martedì 17 marzo 2026

Ezia Di Capua intervista Anastasiia Leonova - (Musetta) per la nuova produzione di "La Bohème" del Coro Lirico La Spezia"

Anastasiia Leonova - soprano

LE INTERVISTE DIETRO AL SIPARIO a cura di Ezia Di Capua

Ezia Di Capua intervista Anastasiia Leonova - Musetta. per la nuova produzione di La Bohème del Coro Lirico La Spezia"

Il prossimo 23 maggio, il palcoscenico del Teatro Civico della Spezia tornerà a vibrare con le passioni, i sogni e i tormenti parigini della Bohème di Giacomo Puccini. Si tratta di una produzione  integrale in quattro atti con orchestra firmata dall'Associazione Coro Lirico La Spezia  a dodici anni dalla memorabile messa in scena del 2014 proprio nel medesimo teatro. A rendere questa edizione ancora più speciale è la presenza di talenti internazionali, tra cui spicca Anastasiia Leonova nel ruolo di Musetta. Soprano lirico di origine russa, Anastasiia ha iniziato lo studio del pianoforte a soli cinque anni a San Pietroburgo, debuttando come solista a dodici. La sua carriera, che spazia dal repertorio barocco alla musica contemporanea, l'ha vista collaborare con maestri leggendari come Mariss Jansons e Semen Bychkov. Ma il legame con la nostra città è viscerale: è proprio qui, al Conservatorio "G. Puccini", che ha coronato i suoi studi con il massimo dei voti e la lode. La sua Musetta promette di essere un connubio perfetto tra rigore tecnico e magnetismo scenico.

L'INTERVISTA

1. Dodici anni dopo il successo del 2014, il Coro Lirico La Spezia riporta la Bohème "a casa". Qual è l'emozione di confrontarsi con questo capolavoro proprio sul palco del Civico?

Tornare a La Spezia con la Bohème è un’emozione fortissima. Il Teatro Civico è un teatro speciale per me, dove ho cantato ai tempi dello studio al Conservatorio G. Puccini e dove ho avuto l’onore di esibirmi in diverse produzioni. Portare questo capolavoro “a casa” è un modo per ringraziare la città che mi ha dato tanto e per condividere con il pubblico spezzino la magia di questa storia.

2. Una produzione integrale in quattro atti con orchestra richiede una disciplina ferrea. Come ti prepari e quali sono le sfide più grandi nel coordinare coro, solisti e musicisti per un titolo così complesso?

Prepararsi per una produzione integrale in quattro atti con l’orchestra richiede una disciplina enorme, sia a livello personale che con l’ensemble. La coordinazione tra coro, solisti e musicisti sarà sicuramente fondamentale. Le sfide più grandi penso siano legate alla complessità della partitura pucciniana che impone da un lato una grande attenzione ai dettagli e dall’altro il riuscire a trasmettere con semplicità e naturalezza un vastissimo catalogo di emozioni assai diverse tra loro.

3. Anastasiia, per te si tratta di un debutto assoluto in questa produzione storica dell'Associazione. Cosa significa per te interpretare Musetta proprio nel teatro della città che ha visto fiorire il tuo talento accademico con la lode?

Debuttare per questa produzione dell’Associazione del Coro Lirico della Spezia è, per me, un sogno che si avvera. Interpretare Musetta nel teatro cittadino è un onore immenso. Sono grata all’Associazione per avermi dato questa opportunità e sono determinata a dare il massimo per rendere omaggio a questo capolavoro. È un momento molto importante per me, sia a livello professionale che personale, e non vedo l’ora di condividerlo con il pubblico.

4. Musetta è un personaggio eclettico: brillante ma capace di estrema generosità. Data la tua esperienza che spazia dalla musica medievale a quella contemporanea, come hai lavorato sulla psicologia e sulla vocalità di questo ruolo pucciniano?

Musetta è un personaggio sicuramente affascinante, con una personalità complessa e contraddittoria. La sua brillantezza e la sua generosità la rendono un ruolo stimolante e ricco di sfumature. La mia esperienza spero mi aiuti ad approfondire la psicologia di Musetta e a sviluppare quindi una vocalità adatta al suo carattere. Sto lavorando sulla sua vivacità e sulla sua sensualità, provando a far emergere la sua energia e la sua profonda emotività.

5. La scrittura di Puccini è celebre per la sua capacità di "dipingere" i sentimenti con precisione quasi cinematografica. Dal tuo punto di vista, qual è il segreto della partitura della Bohème che continua a commuovere il pubblico dopo oltre un secolo?

Credo che il segreto della partitura della Bohème risieda nella sua capacità di evocare emozioni profonde e allo stesso tempo universali. Puccini è davvero un maestro nel dipingere i sentimenti con la musica, creando melodie e armonie che toccano il cuore dello spettatore. La Bohème racconta una storia di amore, di povertà e di amicizia, temi che oggi come allora attraggono il pubblico. La musica di Puccini è infatti, allo stesso tempo semplice e complessa, capace di esprimere una vasta gamma di emozioni con grande efficacia.

6. Spesso l’opera viene percepita come un genere d’élite, ma la Bohème racconta la vita vera: la povertà, l’amicizia, il primo amore. Che messaggio vuoi lanciare agli spezzini perché il 23 maggio il Teatro Civico sia pieno di calore e partecipazione?

La Bohème è un’opera che parla di vita vera, di esperienze comuni a tutti noi. Racconta la povertà, l’amicizia, il primo amore, sentimenti che appartengono a ciascuno di noi. Vorrei invitare gli spezzini a venire al Teatro Civico il 23 maggio perché possano vivere insieme a noi questa splendida e triste storia e condividere con noi questa straordinaria musica. La Bohème è un’opera per tutti, un’opera che unisce e commuove, e sono sicura che il 23 maggio tutti gli artisti coinvolti regaleranno grandi emozioni.

  1. Hai "sassolino nella scarpa"

    Non è proprio un sassolino nella scarpa ma un desiderio: trasmettere al pubblico il personaggio di Musetta senza fraintendimenti o dubbi, avvicinandomi quanto più possibile al dettami di Puccini, desiderio che ora vale per Musetta ma che in generale provo ogni volta che devo interpretare un ruolo, ed in particolar modo per un debutto.


Testo di Ezia Di Capua – Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia

Intervista concessa in esclusiva a Ezia Di Capua per Sala CarGia' Galleria d'arte per la pubblicazione integrale nel BLOG © Sala CarGià Blog http://salacargia.blogspot.com, e parziale pubblicazione su quotidiani online e organi di stampa - ogni diritto è riservato.

PROFILO DELL'ARTISTA: ANASTASIIA LEONOVA (MUSETTA)

Anastasiia Leonova è un soprano lirico con oltre quindici anni di esperienza internazionale. Nata a San Pietroburgo, inizia il suo viaggio musicale a soli cinque anni studiando pianoforte. A dodici anni debutta già come solista con il Coro di bambini della Radio e TV di San Pietroburgo sotto la guida del M° Stanislav Gribkov. La sua formazione d’eccellenza prosegue al Conservatorio Statale Rimskij-Korsakov di San Pietroburgo e si completa in Italia presso il Conservatorio "G. Puccini" della Spezia, dove ottiene il diploma accademico con il massimo dei voti e la lode sotto la guida della M° Elena Bakanova. Il suo repertorio è straordinariamente versatile: spazia dai canti medievali alla musica contemporanea, passando per il barocco (Charpentier, Vivaldi, Bach) e il grande operismo (Mozart, Rossini, Čaikovskij). Ha calcato palcoscenici prestigiosi come la Filarmonica di San Pietroburgo, il Teatro dell'Ermitage e ha collaborato con direttori di fama mondiale del calibro di Mariss Jansons e Semen Bychkov. Vincitrice del 2° premio assoluto al "1° Concorso Internazionale Città di Sarzana" (2017), Anastasiia è oggi un'artista poliedrica che alterna l'attività operistica a quella cameristica e concertistica tra l'Italia e l'estero.

INFO E BIGLIETTERIA

  • Opera: La Bohème di G. Puccini (Integrale - 4 Atti)

  • Produzione: Associazione Coro Lirico La Spezia

  • Patrocini: Regione Liguria, Comune della Spezia

  • Dove: Teatro Civico della Spezia

  • Quando: 23 Maggio 2026

  • Biglietti: Disponibili presso il Botteghino del Teatro o sui circuiti online autorizzati.


Informazioni e Biglietteria

L'appuntamento con la poesia di Puccini è per il 23 maggio al Teatro Civico della Spezia.

Nota Bene: I biglietti per lo spettacolo non sono ancora in vendita. Sarà possibile acquistarli prossimamente presso i canali ufficiali del Teatro.

Contatti Botteghino Teatro Civico . Ingresso da Corso Cavour, 20

  • Orari: dal lunedì al sabato ore 9:00-12:30; il mercoledì anche dalle 16:00 alle 19:00.

  • Telefono: 0187 727 521

  • Email: teatrocivico.botteghino@comune.sp.it

Online (prossimamente): biglietti.teatrocivico.it

LE INTERVISTE DIETRO AL SIPARIO a cura di Ezia Di Capua

Autor Profile - Ezia Di Capua  Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. Pittrice, vincitrice di molti concorsi. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche e pittoriche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene dipinte per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2018 Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia - Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica e preistorica a cui sta dedicando la scrittura di un libro .

PROMOZIONE D'ARTE CULTURA E SPETTACOLO 2011 - 2026
a cura di Ezia Di Capua




lunedì 16 marzo 2026

Andrea Benedetto: Opera "PAGINE di DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio - La Scrittura del Silenzio Recensione di Ezia Di Capua

Opera di Andrea Benedetto
"PAGINE di DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio



Andrea Benedetto: Opera "PAGINE DI DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio
 La Scrittura del Silenzio -  Recensione di Ezia Di Capua
In quest'opera di Andrea Benedetto, il dialogo tra materia ed essenza si fa ancora più serrato, quasi a voler fermare il tempo in un fermo immagine dell’anima. Se nelle tappe fondamentali del suo percorso — dalla ricerca di “Oltre il Visibile” (2016) alla profonda indagine di “Brandelli di vissuto” (2017) — l’artista ha saputo trasmutare il materiale povero in nobile riflessione, qui approda a una sintesi suprema: il contrasto tra la gravità della materia oscura e l’eterea verticalità di una piuma che svetta verso l’alto.
La struttura scura, che ricorda un drappo irrigidito o una pagina di pietra, rappresenta quel "vissuto" denso e opaco di cui Benedetto è maestro. È una materia che, come già evidenziato in passato, si fa "veicolo della memoria" e custode di una caducità che non è fine, ma testimonianza. Ad essa si contrappone la piuma, di un candore quasi argenteo: non solo simbolo di volo, ma vero strumento di scrittura. È il gesto scultoreo che si fa parola silenziosa, una narrazione che non ha bisogno di suoni per colpire il profondo. E' scrittura del silenzio.
L’artista scardina ancora una volta la sintassi delle forme. La base circolare nera agisce come un vuoto cosmico, richiamando quel "caos" necessario alla creazione di cui parlavamo a Novalesa. È un abisso generativo da cui emerge la creazione, sottolineando una visione consapevole e lucidamente malinconica. In queste “PAGINE DI DIARIO – L’Alba di un Nuovo inizio”, l'azione di Benedetto diventa meditazione pura. Il relitto di memoria cerca, attraverso la verticalità della piuma, una via di fuga o una forma di redenzione.
È un’opera che confessa la fragilità dell’esistere con estremo coraggio. Andrea Benedetto non modella solo la materia: scolpisce l’attesa, l’ombra e, infine, quella flebile ma tenace traccia che ogni vita lascia nel mondo.
Testo di Ezia Di Capua - Direttrice di Sala CarGià - Galleria d'Arte
Questi testi sono fondamentali perché tracciano l'evoluzione dello scultore dal 2016 ad oggi e  creano un ponte narrativo importante:
  • Agosto 2016 – "Oltre il Visibile": In questa recensione presentavo l'opera "Ritorno all'origine", donata poi alla Sala CarGià, dove già emergeva il tema della scultura come "veicolo della memoria". https://salacargia.blogspot.com/2016/08/sala-cargia-ufficializzazione-della.html
  • Marzo 2017 – "Brandelli di Vissuto": In questo testo critico citavo Nietzsche e il concetto di "caos generativo", un elemento che oggi ritroviamo evoluto nel "vuoto cosmico" di Pagine di Diario.

Autor Profile - Ezia Di Capua  Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte. Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. Pittrice, vincitrice di molti concorsi. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche e pittoriche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene dipinte per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2018 Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia - Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica e preistorica a cui sta dedicando la scrittura di un libro .


PROMOZIONE D'ARTE,CULTURA E SPETTACOLO
2011-2026
a cura di Ezia Di Capua


domenica 15 marzo 2026

Ezia Di Capua intervista Alexandra Ivchenko (Mimì) nella nuova produzione di "La Bohème" del Coro Lirico La Spezia

Alexandra Ivchenko - soprano

LE INTERVISTE DIETRO AL SIPARIO a cura di Ezia Di Capua

Il prossimo 23 maggio, il sipario del Teatro Civico della Spezia si alzerà su uno dei capolavori più amati di Giacomo Puccini: La Bohème. L’evento è firmato dall’Associazione Coro Lirico La Spezia, una realtà che in poco più di dieci anni è evoluta da coro territoriale a dinamica compagnia d’opera di rilievo nazionale. Protagonista nel ruolo di Mimì sarà il soprano Alexandra Ivchenko. Con una solida formazione internazionale iniziata a Mosca e perfezionata nei Conservatori di Genova e Alessandria, Alexandra porta in scena un bagaglio artistico d'eccellenza. L'ho intervistata per farci raccontare come si sta preparando a questo atteso debutto spezzino.


L'Intervista

  1. Alexandra, il 23 maggio alle ore 21,00 sarai alla Spezia al Teatro Civico con l'Associazione Coro Lirico. Sarai Mimì. Come sarà lavorare con questa realtà che oggi opera come una vera e propria compagnia teatrale d'opera altamente efficiente?

Lavorare con l’Associazione Coro Lirico sarà un’esperienza molto stimolante e interessante, anche perché sarà per me la prima collaborazione con loro. Oggi l’associazione non è soltanto un coro, ma una vera compagnia d’opera capace di affrontare produzioni complete con grande professionalità e passione: lavorano con grande dedizione, dal coro ai solisti, fino alla parte organizzativa, non solo in Italia ma anche all’estero.. Riescono a creare un clima artistico molto vivo, dove la musica e il teatro diventano davvero un lavoro di squadra.

  1. La tua carriera è iniziata a Mosca per poi consolidarsi in Italia. In che modo la tua anima russa e la scuola del Bel Canto italiano si fondono nella tua interpretazione di Mimì?

La mia formazione russa, anche se breve, mi ha dato una forte attenzione alla profondità emotiva e alla ricerca della verità psicologica del personaggio. La scuola italiana, invece, mi ha insegnato l’eleganza della linea vocale, il fraseggio e il rispetto assoluto della parola cantata. In Mimì queste due anime si incontrano: da un lato la delicatezza e la purezza del canto pucciniano, dall’altro una dimensione emotiva molto intensa che sento particolarmente vicina alla mia cultura d’origine.

  1. Puccini è noto per una scrittura musicale che scava nell'anima. Dal punto di vista tecnico ed espressivo, qual è secondo te il valore più grande della sua scrittura per la voce di soprano? Puccini ha una straordinaria capacità di scrivere per la voce come se conoscesse ogni respiro dell’interprete. La sua musica richiede un grande controllo tecnico, perché la linea vocale deve rimanere naturale e fluida anche nei momenti di forte emozione. Allo stesso tempo, però, offre al soprano una gamma espressiva immensa. Ogni frase porta con sé un’infinità di sentimenti, e il cantante deve trovare il modo di farli vivere senza perdere la purezza del suono.

4. Mimì è un personaggio dalle mille sfaccettature. Qual è la tua idea interpretativa per questa produzione? Vedremo una Mimì più fragile e sognatrice o una donna consapevole del proprio destino?

Credo che Mimì sia entrambe le cose. All’inizio appare come una ragazza timida, quasi fragile, con una sensibilità molto poetica. Ma nel corso dell’opera emerge anche una grande dignità e una consapevolezza profonda della propria condizione. Nella mia interpretazione cercherò proprio questo equilibrio: la dolcezza e il sogno, ma anche la forza di una donna che affronta il proprio destino con grande umiltà.

  1. Hai interpretato molti ruoli iconici, da Violetta a Suor Angelica. Cosa rende la Mimì di Puccini così speciale per te e come è cambiato il tuo modo di interpretarla nel tempo?

Mimì è un personaggio che sento crescere insieme a me. In conservatorio ho basato la mia tesi proprio sul personaggio di Mimi. Quando l’ho interpretata per la prima volta ero colpita soprattutto dalla sua fragilità e dalla sua dolcezza. Con il tempo, però, ho iniziato a scoprire aspetti più profondi del suo carattere: la sua dignità, la sua sensibilità e il modo così puro e sincero con cui ama. Ogni volta che torno a Mimì sento di capirla un po’ di più, e forse è proprio questa verità così semplice e umana che continua a emozionare il pubblico di ogni epoca.

6. Oltre che soprano, sei Presidente dell'Associazione StartArt per i giovani talenti. Questa tua veste di "organizzatrice" influenza il modo in cui affronti una produzione complessa come questa?

Sì, assolutamente. Essere Presidente di StartArt APS mi ha insegnato quanto lavoro, passione e dedizione ci siano dietro ogni produzione. Questo mi fa entrare in scena con una consapevolezza diversa: non penso solo al mio ruolo, ma al lavoro di tutti gli artisti, dei tecnici e del team che rendono possibile lo spettacolo perché so quanto sia difficile organizzare il tutto. Credo che questo approccio mi aiuti a dare il massimo sul palco e a sentire ancora più forte il valore del lavoro di squadra.

  1. La Bohème parla di giovinezza, sogni e fragilità. Perché il pubblico spezzino non dovrebbe perdersi questo appuntamento al Teatro Civico?

La Bohème è senza dubbio una delle opere più emozionanti mai scritte, e continua a parlare al pubblico di ogni generazione. Racconta storie universali di amore, amicizia, sogni e della fragilità della vita, temi che riescono a toccare profondamente chi ascolta. La forza di Puccini sta nel riuscire a unire una scrittura musicale straordinaria con una dimensione emotiva immediata: ogni frase, ogni melodia trasmette sentimenti autentici. Viverla dal vivo in teatro, accompagnati dalla magia dell’orchestra e dalle voci degli interpreti, crea un’esperienza intensa e coinvolgente che resta nella memoria dello spettatore anche dopo il calare del sipario.

8.Hai un sassolino nella scarpa?

Più che un sassolino nella scarpa, ho un sogno che porto sempre con me: poter salire ogni giorno sul palco e dare vita a storie che emozionano. Ogni ruolo è un viaggio dentro le emozioni, un’opportunità per raccontare verità e bellezza attraverso la musica e il teatro. Portarlo in scena davanti al pubblico, vedere le loro reazioni e sentire che ciò che proviamo insieme resta nel cuore, è ciò che mi rende davvero felice e dà senso a tutto il mio lavoro artistico.

Testo di Ezia Di Capua – Vice Presidente Ass.ne Coro Lirico La Spezia

Intervista concessa in esclusiva a Ezia Di Capua per Sala CarGia' Galleria d'arte per la pubblicazione integrale nel BLOG © Sala CarGià Blog http://salacargia.blogspot.com, e parziale pubblicazione su quotidiani online e organi di stampa - ogni diritto è riservato.

Profilo dell'Artista: Alexandra Ivchenko Nata a Mosca, inizia gli studi all’Accademia di Arte Corale “V. Popov”. In Italia consegue i diplomi accademici presso i Conservatori N. Paganini” di Genova e A. Vivaldi” di Alessandria, perfezionandosi poi con la celebre Patrizia Ciofi alla Scuola di Musica di Fiesole. Vincitrice di numerosi concorsi, vanta un vasto repertorio che spazia da Verdi (Violetta) a Mozart (Contessa, Donna Elvira), fino a Puccini e Rossini. Si è esibita in prestigiosi palcoscenici tra cui il Gran Teatro Puccini di Torre del Lago, l'Arena del Mare di Genova e l'Ecoteatro di Milano. È inoltre attivamente impegnata nella promozione musicale come Presidente dell’Associazione StartArt.


Informazioni e Biglietteria - L'appuntamento con la poesia di Puccini è per il 23 maggio alle ore 21,00 al Teatro Civico della SpeziaNota Bene: I biglietti per lo spettacolo non sono ancora in vendita. Sarà possibile acquistarli prossimamente presso i canali ufficiali del Teatro.

Contatti Botteghino Teatro Civico (Ingresso da Corso Cavour, 20):

  • Orari: dal lunedì al sabato ore 9:00-12:30; il mercoledì anche dalle 16:00 alle 19:00.

  • Telefono: 0187 727 521

  • Email: teatrocivico.botteghino@comune.sp.it

Online (prossimamente): biglietti.teatrocivico.it

Autor Profile - Ezia Di Capua  Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. Pittrice, vincitrice di molti concorsi. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche e pittoriche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene dipinte per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2018 Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia - Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica e preistorica a cui sta dedicando la scrittura di un libro .

PROMOZIONE D'ARTE CULTURA E SPETTACOLO  2011-2026
a cura di Ezia Di Capua 

PERCORSO DI LETTURA:


venerdì 13 marzo 2026

CORO LIRICO LA SPEZIA: Verso La Bohème del 23 maggio al Teatro Civico FOCUS: Musetta: Il Temporale Perfetto di Puccini - di Ezia Di Capua


 FOCUS:  Musetta: Il Temporale Perfetto di Puccini a cura di Ezia Di Capua 
Se Mimì è il chiarore lunare che svanisce, Musetta è il fulmine che squarcia il Quartiere Latino. Puccini non le regala solo arie, ma le cuce addosso una vera e propria scenografia sonora.

Il Valzer come Strategia Militare Non lasciatevi ingannare dalla grazia di "Quando me'n vo'". Quel tempo di 3/4 non è un invito al ballo, è un'occupazione dello spazio. Puccini usa il ritmo del valzer come un pendolo psicologico: rallenta (i celebri ritenuti) per costringere tutti a guardarla, poi accelera improvvisamente per tormentare Marcello. La melodia non sale solo verso l'acuto, ma verso l'ostentazione. È una scrittura "muscolare" travestita da leggerezza.

Il Soprano "Camaleonte" Puccini esige da Musetta una versatilità rara. Nel secondo quadro chiede un soprano capace di tagliare l'orchestra con la brillantezza del diamante (voce lirico-leggera), ma è nel quarto atto che avviene il miracolo drammaturgico. Qui, la scrittura si spoglia. Quando Musetta prega per Mimì o vende i suoi orecchini, Puccini abbandona i fronzoli e passa a un verismo nudo. La voce si fa quasi parlata, l'orchestrazione diventa essenziale, quasi sacrale. Musetta smette di "recitare" la civetta per diventare l'anima pratica e generosa della soffitta.

Consigli d'Ascolto: Oltre le Note

Riferimenti di Ascolto Selezionati

Per apprezzare questa fusione tra scrittura e personaggio, ecco secondo me, i migliori punti di riferimento su YouTube:

  1. L'Interpretazione IconicaMaria Callas - "Quando me'n vo'" (1958). Una lezione di stile su come usare le doppie consonanti e il fraseggio per enfatizzare il "gusto" della seduzione.

  2. La Presenza ScenicaAnna Netrebko al Metropolitan. Ideale per vedere come la fisicità moderna sposi perfettamente la scrittura spumeggiante di Puccini.

  1. Il Contrasto DrammaticoRenata Tebaldi in "C'è Mimì". Questo estratto del IV Atto mostra la trasformazione vocale e umana di Musetta nel momento della tragedia.

         PROMOZIONE ARTISTICA 2011-2026 a cura di Ezia Di Capua          

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