venerdì 5 giugno 2026

Ezia Di Capua dialoga con Elena Melosci sulla poetica di Neonato e Inglese

Elena Melosci

 In occasione dell'apertura della XVI Stagione "In Arte" il prossimo 3 luglio 2026 presso  Sala CarGià - Galleria d'Arte a San Terenzo, l'attenzione si concentra sulla statura artistica di Nicola Neonato. La mostra commemorativa "Elegia a due voci: il segno ribelle e la sua Musa" si propone di analizzare il rigore plastico e la forza espressiva di un maestro che ha segnato il Novecento, ponendolo in un confronto critico con la produzione pittorica di Anna Maria Inglese. Ne parliamo con Elena Melosci, nipote dei due artisti e attenta custode del patrimonio archivistico e artistico dei due maestri.

  1. Il debito della critica
    "Neonato è stato un artista di una potenza espressiva straordinaria, eppure la critica sembra non aver ancora celebrato appieno la monumentalità del suo lascito. Elena, pensi che questa mostra possa finalmente consacrare il suo talento viscerale nel panorama nazionale?"

Questa mostra può permettere di ricordare l’opera di Neonato a 18 anni dalla mostra di Rapallo, organizzata da mia zia ,da cui scaturì un volumetto di studio dell’opera di Neonato, a cura di Franco Ragazzi pubblicato da De Ferrari e ancora reperibile e alla mostra sulla Resistenza organizzata dal Comune di Borzonasca nel 2022 e curata dallo storico Giorgio Getto Viarengo. Sento il dovere morale di far vivere questo artista grazie alla sua opera, che, nell’oggi, si è rivelata molto attuale e capace di toccare gli animi .Per questo ho tenuto a far realizzare un sito web a lui dedicato ,nicolaneonato.it e per questo realizziamo questa mostra grazie alla preziosa collaborazione con Ezia DI Capua e Sala Cargià, per rendere le opere più fruibili

  1. La forza del Pollaiolo
    "Nella memoria collettiva Neonato è il 'Pollaiolo', l'artista della linea nervosa e del vigore plastico. Da dove nasceva questa sua incredibile urgenza creativa e come la esprimeva nel privato?"

Nella mia esperienza di nipote alquanto piccola e poi di adulta poco presente lo zio era un uomo sempre rivolto al lavoro, sempre pieno di energia, che si manifestava nello sviluppare i suoi progetti da solo, nel bisogno continuo di disegnare o dipingere, ovunque e in ogni contesto, urbano o naturale, privato o pubblico, come manifestano i suoi schizzi in ogni luogo. Era però schivo e scontroso, nient’affatto disposto a compromessi, certamente in apparenza burbero, ma poi capace di atti di generosità e di scelte di vita decise, come quando si sposò con la zia e , si sarebbe detto ieri, “Mise la testa a posto”

  1. Il confronto con Inglese
    "La scelta di inserire alcune opere di Anna Maria Inglese accanto alla monografica di Neonato è interessante. In che modo la sensibilità di tua zia aiuta a far risaltare, per contrasto, la forza dirompente di Neonato?"

E’ chiaro che Anna Maria Inglese ha trovato in Neonato un mentore, ma soprattutto il perno della sua vita; tuttavia la loro vita comune è stata caratterizzata da un’armonia che hanno creato e stabilito insieme. Hanno sviluppato modi assai diversi di dipingere, tumultuoso lui, più sereno, tranquillo e dettagliato lei, compenetrandosi nelle reciproche opere, a un certo punto soprattutto collaborando nell’opera stessa di Neonato, così imponente come gli affreschi di Sant’Ambrogio a Zoagli, di cui mia zia mi parlava nei suoi ultimi giorni.

  1. Una quotidianità d'arte "Vivere accanto a un gigante della pittura significa respirare l'arte ogni giorno. C’è un aneddoto che descrive bene il temperamento passionale di Neonato mentre era al lavoro o nella sua quotidianità?"

Rimando al bel ricordo di mia cugina Antonella, documentato nel sito nicolaneonato.it, quando cioè lo zio decise di vendere un quadro sul momento, senza averlo assolutamente previsto, perché era piaciuto e lui così sentiva la soddisfazione di essersi guadagnato una giornata di lavoro con la sua arte. Sentiva molto la responsabilità di provvedere alla zia e alle sue necessità. Era sempre costantemente al lavoro e si realizzava in quello, l’ho sempre visto con i pennelli in mano e circondato dalle sue numerose collezioni di libri di arte.

  1. La musa e la luce
    "Nei ritratti che Neonato faceva alla moglie, la sua tavolozza di bruni e terre sembra accendersi. Era la presenza di lei a dare 'luce' e una diversa direzione alla sua ricerca cromatica?"

Suppongo di sì essendo mia zia giovane molto bella e luminosa, certamente una donna pazzerella si sarebbe detto, ma gioiosa, capace di spirito di avventura, lei che mi ha sempre detto di essere pronta a qualunque cosa insieme con lui. Questa certezza dell’affetto dell’una ha certamente giovato all’altro rasserenandolo e dandogli luce.

  1. L'influenza silenziosa
    "Pensi che il rigore intellettuale di Inglese abbia in qualche modo disciplinato o influenzato le grandi composizioni monumentali di Neonato?"

Penso che Anna Maria abbia contribuito all’organizzazione del lavoro e a degli aspetti tecnici, di cui era esperta; immagino che per carattere la fase della concezione delle opere sia stata elaborata da Neonato, perché già da giovane si era dedicato ad affreschi su palazzi e quindi a opere di dimensioni ampie

  1. L'opera iconica
    "Se dovessi scegliere un'unica opera che racchiude l'intera anima di Neonato e la sua eredità artistica, quale indicheresti tra quelle che abbiamo selezionato per la mostra?"

La sua opera iconica è certamente il monumento a Bisagno a Rovegno ,perché è grandioso e dedicato a un uomo che Neonato ammirava moltissimo. In questa mostra amo molto le marine, perché rispecchiano luoghi che oggi vedo diversamente e mi riportano alla sua vita nel Tigullio, cui sono affezionata.

  1. Il messaggio finale
    "Cosa speri che rimanga nel cuore dei visitatori della Sala Cargià dopo aver subito l'impatto visivo e la potenza di un maestro come Neonato?

L’attenzione a quello che ci hanno lasciato i nostri padri, in termini di coscienza civile e di valore dell’ispirazione religiosa nell’arte: grandi contenuti per rielaborare le tragedie umane, che purtroppo ci affliggono a tutt’oggi. L’arte però può donare con la sua bellezza, i suoi colori, la curiosità verso alcuni soggetti, momenti di riflessione e momenti di pace. Questo vorrei che restasse, il messaggio di chi, dopo aver vissuto periodi turbinosi, morti e sofferenze, ha saputo procedere e ha apprezzato mare, monti, paesaggi e fiori, donandoli al futuro.

Testo dell'intervista di Ezia Di Capua

Intervista concessa in esclusiva a Ezia Di Capua  nell'ambito de " Le interviste dietro a Cavalletto" rubrica culturale di Sala CarGia' Galleria d'arte utile per la pubblicazione integrale nel BLOG © Sala CarGià Blog http://salacargia.blogspot.com, e parziale pubblicazione su quotidiani online e organi di stampa - ogni diritto è riservato.

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Autor Profile - Ezia Di Capua Miniaturista, Pittrice, illustratrice, scrittrice, critico di arti visive. Scenografa teatrale. Operatore culturale, Storica dell'arte e critica, Curatrice di arte contemporanea e Gallerista Art Blogger: ideatrice di © Sala CarGià Blog http://salacargia.blogspot.com, sito web vetrina di arte, cultura e spettacolo. Direttrice e curatrice di Sala CarGia' – Galleria d'arte - spazio espositivo a San Terenzo. Operatore culturale, Ideatrice e conduttrice di tutti gli eventi artistici e culturali realizzati per Sala Culturale CarGia' dal 2010 al 2026 nel Golfo dei Poeti Scrittrice nel 2011 pubblica il libro “ La Misura Dell'Amore” ed. Cinque Terre 2016 – 2026 Vice Presidete dell'Asspciazione Coro Lirico La Spezia 2012-2026 Curatrice progettuale, organizzativa, responsabile della promozione artistica, comunicazione e immagine relativa a concerti lirici e messa in scena teatrale, in Italia di tredici Opere Liriche e relative repliche, Curatrice del progetto internazione ideato per stabilire lo scambio culturale Italia/Giappone per realizzare la messa in scena dell'Opera lirica “L'elisir D'amore” di G. Donizzetti nei teatri di Tokyo e Osaka con cast nazionale, internazionale e orchestra. Cantante - registro vocale soprano – Corista e solista soprano lirico 1976-2026. Oltre cento i concerti al suo attivo. E' nell'organico del Coro Lirico della Spezia -Ricercatrice archeologica indipendente, appassionata di semiologia, da anni conduce studi e osservazioni del territorio nella Lunigiana storica e Appennino Tosco Emiliano, a riguardo sta scrivendo un libro.


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domenica 31 maggio 2026

NICOLA NEONATO – Approfondimento di Luigi Leonardi, Storico e Saggista

Nicola Neonato - Monumento a  Novi Ligure

Mancano ormai poche settimane a uno degli appuntamenti più attesi del programma espositivo 2026 di Sala CarGià a San Terenzo di Lerici. Dal 3 al 13 luglio, lo storico spazio ligure ospiterà la mostra commemorativa "Elegia a due voci: il segno ribelle e la sua Musa", un viaggio profondo nell'universo artistico e umano di Nicola Neonato e Anna Maria Inglese.

Questo evento non è solo una celebrazione estetica, ma il punto di arrivo di una rigorosa riscoperta storica. A guidarci tra le pieghe di un Novecento complesso e vissuto con coraggio è lo storico e saggista Luigi Leonardi, che ha recentemente firmato per Sala CarGià un prezioso approfondimento su Nicola Neonato.

Grazie alla ricerca di Leonardi, l'opera di Neonato viene restituita al pubblico in tutta la sua potenza civile: l'artista del "segno ribelle" è colui che ha impresso nei monumenti e nei dipinti il dolore, il riscatto e la memoria della lotta partigiana. Un uomo che ha saputo tradurre la storia collettiva in forme monumentali dure e narranti, necessarie come la verità.

Ezia Di Capua

NICOLA NEONATO Il "segno ribelle" di Luigi Leonardi

Voglio innanzitutto ringraziare Ezia Di Capua per avermi messo a conoscenza di questa importante figura di artista partigiano quale fu Nicola Neonato, e per l’invito rivoltomi a partecipare all’incontro a lui dedicato, che mi fa onore ma che purtroppo sono costretto a declinare per altro impegno istituzionale nel mio Comune di Bagnone. Neonato prese parte alla Resistenza ligure con lo pseudonimo di “ Pollaiolo “, come a omaggio del pittore e scultore fiorentino. Fu inquadrato nel comando della VI^ Zona operativa Ligure - zona compresa tra Liguria, Piemonte, Lombardia e Emilia - con la qualifica di partigiano combattente e il grado di tenente, come si evince dalla sua scheda della Commissione Regionale Liguria.

A Borzonasca, sua città natale, gli è stato dedicato un museo a esposizione delle sue opere pittoriche e scultoree, opere che rappresentano le sue armi. Con lui altri artisti, in altri contesti, contribuirono alla Resistenza, anche appunto con armi “ artistiche “; voglio p.es. ricordare Italo Calvino, e visto che siamo a San Terenzo di Lerici, il poeta Francesco Tonelli “ Henri“ della IV^ Zona Operativa Ligure, Brigata Ugo Muccini. Quando a Bobbio, ( PC ) dopo la liberazione temporanea della Val di Trebbia - 7 luglio, 27 agosto ’44 - dai nazifascisti - qui sottolineo l’importanza delle Libere Repubbliche partigiane per la conquista della Repubblica - nacque il giornale del “ Partigiano volontario della libertà, da parte della 3^ Divisione garibaldina “ Cichèro “, anche Nicola fu tra i collaboratori illustrando il giornale con i suoi disegni, addirittura prevedendo, ancora in tempo di guerra, una prima mostra d’arte partigiana. Con le opere di Nicola Neonato si percorre la narrazione artistica della guerriglia partigiana effettuata in tempo reale, quasi una sorta di artista sul campo. Per questo c’è da congratularsi con il Comune di Borzonasca: per aver dato luce a un patrimonio storico inestimabile, significandone l’importanza della memoria.

Entrando nel merito delle sue opere, voglio anche congratularmi con l’amica Ezia per la sua analisi approfondita di Nicola. E a proposito ne sottolineo le prime frasi: “ Un imponente palinsesto di memoria collettiva, dove il rigore dello studio classico incontra la ferita aperta della storia contemporanea. Questa definizione, “ ferita aperta “, mi conduce alla riflessione su quanto resta nella memoria delle nuove generazioni. Una riflessione fatta di interrogativi sulla conoscenza e coscienza dell’attività resistenziale. Sull’importanza e complessità del movimento per la Resistenza, costituito da componenti di differenti ideologie politiche - democratica, progressista, conservatrice - dirette da un Cln centrale, ma gestite esclusivamente da quel Clnai - Comitato Liberazione Nazionale Alta Italia - il cui presidente, Alfredo Pizzoni, fu l’esclusiva persona di riferimento per gli Alleati, e al quale venne affidato il ruolo guida della Resistenza e Lotta di Liberazione. Ma è questo un argomento molto vasto e ancora spigoloso.

Ancora Ezia, facendo sempre riferimento al linguaggio universale prodotto dall’arte figurativa, coglie fondamentali aspetti in quella di Neonato:l'artista introduce una sensibilità nuova: alla durezza degli elmetti della Wehrmacht si contrappone l'avanzata di una figura femminile accompagnata da bambini. È il momento in cui l'opera si fa speranza pedagogica.” Insegnamento quindi, educazione attraverso, appunto, il linguaggio universale dell’arte. Non indugio oltre sulla produzione artistica di Neonato, che ho conosciuto da poco. Però mi piace ricordare che oltre a Nicola, e altri, Borzonasca ha dato i natali a un partigiano caduto in terra di Lunigiana. Si tratta di Carlo Lazzarelli, arruolato nella IV^ Zona Operativa Ligure. Era l’8 ottobre 1944. Proprio quel giorno cominciava un ampio rastrellamento che investì la Val di Vara - terra di notevole attività partigiana - e parte della Lunigiana. Carlo venne ritrovato cadavere sul monte Colmo, nel Comune di Mulazzo ( MS ) ferito da una raffica tedesca e finito con una pugnalata al petto probabilmente per mano fascista. Aveva vent’anni quando entrò nella Resistenza nel maggio del ’44, inserito nella colonna Giustizia e Libertà, ma fors’anche nel Battaglione Internazionale del maggiore Gordon Lett.

Voglio chiudere questo mio breve intervento con il ricordo di un altro resistente: siamo in Sala Culturale CarGià, e dunque in via Trogu, ed è proprio a Angelo Trogu che va la mia memoria; lui che, con il suo compagno Nino Gerini di Lerici, mi tocca particolarmente. Angelo e Nino rappresentano la prima scintilla di Resistenza nel Comune di Bagnone. Tutti e due con altri 10 combatterono sulle alture del monte Barca contro militi della X^ Mas; furono poi catturati e fucilati a Valmozzola in provincia di Parma.

Bene, ora vi ringrazio per la vostra attenzione, e rammaricandomi ancora per la mia mancata presenza ma sperando in un’altra occasione, vi auguro tante buone cose.

Luigi Leonardi

Autor Profile

Luigi Leonardi è uno storico, scrittore e saggista italiano nato nel 1953 a Bagnone, in provincia di Massa Carrara, e residente a La Spezia. È noto per le sue ricerche e saggi incentrati sulla Seconda Guerra Mondiale, sulla Resistenza e sulle memorie storiche in Lunigiana e nello Spezzino.

Profilo e Attività Esordi: Ha iniziato la sua carriera come redattore ed è stato tra i fondatori della rivista milanese di cultura Malvagia, nata negli anni '80 con l'appoggio di Carlo Cassola.Tematiche: La sua saggistica si concentra sulla storia locale, focalizzandosi sugli aspetti meno conosciuti, controversi o dimenticati della guerra, come le "zone grigie" e le epurazioni post-belliche.Altre attività: È anche autore di testi teatrali e musicali. Principali Opere e Saggi Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui spiccano Epurazioni. 1945: la resa dei conti nello Spezzino (Mursia, 2011) - Un saggio documentato che affronta i casi di giustizia sommaria e vendette private avvenuti nell'immediato dopoguerra. L'umanità sepolta. Tracce di guerra, di fatiche e di giustizia capitale (Mursia, 2019) - Un volume che raccoglie testimonianze sulle deportazioni, gli stenti e le drammatiche condizioni di vita dei civili. Umili e ribelli. Memorie di guerra in Lunigiana (2018). La strage nazifascista di Vinca (2015) I ragazzi del monte Barca (2017).

  • Generazioni nella bufera. Storie di sopravvivenza e resistenza in Lunigiana (Mursia, 2024) – Raccolta di testimonianze e spaccati di vita legati alla durezza della guerra e del cammino verso la Liberazione.

NICOLA NEONATO:  https://salacargia.blogspot.com/2026/05/nicola-neonato-approfondimento-di-luigi.html

 Progetto di Promozione d'Arte, Cultura e Spettacolo 
a cura di Ezia Di Capua 

PERCORSO DI LETTURA


martedì 26 maggio 2026

CORO LIRICO LA SPEZIA - 2026 - La Bohème al Teatro Civico La Spezia - VIDEO e FOTO

  

Con il cuore colmo di gratitudine per gli applausi ricevuti, l'Associazione Coro Lirico La Spezia continua il suo viaggio artistico culturale attraverso lo studio della grande Opera Lirica: un progetto nato da un sogno e nutrito di passione che non si ferma, ma guarda già al futuro, pronti a salire per l'ottava volta sul prestigioso palco del Teatro Civico con una nuova, straordinaria produzione.
 
Ezia Di Capua Vice Presidente Ass.ne Coro Lirico La Spezia



 















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