domenica 6 settembre 2026

EZIA DI CAPUA: Riflessioni a margine di “NATO RE MAGIO” di RENATO MAMBOR e PATRIZIA SPECIALE - Ed. Maretti


Leggere NATO RE MAGIO non equivale semplicemente a sfogliare una testimonianza autobiografica o un diario intimo artistico; è un’esperienza immersiva dentro l’officina concettuale di una delle figure più radicali, poliedriche e inclassificabili del secondo Novecento italiano. Ricevere questo volume direttamente dalle mani di Patrizia Speciale ha aggiunto per me, al testo una vibrazione emotiva e una densità di senso particolari. Nettamente si percepisce, tra le righe, la custodia di una memoria viva, e la fiamma intellettuale che continua a proiettare luce sul panorama dell'arte contemporanea.

Il contesto storico-artistico: oltre la Pop Art. Per comprendere la portata dell'opera e della riflessione di Renato Mambor, occorre ricollocarlo nel terreno fertilissimo della Roma dei primi anni Sessanta. Insieme ai compagni di strada della Scuola di Piazza del Popolo, Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Cesare Tacchi, Mambor scardina i canoni dell'Informale, allora imperante. Tuttavia, mentre la Pop Art americana celebra o decontestualizza il feticcio del consumo, la ricerca di Mambor si muove su un asse sottilmente diverso: filosofico, percettivo, quasi metafisico. I suoi celebri Timbri, i Cartelli, i profilati, gli Uomini statistici e i segnali stradali non sono meri oggetti d'uso o icone mediatiche, ma elementi di un alfabeto visivo teso a misurare il rapporto tra l'uomo e lo spazio, tra la presenza e l'assenza. Mambor depura la pittura da ogni effusione lirica per restituirle una funzione strutturale: la pittura come dispositivo per imparare a osservare la realtà.

I percorsi espositivi: dall'Italia al panorama internazionale. La traiettoria artistica di Mambor, ben delineata nelle scansioni del libro, ne attesta la statura internazionale. Dalle storiche prime uscite romane (come la collettiva alla Galleria La Tartaruga nel 1960, che segnò un punto di svolta) fino alla partecipazione alle grandi rassegne nazionali come le diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma, il suo lavoro ha saputo imporsi per coerenza e visione. A livello internazionale, le sue opere hanno attraversato le gallerie e i musei delle grandi capitali europee e americane — da Parigi a Berlino, fino a New York — dimostrando come il suo linguaggio, apparentemente freddo e iconico, contenesse in realtà un'universalità percettiva capace di dialogare con le correnti Concettuali e Minimaliste mondiali, pur mantenendo un'inconfondibile matrice italiana legata al rigore formale e alla memoria visiva.

Tra pittura, cinema e teatro: il corpo come strumento. Un aspetto imprescindibile che Nato re magio mette in luce è la naturale fluidità con cui Mambor ha travalicato i confini disciplinari. Negli anni Sessanta e Settanta, la sua presenza nel cinema (con partecipazioni iconiche come quella ne La dolce vita di Federico Fellini) e soprattutto il suo impegno nel teatro d'avanguardia con il Gruppo Trousse non rappresentano "deviazioni" dalla pittura, bensì il suo naturale prolungamento. Nel lavoro di regista e attore teatrale, Mambor applica le medesime categorie della sua ricerca visiva: il corpo diventa figura, sagoma, misura del luogo; la scena si fa tela tridimensionale. Il teatro è per Mambor lo spazio della relazione diretta, l'esperienza viva in cui l'osservatore smette di essere spettatore passivo e diventa parte integrante dell'opera.

La pittura come centro di gravità. Eppure, nonostante le sperimentazioni performative e sceniche, il focus di Renato Mambor è sempre rimasto indissolubilmente legato all'atto pittorico. Come emerge con forza dal testo, la pittura per Mambor non è mai stata semplice stesura di colore, ma un'esplorazione cognitiva.Tornare alla superficie dipinta, fondamentale nel ciclo degli Evidenziatori così come nelle sue ricerche successive, significa riaffermare il valore della linea e della campitura come gesti di consapevolezza. La sua pittura è un esercizio di pulizia visiva, un modo per estrarre la forma dal caos del mondo. La sagoma umana mamboriana, mai individualizzata ma sempre universale, resta uno dei simboli più potenti dell'arte del nostro tempo: l'uomo che sta nel quadro, che osserva il quadro e che, infine, si fa quadro.

I percorsi espositivi: dall'Italia al panorama internazionale La traiettoria artistica di Mambor, ben delineata nelle scansioni del libro, ne attesta la statura internazionale. Dalle storiche prime uscite romane (come la collettiva alla Galleria La Tartaruga nel 1960 che segnò un punto di svolta) fino alla partecipazione alle grandi rassegne nazionali come le diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma, il suo lavoro ha saputo imporsi per coerenza e visione. A livello internazionale, le sue opere hanno attraversato le gallerie e i musei delle grandi capitali europee e americane — da Parigi a Berlino, fino a New York — dimostrando come il suo linguaggio, apparentemente freddo e iconico, contenesse in realtà un'universalità percettiva capace di dialogare con le correnti Concettuali e Minimaliste mondiali, pur mantenendo un'inconfondibile matrice italiana legata al rigore formale e alla memoria visiva.

Tra pittura, cinema e teatro: il corpo come strumento. Un aspetto imprescindibile che NATO RE MAGIO mette in luce è la naturale fluidità con cui Mambor ha travalicato i confini disciplinari. Negli anni Sessanta e Settanta, la sua presenza nel cinema con partecipazioni iconiche come quella ne La dolce vita di Federico Fellini e, soprattutto il suo impegno nel teatro d'avanguardia con il Gruppo Trousse non rappresentano "deviazioni" dalla pittura, bensì il suo naturale prolungamento. Nel lavoro di regista e attore teatrale, Mambor applica le medesime categorie della sua ricerca visiva: il corpo diventa figura, sagoma, misura del luogo; la scena si fa tela tridimensionale. Il teatro è per Mambor lo spazio della relazione diretta, l'esperienza viva in cui l'osservatore smette di essere spettatore passivo e diventa parte integrante dell'opera.

Il sodalizio con Patrizia Speciale: l'arte come opera a due voci.  Al centro di questo universo concettuale ed estetico vi è l'incontro e la vita vissuta con Patrizia Speciale. Il loro non è stato soltanto un unione affettiva di rara intensità, ma un vero e proprio sodalizio intellettuale e creativo. Patrizia non è stata unicamente la compagna di vita o la Musa ispiratrice: è stata complice, attrice, presenza costante nel lavoro teatrale e nella vita dello studio, specchio critico e custode attenta di ogni intuizione. In NATO RE MAGIO, il racconto del loro amore si intreccia indissolubilmente con la genesi delle opere. È un’alleanza profonda in cui la vita privata e la ricerca  artistica si fondono senza soluzione di continuità. La dedizione e la sensibilità con cui Patrizia ha condiviso la traiettoria di Renato si avvertono in ogni pagina, restituendoci l'immagine di un Mambor uomo-artista completo, la cui opera ha potuto nutrirsi di una complicità affettiva e culturale quotidiana.

In conclusione. NATO RE MAGIO si conferma una lettura fondamentale per chiunque voglia comprendere fino in fondo le radici e gli approdi dell'avanguardia italiana. Renato Mambor ci lascia in eredità una lezione imprescindibile: l'arte non serve a decorare il mondo, ma a svegliare la coscienza di chi lo guarda. Una lezione che, grazie alla testimonianza di Patrizia Speciale, continua oggi a parlare con la stessa intatta, straordinaria nitidezza.

Ezia Di Capua

San Terenzo di Lerici, Settembre 2026


Ezia Di Capua è critico d’arti visive, curatrice di arte contemporanea e operatore culturale. Dal 2010 è ideatrice , direttrice e curatrice di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo e fondatrice del Sala CarGià Blog, su cui cura le apprezzate rubriche "Interviste dietro al cavalletto" e "Interviste dietro al sipario". Per il suo straordinario e costante contributo alla diffusione dell'arte nel Golfo dei Poeti, il Sindaco di Lerici le ha conferito importanti riconoscimenti istituzionali, tra cui un premio di merito nel 2020 e la Benemerenza civica nel 2026. La sua attività unisce le arti pittoriche, plastiche e la saggistica alla passione per il teatro d'opera: Vicepresidente dell'Associazione Coro Lirico La Spezia, affianca alla carriera di cantante (soprano) quella di scenografa teatrale e critica operistica, curando anche progetti internazionali tra Italia e Giappone. Ricercatrice indipendente ed esperta di semiologia, sta attualmente lavorando a un saggio sulle incisioni rupestri e sul genio loci dell'Appennino Tosco-Emiliano.

PROGETTO DI PROMOZIONE D'ARTE CULTURA E SPETTACOLO
a cura di Ezia Di Capua
2011-2026


martedì 1 settembre 2026

LA NAZIONE : L'ARTE INVADE FILATTIERA - ESTEMPORANEA DI PITTURA - GUATTERI AL PRIMO POSTO - Riflessioni di Ezia Di Capua

LA NAZIONE 01/9/2026

 In qualità di Presidente di Giuria della quinta edizione dell'Estemporanea di Pittura di Filattiera, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine e ammirazione a tutti gli artisti che hanno  trasformare il borgo in un laboratorio d'arte riempiendo ogni angolo di colori, suggestioni ed energia creativa.

Valutare le tante opere in gara è stato un compito tanto stimolante quanto complesso per tutta la giuria, proprio per via dell'elevato livello tecnico e della grande qualità espressiva dimostrata da ogni singolo partecipante. Un plauso sincero e sentito va naturalmente ai vincitori sul podio:

  • Claudio Guatteri (1° Classificato), che ha conquistato la giuria con un’opera di rara maestria e potenza espressiva;

  • Gianni Framarin (2° Classificato), capace di interpretare il tema con grande originalità e valore tecnico;

  • Andrea Balderi (3° Classificato), che ha saputo distinguersi per sensibilità dei colori.

Tuttavia, il vero successo di questa manifestazione sta nella presenza di tutti i pittori intervenuti, giunti da Parma, Pisa, La Spezia, Forte dei Marmi e dalla Lunigiana. A ciascuno di voi va il mio personale e affettuoso ringraziamento: la vostra passione, la vostra ricerca stilistica e la generosità con cui avete condiviso la vostra visione dell'arte sono state il vero cuore pulsante di questa festa.

Un vivo ringraziamento alla Sindaca del Comune di Filattiera,  alla Pro Loco, all'Associazione Kuaiko,, e a tutti i colleghi di giuria con cui è stato un vero piacere collaborare. L'arte continua a essere un fondamentale collante culturale e un valore vivo per la nostra comunità!.....al prossimo anno !!!!

Ezia Di Capua

lunedì 31 agosto 2026

L'arte che racconta la storia: gita a Borzonasca e Zoagli sulle tracce di Nicola Neonato - 10 OTTOBRE - PROGRAMMA -

Opera di Nicola Neonato - Novi Ligure

Un viaggio nel Novecento artistico e nella memoria del nostro territorio: la giornata del 10 ottobre 2026 sarà dedicata alla riscoperta di Nicola Neonato (1912-2006), figura incisiva e rigorosa del panorama pittorico e scultoreo del secolo scorso. Noto per il suo tratto scultoreo e pittorico descrittivo capace di cogliere con crudo realismo e forte senso di aderenza alla storia e al patrimonio umano e civile dell'epoca legata alla Resistenza, Neonato ha lasciato segni profondi in diversi contesti della Liguria.

L'itinerario guidato condurrà i partecipanti da Borzonasca — con la visita alla Gipsoteca e al Museo della Resistenza — fino a Zoagli, per ammirare le sue opere nella Chiesa di Sant'Ambrogio, senza tralasciare importanti tappe culturali come la Basilica dei Fieschi a Cogorno e il Parco del Tigullio. Un'occasione preziosa per approfondire la conoscenza di un artista che ha saputo fondere arte sacra, memoria civile e profonda sensibilità verso il lavoro umano.

Scheda Tecnica e Programma della Giornata

Gita culturale: "Alla scoperta di Nicola Neonato"

Data: Sabato 10 ottobre 2026

Organizzazione e Info: E. Melosci (Tel. 349 1437200)

Quota di partecipazione: Bus € 35,00 | Pranzo in fase di definizione

Programma orario

  • Ore 08:00 – Raduno partecipanti a La Spezia (Via Carlo Alberto Federici, retro Unieuro).

  • Ore 08:20 – Raduno partecipanti a San Terenzo (Parcheggio di Bagnara, zona mercato/campo da calcio).

  • Ore 08:30 – Partenza in pullman per Borzonasca.

  • Ore 10:00 – Visita guidata a Borzonasca: Gipsoteca sotto il Comune, Museo della Resistenza e, disponibilità permettendo, Chiesa Parrocchiale e Palazzo Comunale.

  • Ore 12:00 – 14:00 – Pranzo conviviale in zona Borzonasca.

  • Ore 14:00 – 14:30 – Breve sosta a Cogorno per la visita alla storica Basilica dei Fieschi.

  • Ore 15:00 – Partenza da Cogorno verso Zoagli.

  • Ore 16:00 – Visita a Zoagli della Chiesa di Sant'Ambrogio per ammirare gli affreschi e le opere di Neonato.

  • Ore 17:00 – Inizio del rientro a La Spezia. Se il tempo lo consentirà, è prevista una sosta al Parco del Tigullio per ammirare il Monumento al Lavoro Femminile, dedicato alle operaie del cotonificio Sant'Olcese.


lunedì 24 agosto 2026

LA PITTURA DI FRAMARIN IN SALA CARGIA'- Recensione di Ezia Di Capua

 

L'anima del territorio“- 

Indagine critica sul percorso artistico di Giobatta Framarin a cura di Ezia Di Capua

L'opera di Giobatta Framarin si inserisce a pieno titolo nel solco della grande tradizione figurativa ligure, distinguendosi per una cifra stilistica che coniuga sapientemente il rigore compositivo con un vibrante dinamismo cromatico. La sua pittura non è mai una mera riproduzione del reale, ma una meditata interpretazione che affonda le radici nell'osservazione puntuale del paesaggio.

Il percorso artistico di Framarin, come testimonia la presente esposizione che raccoglie lavori realizzati in anni differenti, è caratterizzato da una notevole coerenza. A partire dalle opere ancor prima degli anni Duemila fino a quelle più recenti, l'artista ha sviluppato un linguaggio personale in cui l'attenzione per la natura dei territori liguri e della Lunigiana si manifesta in una dimensione oggettiva e descrittiva, quasi narrativa. Ogni tela diventa un racconto visivo, una storia del territorio che si svela attraverso passaggi coloristici di grande maestria.

Ciò che colpisce nell'arte di Framarin è la sua capacità di mantenere una "segreta misura costruttiva". In un'epoca in cui il colore spesso prevale sulla forma, l'artista non smarrisce mai le coordinate delle architetture, delle proporzioni e delle prospettive. Pregevole è la sua lente di ingrandimento che si posa su mura, torri, portali di costruzioni storiche, quasi a definirne il metodo di costruzione, a fermarne nel tempo la bellezza intrinseca e la memoria.

Nelle opere dedicate specificamente al "Golfo dei Poeti", il colore è il saggio protagonista, capace di interpretare le luci e le ombre che scolpiscono il paesaggio. Che si tratti della tecnica a olio o acrilico su tele preparate, Framarin si abbandona al piacere della pennellata, densa e materica, che vibra sotto lo sguardo dell'osservatore. Questa mostra celebra la bellezza, l'energia e la natura di un territorio amato, offrendo al pubblico una sinfonia visiva che cattura lo sguardo e ispira alla poesia. L'evoluzione artistica di Framarin, saldamente ancorata al figurativo, è la dimostrazione che si può essere innovativi pur restando fedeli alla realtà, a patto di saperla guardare con occhi attenti e un cuore sensibile.

Testo di Ezia Di Capua – Curatrice della Mostra e Direttrice di Sala CarGià


IL VERNISSAGE







Autor Profile . Ezia Di Capua Miniaturista, Pittrice, illustratrice, scrittrice, critico di arti visive. Scenografa teatrale. Operatore culturale, Storica dell'arte e critica, Curatrice di arte contemporanea e Gallerista

Art Blogger: ideatrice di © Sala CarGià Blog http://salacargia.blogspot.com, sito web vetrina di arte, cultura e spettacolo.

Direttrice e curatrice di Sala CarGia' – Galleria d'arte - spazio espositivo a San Terenzo. Operatore culturale, Ideatrice e conduttrice di tutti gli eventi artistici e culturali realizzati per Sala Culturale CarGia' dal 2010 al 2026 nel Golfo dei Poeti

Scrittrice nel 2011 pubblica il libro “ La Misura Dell'Amore” ed. Cinque Terre

2016 – 2026 Vice Presidente dell'Associazione Coro Lirico La Spezia

2012-2026 Curatrice progettuale, organizzativa, responsabile della promozione artistica, comunicazione e immagine relativa a concerti lirici e messa in scena teatrale, in Italia di tredici Opere Liriche e relative repliche,

Curatrice del progetto internazionale ideato per stabilire lo scambio culturale Italia/Giappone per realizzare la messa in scena dell'Opera lirica “L'elisir D'amore” di G. Donizetti nei teatri di Tokyo e Osaka con cast nazionale, internazionale e orchestra.

Cantante - registro vocale soprano – Corista e solista - soprano lirico 1976-2026. Oltre cento i concerti al suo attivo. E' nell'organico del Coro Lirico della Spezia -

Ricercatrice archeologica indipendente, appassionata di semiologia, da anni conduce studi e osservazioni del territorio nella Lunigiana storica e Appennino Tosco Emiliano, a riguardo sta scrivendo un libro.





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