lunedì 9 febbraio 2026

SAN TERENZO: SALA CARGIA' VI INVITA A DIPINGERE IL CARNEVALE CON IL GABBIANO GUERRIERO DI SERGIO TACCHINI e IL LANCIO DI PALLONCINI PER CARLA GALLERINI


 Cari amici, cari pittori, Sala CarGià 

Vi invita a dipingere il  Carnevale di San Terenzo. 
Dipingerete in P.zza della libertà

Lancio dei palloncini in memoria di Carla Gallerini Regina del Carnevale

Partecipazione gratuita 

Vi aspetto numerosi !!! 

Telefonatemi o contattatemi su whatsapp per confermare Vs adesione

Un abbraccio... con 💓 Ezia 348 8964150

Il Gabbiano guerriero contro l'inquinamento globale: è questo il tema della sfilata, novità assoluta 2026, che domenica 15 febbraio alle 14,30 alle 17 coinvolgerà grandi e piccini aggiungendosi alla tradizionale parata di carri allegorici organizzata come di consueto da ASCOS (Associazione commercianti di San Terenzo) con musica, sfilate e il premio per la mascherina più bella 2026. 

La giornata di festa avrà il suo avvio con lo spettacolo musicale allestito in piazza Brusacà, mentre la sfilata delle maschere dell'artista Walter Tacchini prenderà il via alle 14,30 dalla Venere Azzurra, coordinata da "Kivanis La Spezia, Lunigiana Storica", un'associazione internazionale che ha il focus sulle attività dei bambini: "Un onore per noi aver coordinato l'attività del maestro Walter Tacchini cui spetta la progettazione e la direzione artistica dell'evento – spiega il presidente del club Federico Maffei - che ha a sua volta coinvolto 400 bambini delle scuole elementari e medie della Spezia e provincia nella realizzazione delle maschere simboliche, mettendoli al corrente che il mondo ha problemi, in particolare l'inquinamento del suo ecosistema e facendo realizzare con le loro mani le sagome che saranno utilizzate nella sfilata". Il club Kivanis opera alla Spezia e in Lunigiana da circa 3 anni: "Già realizzate diverse iniziative per raccogliere fondi contro la bulimia e l'anoressia e in genere per i disturbi di comportamento alimentari – spiega Maffei – tra le attività in programma nel 2026 la donazione di 4 defibrillatori con piastra pediatrica alle palestre scolastiche sprovviste in provincia".

La collaborazione con Tacchini è nata l'anno scorso, ma per una serie di motivi l'evento è slittato al 2026: "È stato un impegno notevole anche dal lato economico ma la collaborazione del maestro Tacchini ha dato un valore unico a livello culturale e artistico che sarà sicuramente apprezzato da grandi e piccoli". 

Il messaggio del Gabbiano guerriero parla di ribellione: "Stanco del peggioramento delle condizioni ambientali decide di diventare un guerriero chiedendo aiuto alle altre specie animali, tutti uniti nella consapevolezza che l'inquinamento causato dall'uomo va fermato e combattuto per il bene della Terra e di chi abita".

Nella sfilata saranno presenti, dietro le splendide maschere e i costumi realizzati da Tacchini, dai bambini e dagli artisti di Liguria vintage, il "Gruppo del Male", il gruppo del Gabbiano e dei suoi amici che sarà appannaggio dei bambini. Al termine del corteo gli oltre  200 partecipanti alla sfilata del Guerriero daranno vita ad un breve spettacolo in Piazza Brusacà dove, dalle 15.30, DJ Caccia animerà le mascherine con musica e balli. Inoltre dalle 14.30 alle ore 16.30, sarà possibile, al desk dedicato in via Mantegazza, iscriversi all'atteso Concorso della Mascherina più Bella, la cui premiazione si terrà alle 16.30 sempre in piazza Brusacà.

domenica 8 febbraio 2026

Nicola Neonato e la Materia del Divino Gli affreschi nella Chiesa di Sant' Ambrogio a Zoagli: 200 Metri Quadri di Cielo - Studio a cura di Ezia Di Capua

Chiesa di Sant'Ambrogio in Zoagli 
Affreschi e altare di Nicola Neonato 1981- 1987

Introduzione alla Mostra: "Elegia a due voci: il segno ribelle e la sua Musa"

Dal 3 al 10 luglio, la Sala CarGià (Via A. Trogu, San Terenzo) apre le porte all'universo artistico di Nicola Neonato. La mostra, curata da Ezia Di Capua con il Patrocinio del Comune di Lerici, rappresenta un momento di alto valore culturale all'interno della XVI Stagione d’Arte Cultura e Spettacolo dedicata a Carla e Giacomo Gallerini. Per comprendere appieno la caratura delle opere esposte, è necessario volgere lo sguardo al capolavoro che ha consacrato Neonato tra i grandi del Novecento: l'intervento nella Chiesa di Sant'Ambrogio a Zoagli. Il saggio che segue analizza la portata estetica e tecnica di quell'opera totale, offrendo gli strumenti critici per interpretare il segno e la visione dell'artista  e meglio comprendere le opere presenti in mostra.

L'intervento di Nicola Neonato all'interno della Chiesa di Sant' Ambrogio a Zoagli rappresenta uno degli esiti più significativi e monumentali dell'arte sacra ligure del XX secolo. L'artista non si limita a decorare, ma progetta una vera e propria "opera totale" che fonde pittura e scultura in un dialogo serrato tra tradizione e modernità post-conciliare.

Di seguito un approfondimento critico che analizza la portata estetica e tecnica del suo lavoro.

L'Impatto Monumentale: La Navata Centrale

Il fulcro dell'intervento è l'imponente affresco della volta, una superficie di 200 metri quadrati che si impone allo sguardo del fedele con una densità narrativa impressionante. Neonato popola questo spazio con oltre 300 personaggi, creando un microcosmo teologico in movimento.

  • Dinamismo compositivo: A differenza della staticità accademica, Neonato utilizza una spazialità vorticosa. Le figure non sono semplici icone isolate, ma sono intrecciate in un fluire che guida l'occhio verso l'alto, enfatizzando la verticalità della navata.

  • Umanità e Trascendenza: La scelta di inserire una tale moltitudine di figure suggerisce una visione della Chiesa come "Popolo di Dio". Ogni volto e corpo è trattato con una vigoria plastica che risente della sua formazione da scultore: il segno è inciso, i volumi sono solidi, quasi "scolpiti" nel colore.

Il Ciclo Cristologico nell'Abside

Nel catino dell'abside, l'artista si confronta con il cuore della liturgia attraverso le Scene di vita di Gesù. Qui lo stile si fa più intimo e focalizzato.

  • Luce e Colore: Neonato utilizza il colore non solo in funzione descrittiva, ma simbolica. Le scene cristologiche sono immerse in un'atmosfera che cerca di mediare tra la solennità del dogma e la vicinanza umana del Cristo, evitando facili sentimentalismi a favore di un'espressività cruda e diretta.

L'Innovazione Scultorea: Il Dialogo tra i Materiali

Il contributo di Neonato a Zoagli non si ferma alla bidimensionalità della parete. Il nuovo altare in bronzo costituisce una rottura e, al contempo, un completamento dello spazio sacro.

  • Confronto Storico: Posto davanti all'antico altare marmoreo del XVIII secolo, il bronzo di Neonato crea un contrasto materico potente. Mentre il marmo settecentesco parla il linguaggio della stasi e della sontuosità barocca, il bronzo di Neonato vibra di una luce mutevole e di una lavorazione tormentata, tipica della scultura contemporanea.

  • Significato Liturgico: Questo spostamento verso il popolo (secondo le riforme del Concilio Vaticano II) è sottolineato dalla forza espressiva del metallo, che conferisce all'altare un'aura di modernità ancestrale, quasi come fosse un elemento primordiale posto al centro del tempio.

Valutazione Critica Finale

Nicola Neonato a Zoagli compie un'operazione di sintesi stilistica. La sua capacità di passare dal pennello allo scalpello o alla fusione in bronzo gli permette di controllare l'intero apparato visivo della chiesa. Il suo stile può essere definito come un Espressionismo Sacro: non cerca la bellezza decorativa fine a se stessa, ma la forza comunicativa del messaggio religioso. I suoi "200 metri quadri di cielo" non  sono una fuga dalla realtà, ma una rappresentazione densa e complessa dell'incontro tra l'umano e il divino, rendendo la Chiesa di Sant' Ambrogio un punto di riferimento imprescindibile per lo studio dell'arte sacra novecentesca in Liguria.

Testo di Ezia Di Capua

"Tutti i testi critici e storici e l'archivio di Sala Culturale CarGià Blog sono di proprietà intellettuale di Ezia Di Capua/Sala CarGià e non possono essere riprodotti senza autorizzazione e link diretto alla fonte". Per info 348 8964150

Autor Profile  - Ezia Di Capua: Direttore Artistico, Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica. 

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mercoledì 4 febbraio 2026

San Terenzo tra ‘800 e ‘900 Prende Vita attraverso l'intelligenza artificiale - video del fotografo Eraldo Call


 video del fotografo  Eraldo Call,

 pioniere dell'intelligenza artificiale applicata alla fotografia storica.

La trasformazione di una fotografia in video tramite l'intelligenza artificiale rappresenta il superamento definitivo del concetto di "istante decisivo". Se storicamente la fotografia catturava un frammento di tempo immutabile, l'IA generativa rompe questo sigillo, permettendo all'immagine di espandersi temporalmente

EDC

domenica 25 gennaio 2026

Ezia Di Capua: Vi racconto come Puccini ha trasformato la sua povertà in La Bohème

Giacomo Puccini

Dietro le quinte di un capolavoro:

Volevo portarvi con me in un viaggio speciale tra storia e sentimenti. In attesa di incontrarci al Teatro Civico il prossimo 23 maggio, dove metteremo in scena La Bohème, ho pensato di raccontarvi come è nato questo capolavoro e cercare di capire l'uomo che l'ha scritta: Giacomo Puccini. Spero che questi aneddoti vi aiutino a entrare nel clima della soffitta parigina insieme a me.

Tutti conosciamo le note struggenti di "Che gelida manina", ma ho scoperto che quella soffitta parigina Puccini l'aveva abitata davvero. Prima di diventare il compositore celebre che tutti amiamo, Giacomo era un giovane studente con misere disponibilità economiche a Milano.

Mentre scriveva La Bohème, Puccini non stava solo componendo: stava ricordando. Nei suoi anni milanesi divideva una stanza con il fratello e l'amico Pietro Mascagni. Nel suo diario di allora raccontava di pasti saltati e di come dovesse "impegnare" il cappotto per pagare l'affitto. Questa verità biografica è ciò che cerco di sottolineare come memoria di vita vissuta.

Anche l'anima dei quattro amici — Rodolfo, Marcello, Schaunard e Colline — è nata dalla realtà. A Torre del Lago, Puccini aveva fondato il vero "Club della Bohème": tra una battuta di caccia e un bicchiere di vino in una capanna di legno, viveva con lo stesso spirito goliardico dei suoi personaggi.

Il "calvario" del libretto e lo scontro con Leoncavallo -  Mi affascina sempre pensare alla determinazione di quest'uomo. Sapevate che litigò furiosamente con Ruggero Leoncavallo? Entrambi volevano scrivere un'opera sullo stesso soggetto. Puccini fu tranchant: "Egli scriva, io scriverò. Il pubblico giudicherà". E il tempo gli ha dato ragione.

Ma la vera sfida fu con i suoi librettisti, Illica e Giacosa. Puccini era un perfezionista maniacale: li tormentò per tre anni, facendo riscrivere versi decine di volte. Voleva un linguaggio immediato, moderno, che passasse in un istante dalla gioia del Quartiere Latino al gelo della morte. Voleva che la parola fosse schiava dell'emozione, proprio come cercheremo di fare noi sul palco.

La Mimì di Puccini - Puccini non cercava eroine distanti, ma donne vere. La sua interprete ideale era Rosina Storchio, una soprano capace di sfumare le note come sospiri. Sebbene alla prima di Torino nel 1896 cantò Cesira Ferrani (di cui possiamo ancora ascoltare rare registrazioni), il Maestro cercava sempre quella fragilità che rende Mimì così umana. È a quella verità, fatta di sguardi e piccoli gesti, che guardo mentre prepariamo lo spettacolo.

Sapevate che a dirigere la prima assoluta fu un giovanissimo Arturo Toscanini? Esiste una sua registrazione del 1946 che è per me straordinariamente preziosa e, 'unico legame audio diretto con la volontà di Puccini. La registrazione di Arturo Toscanini del 1946 con la NBC Symphony Orchestra è considerata una pietra miliare assoluta, poiché Toscanini è l'unico direttore ad aver registrato quest'opera dopo averne diretto la prima assoluta (Torino, 1896). 

  • Opera Completa (Audio): Puoi trovare l'intera opera caricata in un unico video qui. Puoi ascoltare questa versione storica, che vede Licia Albanese come Mimì e Jan Peerce come Rodolfo, 

  • Testo di Ezia Di Capua Vice Presidente Associazione Coro Lirico La Spezia

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    • Broadcast Originale NBC (3 e 10 Febbraio 1946): Una versione che include i due momenti della trasmissione radiofonica originale 

Il Coro Lirico La Spezia ti aspetta al Teatro Civico per la sua 7ª produzione: la straordinaria rappresentazione de "La Bohème" di Giacomo Puccini! Vieni a emozionarti con la storia d'amore più celebre di sempre,




PERCORSO DI LETTURA


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