scultore: il segno è inciso, i volumi sono solidi, quasi "scolpiti" nel colore.

Il Ciclo Cristologico nell'Abside

Nel catino dell'abside, l'artista si confronta con il cuore della liturgia attraverso le Scene di vita di Gesù. Qui lo stile si fa più intimo e focalizzato.

  • Luce e Colore: Neonato utilizza il colore non solo in funzione descrittiva, ma simbolica. Le scene cristologiche sono immerse in un'atmosfera che cerca di mediare tra la solennità del dogma e la vicinanza umana del Cristo, evitando facili sentimentalismi a favore di un'espressività cruda e diretta.

L'Innovazione Scultorea: Il Dialogo tra i Materiali

Il contributo di Neonato a Zoagli non si ferma alla bidimensionalità della parete. Il nuovo altare in bronzo costituisce una rottura e, al contempo, un completamento dello spazio sacro.

  • Confronto Storico: Posto davanti all'antico altare marmoreo del XVIII secolo, il bronzo di Neonato crea un contrasto materico potente. Mentre il marmo settecentesco parla il linguaggio della stasi e della sontuosità barocca, il bronzo di Neonato vibra di una luce mutevole e di una lavorazione tormentata, tipica della scultura contemporanea.

  • Significato Liturgico: Questo spostamento verso il popolo (secondo le riforme del Concilio Vaticano II) è sottolineato dalla forza espressiva del metallo, che conferisce all'altare un'aura di modernità ancestrale, quasi come fosse un elemento primordiale posto al centro del tempio.

  • Il ciclo di Zoagli è un’opera corale dove il sacro viene riportato a una dimensione carnale e vicina.

    1. Il Trionfo della Verità e della Fede
    Nelle volte, Neonato mette in scena la lotta eterna dello spirito. Le figure sono incastonate in una struttura architettonica rigorosa, quasi scultorea. Le scene non sono semplici illustrazioni bibliche, ma rappresentazioni di stati d'animo. I volti dei Santi e dei profeti non guardano verso un punto astratto, ma sembrano scrutare l'anima del fedele, portando in sé il "segno scavato" tipico della tecnica di Neonato, che incide la figura come se stesse lavorando il bronzo.

    2. La Luce che nasce dalla Materia
    Ciò che colpisce nell'analisi cromatica è l'assenza di una luce esterna. In Sant'Ambrogio, la luminosità sembra sprigionarsi dai corpi stessi. Questo effetto trasfigura la pesantezza delle figure: i mantelli, che sembrano scolpiti nella roccia, vibrano di una luce interiore che trasforma il dramma della materia in una pace luminosa.

    3. Il Dialogo tra il Cielo e la Terra
    Gli affreschi raccontano la riconciliazione. Zoagli, città colpita duramente dai bombardamenti, trova in questi dipinti la sua ricostruzione morale. Neonato popola lo spazio sacro con figure che hanno la solidità dei pescatori e dei contadini liguri. Il divino non cala dall'alto come un miracolo inspiegabile, ma germoglia dalla terra, dalla dignità del lavoro e della sofferenza umana.

    Verso Sala CarGià: Dal Muro all'Anima

    Se a Zoagli Neonato parla alla collettività con la voce del tuono, le opere che vedremo il 3 luglio a San Terenzo parlano al singolo con la voce del silenzio. Comprendere l'intensità monumentale degli affreschi è fondamentale per apprezzare la "sintesi estrema" delle opere in mostra: lo stesso spirito che ha animato le grandi volte di Sant’Ambrogio si ritrova oggi, intatto e vibrante, nel tratto intimo e potente di un artista che ha saputo rendere eterna l'inquietudine dell'uomo.

Valutazione Critica Finale Nicola Neonato a Zoagli compie un'operazione di sintesi stilistica. La sua capacità di passare dal pennello allo scalpello o alla fusione in bronzo gli permette di controllare l'intero apparato visivo della chiesa. Il suo stile può essere definito come un Espressionismo Sacro: non cerca la bellezza decorativa fine a se stessa, ma la forza comunicativa del messaggio religioso. I suoi "200 metri quadri di cielo" non  sono una fuga dalla realtà, ma una rappresentazione densa e complessa dell'incontro tra l'umano e il divino, rendendo la Chiesa di Sant' Ambrogio un punto di riferimento imprescindibile per lo studio dell'arte sacra novecentesca in Liguria.

Testo di Ezia Di Capua

"Tutti i testi critici e storici e l'archivio di Sala Culturale CarGià Blog sono di proprietà intellettuale di Ezia Di Capua/Sala CarGià e non possono essere riprodotti senza autorizzazione e link diretto alla fonte". Per info 348 8964150

Autor Profile  - Ezia Di Capua: Direttore Artistico, Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica. 

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