domenica 26 aprile 2026

EZIA DI CAPUA INTERVISTA IL M°KENTARO KITAYA - Direttore Artistico e Direttore di Coro di La Bohème - Teatro Civico della Spezia 23 maggio ore 21

M° Kentaro Kitaya Direttore Artistico e Direttore di Coro
La Bohème 23 maggio 2026 -  Teatro Civico della Spezia

 Il 23 maggio, alle ore 21:00, il Teatro Civico della Spezia accoglierà uno dei titoli più amati di Giacomo Puccini: La Bohème. L’evento, patrocinato dalla Regione Liguria, vede come figura centrale il M° Kentaro Kitaya, Direttore Artistico, Direttore di Coro e anima dell'Associazione Coro Lirico La Spezia. L'ho intervistato per farvi scoprire i segreti di questa grande produzione.

    1. M° Kentaro, anche per questa edizione hai puntato su un cast internazionale di altissimo livello. Come sono stati scelti i protagonisti e i comprimari che animano l'opera?
      «La scelta del cast è stata meticolosa. Per Mimì cercavo la delicatezza e la forza vocale di Alessandra Ivchenko, affiancata dal Rodolfo di Alessandro Fantoni. Ma ogni ruolo è fondamentale: dalla Musetta di Anastasiia Leonova ai bohémiens Paolo Ferrando (Marcello), Massimo Dolfi (Schaunard) e Paolo Breda Bulgherini (Colline). Anche i ruoli di carattere sono affidati a professionisti come Lorenzo Medicina (Benoit/Alcindoro), Stefano Marin (il Sergente dei doganieri) e Raffaele Barbato (il Doganiere). Questa coralità è ciò che rende la nostra produzione davvero speciale.»

    2. M° Kentaro, in questa produzione dirigi sia il Coro Lirico La Spezia che l'Accademia delle Voci Bianche. Che valore aggiunto portano i giovanissimi in scena?
      «Il Coro Lirico La Spezia è il mio orgoglio. Insieme abbiamo calcato il palco del Teatro Civico per sette volte e sono davvero numerose le repliche dei 13 titoli d'opera che abbiamo realizzato; siamo ormai una vera compagnia teatrale. Le voci bianche sono il futuro dell'opera. Dirigere l’Accademia del Coro Lirico La Spezia in Bohème porta quella vivacità necessaria per il secondo atto al Cafè Momus. Lavorare con loro significa trasmettere la passione per il bel canto e assicurare che la tradizione continui a vivere nelle nuove generazioni spezzine.»

    3. M° Kentaro, da oltre dieci anni sono curatrice dei progetti del Coro Lirico La Spezia e tra noi si è consolidata una profonda sintonia intellettuale e artistica. In veste di fondatore dell'Associazione e oggi di Direttore Artistico per questa "Bohème", qual è la sfida più grande nel coordinare una macchina così complessa?
      «La sfida principale è l'equilibrio tra la visione artistica e la realtà produttiva. Come Direttore Artistico, il mio obiettivo è garantire che ogni elemento, dalle scenografie , in questo caso di Orfeo In Scena ai costumi del nostro laboratorio sartoriale a cura di Alice Gozzi e Marina Carteny, concorra a creare quella magia parigina che Puccini ha scritto. Coordinare tutte le maestranze richiede una visione d'insieme che parte dallo spartito e arriva al cuore del pubblico.»

    4. M° Kentaro, la parte musicale è affidata all’Orchestra Filarmonica Sestrese diretta dal M° Matteo Bariani. Com'è nata questa collaborazione?
      «L’Orchestra Filarmonica Sestrese rappresenta una realtà storica di assoluta eccellenza; la loro solidità tecnica e la capacità di interpretare il repertorio pucciniano sono fondamentali per sostenere una partitura così complessa. Con il M° Bariani ma anche con i maestri collaboratori, tra cui Gabriele Bologna, Francesca Mazzilli. abbiamo creato una sinergia basata sul rigore e sulla qualità esecutiva. A questo tessuto musicale si aggiunge il prezioso contributo del Corpo Musicale Giacomo Puccini di Vezzano Ligure, che sfilerà in scena arricchendo la narrazione con la propria partecipazione scenica nel secondo atto. È una collaborazione che unisce competenze diverse per offrire uno spettacolo di altissimo profilo culturale.»

    5. M° Kentaro, la regia è firmata da Stefania Giorgia Butti, che ha parlato di una "Bohème" intesa come un "trasloco emotivo" dove gli oggetti diventano simboli. Come si sposa questa visione registica con la tua direzione artistica?
      «È una sintonia totale. Stefania, con il suo passato da soprano, porta una consapevolezza che aiuta gli interpreti a essere "veri". La sua idea di personaggi come pennellate di un quadro impressionista e l'attenzione a oggetti iconici trasforma la scena in un luogo dell'anima. Insieme abbiamo lavorato affinché il rigore della partitura pucciniana supporti questo racconto profondamente umano.»

    6. M° Kentaro, hai una carriera intensa che spazia dal canto alla direzione. Quali sono le tappe della tua attività direttoriale che porti nel cuore?
      «La direzione è un'estensione naturale del mio essere musicista. Ho diretto numerosi titoli, tra cui molteplici edizioni di Cavalleria Rusticana a Lucca, Pisa, Varese Ligure e anche in Giappone, al Teatro Fenice di Sakai e Osaka, nell'ambito del progetto internazionale che hai curato tu stessa, Ezia. Fondamentali sono state anche le produzioni di Suor Angelica, Gianni Schicchi e La Serva Padrona.»

    7. M° Kentaro, anche l'immagine gioca un ruolo chiave: in locandina l'opera di Ezia Di Capua intitolata "Mimì". Quanto conta l'estetica in un progetto così vasto?
      «Moltissimo. L'opera lirica è un'arte totale e la tua visione Ezia, come curatrice dal 2013 è stata il collante fondamentale. Hai dato un’identità visiva potente a questa produzione. In questa locandina, la tua opera "Mimì" sintetizza l'anima fragile del titolo pucciniano. Il dettaglio del ricamo tra le mani diventa una metafora della cura artistica e della precarietà della vita, preparando lo spettatore all'emozione pura.»

    8. M° Kentaro, un evento di questo calibro richiede supporto. Chi vorresti ringraziare per aver reso possibile il ritorno di "Bohème" al Civico?
      «Il sostegno istituzionale è vitale: ringraziamo la Regione Liguria e il Comune della Spezia. Un ringraziamento speciale va ai partner privati, in particolare agli sponsor principali Enel e Conad di via Maralunga nella persona della Presidente Rita Corbani. Il loro contributo è un segno di vicinanza alla cultura e alla nostra città.»

    9. M° Kentaro, guardando al futuro, sappiamo che la tua vita è completamente dedicata alla musica. C'è un sogno che stai coltivando con grande studio e dedizione?
      «Sì, ed è un sogno che nutro con lo studio quotidiano. Mi piacerebbe vedere La Spezia ospitare un teatro elisabettiano in legno, un centro internazionale per l'opera. Ma il traguardo più intimo è trovarmi sul podio a dirigere le grandi pagine della lirica mondiale. Ogni mio respiro è per la musica; sto lavorando duramente perché quel podio diventi la mia casa definitiva, l'approdo di una vita consacrata all'arte.»

    10. M° Kentaro, un invito finale al pubblico spezzino per il 23 maggio?
      «Vi aspetto al Teatro Civico alle 21:00 per un evento di altissimo profilo artistico, ma soprattutto per un grande gesto di solidarietà. Questa serata è infatti a favore del Centro Antiviolenza Irene, Partecipare significa unire l'amore per la bellezza di Puccini alla concretezza di un aiuto benefico. Sarà un'opera straordinaria nell'unione della musica e del cuore: non mancate.»

Testo di Ezia Di Capua – Vice Presidente Ass.ne Coro Lirico La Spezia

Intervista concessa in esclusiva a Ezia Di Capua per Sala CarGia' - ogni diritto è riservato.

Profilo dell'Artista:
M° KENTARO KITAYA - Direttore di Coro Tenore e Direttore Artistico

Nato a Osaka (Giappone), si laurea inizialmente in geologia prima di consacrare interamente la sua vita alla musica. Si perfeziona in Italia con il M° Angelo Bertacchi, distinguendosi in prestigiosi concorsi internazionali come la "China Great Wall Competition" di Osaka. La sua carriera lo vede protagonista sui palcoscenici di tutto il mondo, da Tokyo ai palcoscenici italiani piu ambiziosi, interpretando i grandi ruoli del repertorio operistico Parallelamente all'attività di cantante, consolida una solida esperienza nella direzione di titoli quali Cavalleria Rusticana, Suor Angelica e Gianni Schicchi, calcando podi internazionali tra cui il Teatro Fenice di Sakai in Giappone. Fondatore e Presidente dell’Associazione Coro Lirico La Spezia, ricopre in questa settima Produzione Teatrale Lirica al Teatro Civico della Spezia il ruolo di Direttore Artistico, Direttore di Coro e Direttore dell'Accademia Voci Bianche del Coro Lirico La Spezia, dedicando la propria visione artistica alla crescita culturale della città e alla formazione delle nuove generazioni.

M° Kentaro Kitaya  - DIREZIONE DI OPERE LIRICHE

“Cavalleria Rusticana” di P.Mascagni (La Spezia – Teatro Palmaria 01 ottobre 2016 )

“Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni – Teatro Piccolo Fabiano Basso La Spezia 24 settembre 2017

“Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni – Palazzo Pfanner – Lucca 2017

“Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni Borgo Colleoli Pisa 14 luglio 2018

“Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni ( Carpineti RE 23 Agosto 2018 )

“Suor Angelica” di G. Puccini (La Spezia 15 dicembre 2018) – 23 dicembre Lucca Teatro San Girolamo)

“Suor Angelica” di G. Puccini - Lucca 23 dicembre - Teatro San Girolamo)

“Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni - Varese Ligure 03 agosto 2019

“Cavalleria Rusticana” di P. Mascagni - San Cassiano Cascina Pisa 07 agosto 2019

“La Serva Padrona” di Giovan Battista Pergolesi - San Cassiano Cascina Pisa 2019


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TEATRO CIVICO DELLA SPEZIA Informazioni e Biglietteria -

I biglietti per lo spettacolo già in vendita.  presso i canali ufficiali del Teatro e VIVATICKET.

Contatti Botteghino Teatro Civico (Ingresso da Corso Cavour, 20):

  • Orari: dal lunedì al sabato ore 9:00-12:30; il mercoledì anche dalle 16:00 alle 19:00.

  • Telefono: 0187 727 521

  • Email: teatrocivico.botteghino@comune.sp.it

Autor Profile - Ezia Di Capua  Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. Pittrice, vincitrice di molti concorsi. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche e pittoriche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene dipinte per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2018 Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia - Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica e preistorica a cui sta dedicando la scrittura di un libro .







PROGETTO DI PROMOZIONE ARTISTICA 2011- 2026
a cura di Ezia Di Capua


lunedì 20 aprile 2026

"ANIMA" – spettacolo celebrativo per i vent'anni di RL Dance Studio - Riflessioni di Ezia Di Capua.


"L'arte è lo strumento più potente per creare connessioni reali."
 ANIMA, lo spettacolo celebrativo per i vent'anni di RL Dance Studio

Quando la danza diventa un abbraccio collettivo. 
Ci sono serate che restano scalfite nella memoria non solo per la bellezza estetica, ma per la forza del messaggio che riescono a trasmettere. ANIMA, lo spettacolo celebrativo per i vent'anni di RL Dance Studio, è stato esattamente questo: un’esplosione di vita, un rito collettivo che ha trasformato il Palasport Mariotti in un luogo dell'anima.

Dire che è stato "uno spettacolo di danza" sarebbe riduttivo. Le coreografie di Niccolò Di Stani sono state un capolavoro di dinamismo e precisione, capaci di dare forma visibile a emozioni invisibili. Ogni movimento dei ballerini non era solo tecnica, ma un grido di identità, un racconto di crescita e appartenenza che ha letteralmente ipnotizzato il pubblico.

Il valore aggiunto di questa produzione è stata la presenza magnetica di Paolo Ruffini. Il suo monologo si è incastonato perfettamente nella narrazione, portando quella dose di umanità, ironia e profondità a cui l'artista ci ha abituati. Ruffini ha saputo dare voce al tema centrale della serata: il bisogno autentico di essere "visti" e riconosciuti in un mondo spesso troppo veloce e distratto.

Ma il vero cuore pulsante dell'evento è stata l'energia di Monica Cidale e di tutta la famiglia della RL Dance Studio. Celebrare vent'anni in questo modo significa aver seminato bene: sul palco non c'erano solo allievi, ma persone consapevoli, unite da un linguaggio comune che va oltre il passo di danza.

ANIMA ci ha ricordato che l'arte è ancora lo strumento più potente che abbiamo per combattere la solitudine e creare connessioni reali. Uno spettacolo intenso, vibrante e profondamente umano.

In una società che spesso ci vuole invisibili, ANIMA ci ha urlato che esistere significa essere visti e ascoltati. È stata una serata indimenticabile, capace di riconciliarci con il senso più profondo dell’arte e di ricordarci che essa rimane lo strumento più potente per combattere la solitudine e creare connessioni reali. Uno spettacolo intenso, vibrante e profondamente umano, che non si è concluso con l’ultimo applauso, ma che continuerà a risuonare a lungo nel cuore di chiunque abbia avuto il privilegio di essere presente.

Testo di Ezia Di Capua -  #RLDanceStudio  

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giovedì 16 aprile 2026

La Bohème Teatro Civico della Spezia 23 maggio ore 21 – Manifesto d'autore firmato Ezia Di Capua


La storia del manifesto d’opera d’autore è un viaggio affascinante che affonda le radici in un’epoca in cui la pubblicità non era ancora un algoritmo, ma un atto creativo purissimo, capace di trasformare i muri delle città in una pinacoteca a cielo aperto. Guardando all’eredità delle Officine Grafiche Ricordi e ai maestri come Hohenstein o Metlicovitz, nel mio percorso di curatela artistica per il Coro Lirico La Spezia, ho inteso il manifesto non come sussidio informativo, ma come estensione semantica dell’opera. La locandina diventa il luogo di una "critica in immagine", dove la miniatura — mia cifra stilistica d'elezione — incontra la monumentalità del melodramma, con la ferma volontà di restituire a questo supporto la sua dignità di opera d’arte totale. Realizzare i manifesti per titoli come Il Barbiere di Siviglia o La Traviata non è stato per me un semplice esercizio di grafica, ma una ricerca di alta qualità estetica volta a creare un ponte tra lo spartito e lo sguardo dello spettatore.

In questa mia "Mimì" per La Bohème, ho voluto che il disegno diventasse soglia dell'anima, rifuggendo la freddezza del digitale per abbracciare la vibrazione del pastello, l'unico medium capace di assecondare e tracciare ogni singolo respiro della protagonista. La figura emerge con una bellezza malinconica e una delicatezza preraffaellita, dove il movimento armonioso del corpo dialoga con uno sfondo parigino appena accennato, etereo come un ricordo. La centralità dell'opera risiede nelle mani: una, colta in un gesto di estrema cura mentre regge fiori e indica il il tamburello da ricamo, dove i fiori ricamati sembrano prendere vita come simbolo di una primavera interiore che sfida il gelo del destino; l’altra, agile, gioca con il fiocco della cuffietta rosa, altro simbolo cruciale dell’opera. Proprio questa mano agile, gioca con il fiocco della cuffietta rosa, simbolo cruciale dell’opera e pegno d'amoree,  questo gesto, nella sua estrema delicatezza, parla allo spettatore della 'gelida manina' pucciniana, ma ne rivela anche il lato più autentico: quel tono squisitamente femminile e lievemente civettuolo che appartiene a Mimì. È il gioco della giovinezza che resiste al destino, una grazia innata che trasforma un semplice nastro in un atto di seduzione garbata e vitale. Ogni dettaglio, dalla precisione delle forbici da ricamo ai rocchetti di filo e all'ago, non è un mero ornamento, ma una metafora della trama stessa dell'esistenza che si consuma filo dopo filo. È una scelta di resistenza estetica che cerca la verità emotiva nel segno pittorico, offrendo al pubblico non un semplice annuncio, ma un frammento di bellezza immortale che anticipa il pianto e il riso del dramma.

© Opera manifesto e testi a cura di Ezia Di Capua – Tutti i diritti riservati.


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