lunedì 16 marzo 2026

Andrea Benedetto: Opera "PAGINE di DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio - La Scrittura del Silenzio Recensione di Ezia Di Capua

Opera di Andrea Benedetto
"PAGINE di DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio



Andrea Benedetto: Opera "PAGINE DI DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio
 La Scrittura del Silenzio -  Recensione di Ezia Di Capua
In quest'opera di Andrea Benedetto, il dialogo tra materia ed essenza si fa ancora più serrato, quasi a voler fermare il tempo in un fermo immagine dell’anima. Se nelle tappe fondamentali del suo percorso — dalla ricerca di “Oltre il Visibile” (2016) alla profonda indagine di “Brandelli di vissuto” (2017) — l’artista ha saputo trasmutare il materiale povero in nobile riflessione, qui approda a una sintesi suprema: il contrasto tra la gravità della materia oscura e l’eterea verticalità di una piuma che svetta verso l’alto.
La struttura scura, che ricorda un drappo irrigidito o una pagina di pietra, rappresenta quel "vissuto" denso e opaco di cui Benedetto è maestro. È una materia che, come già evidenziato in passato, si fa "veicolo della memoria" e custode di una caducità che non è fine, ma testimonianza. Ad essa si contrappone la piuma, di un candore quasi argenteo: non solo simbolo di volo, ma vero strumento di scrittura. È il gesto scultoreo che si fa parola silenziosa, una narrazione che non ha bisogno di suoni per colpire il profondo. E' scrittura del silenzio.
L’artista scardina ancora una volta la sintassi delle forme. La base circolare nera agisce come un vuoto cosmico, richiamando quel "caos" necessario alla creazione di cui parlavamo a Novalesa. È un abisso generativo da cui emerge la creazione, sottolineando una visione consapevole e lucidamente malinconica. In queste “PAGINE DI DIARIO – L’Alba di un Nuovo inizio”, l'azione di Benedetto diventa meditazione pura. Il relitto di memoria cerca, attraverso la verticalità della piuma, una via di fuga o una forma di redenzione.
È un’opera che confessa la fragilità dell’esistere con estremo coraggio. Andrea Benedetto non modella solo la materia: scolpisce l’attesa, l’ombra e, infine, quella flebile ma tenace traccia che ogni vita lascia nel mondo.
Testo di Ezia Di Capua - Direttrice di Sala CarGià - Galleria d'Arte
Questi testi sono fondamentali perché tracciano l'evoluzione dello scultore dal 2016 ad oggi e  creano un ponte narrativo importante:
  • Agosto 2016 – "Oltre il Visibile": In questa recensione presentavo l'opera "Ritorno all'origine", donata poi alla Sala CarGià, dove già emergeva il tema della scultura come "veicolo della memoria". https://salacargia.blogspot.com/2016/08/sala-cargia-ufficializzazione-della.html
  • Marzo 2017 – "Brandelli di Vissuto": In questo testo critico citavo Nietzsche e il concetto di "caos generativo", un elemento che oggi ritroviamo evoluto nel "vuoto cosmico" di Pagine di Diario.

Autor Profile - Ezia Di Capua  Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte. Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. Pittrice, vincitrice di molti concorsi. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche e pittoriche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene dipinte per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2018 Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia - Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica e preistorica a cui sta dedicando la scrittura di un libro .


PROMOZIONE D'ARTE,CULTURA E SPETTACOLO
2011-2026
a cura di Ezia Di Capua


domenica 15 marzo 2026

Ezia Di Capua intervista Alexandra Ivchenko (Mimì) nella nuova produzione di "La Bohème" del Coro Lirico La Spezia

Alexandra Ivchenko - soprano

LE INTERVISTE DIETRO AL SIPARIO a cura di Ezia Di Capua

Il prossimo 23 maggio, il sipario del Teatro Civico della Spezia si alzerà su uno dei capolavori più amati di Giacomo Puccini: La Bohème. L’evento è firmato dall’Associazione Coro Lirico La Spezia, una realtà che in poco più di dieci anni è evoluta da coro territoriale a dinamica compagnia d’opera di rilievo nazionale. Protagonista nel ruolo di Mimì sarà il soprano Alexandra Ivchenko. Con una solida formazione internazionale iniziata a Mosca e perfezionata nei Conservatori di Genova e Alessandria, Alexandra porta in scena un bagaglio artistico d'eccellenza. L'ho intervistata per farci raccontare come si sta preparando a questo atteso debutto spezzino.


L'Intervista

  1. Alexandra, il 23 maggio alle ore 21,00 sarai alla Spezia al Teatro Civico con l'Associazione Coro Lirico. Sarai Mimì. Come sarà lavorare con questa realtà che oggi opera come una vera e propria compagnia teatrale d'opera altamente efficiente?

Lavorare con l’Associazione Coro Lirico sarà un’esperienza molto stimolante e interessante, anche perché sarà per me la prima collaborazione con loro. Oggi l’associazione non è soltanto un coro, ma una vera compagnia d’opera capace di affrontare produzioni complete con grande professionalità e passione: lavorano con grande dedizione, dal coro ai solisti, fino alla parte organizzativa, non solo in Italia ma anche all’estero.. Riescono a creare un clima artistico molto vivo, dove la musica e il teatro diventano davvero un lavoro di squadra.

  1. La tua carriera è iniziata a Mosca per poi consolidarsi in Italia. In che modo la tua anima russa e la scuola del Bel Canto italiano si fondono nella tua interpretazione di Mimì?

La mia formazione russa, anche se breve, mi ha dato una forte attenzione alla profondità emotiva e alla ricerca della verità psicologica del personaggio. La scuola italiana, invece, mi ha insegnato l’eleganza della linea vocale, il fraseggio e il rispetto assoluto della parola cantata. In Mimì queste due anime si incontrano: da un lato la delicatezza e la purezza del canto pucciniano, dall’altro una dimensione emotiva molto intensa che sento particolarmente vicina alla mia cultura d’origine.

  1. Puccini è noto per una scrittura musicale che scava nell'anima. Dal punto di vista tecnico ed espressivo, qual è secondo te il valore più grande della sua scrittura per la voce di soprano? Puccini ha una straordinaria capacità di scrivere per la voce come se conoscesse ogni respiro dell’interprete. La sua musica richiede un grande controllo tecnico, perché la linea vocale deve rimanere naturale e fluida anche nei momenti di forte emozione. Allo stesso tempo, però, offre al soprano una gamma espressiva immensa. Ogni frase porta con sé un’infinità di sentimenti, e il cantante deve trovare il modo di farli vivere senza perdere la purezza del suono.

4. Mimì è un personaggio dalle mille sfaccettature. Qual è la tua idea interpretativa per questa produzione? Vedremo una Mimì più fragile e sognatrice o una donna consapevole del proprio destino?

Credo che Mimì sia entrambe le cose. All’inizio appare come una ragazza timida, quasi fragile, con una sensibilità molto poetica. Ma nel corso dell’opera emerge anche una grande dignità e una consapevolezza profonda della propria condizione. Nella mia interpretazione cercherò proprio questo equilibrio: la dolcezza e il sogno, ma anche la forza di una donna che affronta il proprio destino con grande umiltà.

  1. Hai interpretato molti ruoli iconici, da Violetta a Suor Angelica. Cosa rende la Mimì di Puccini così speciale per te e come è cambiato il tuo modo di interpretarla nel tempo?

Mimì è un personaggio che sento crescere insieme a me. In conservatorio ho basato la mia tesi proprio sul personaggio di Mimi. Quando l’ho interpretata per la prima volta ero colpita soprattutto dalla sua fragilità e dalla sua dolcezza. Con il tempo, però, ho iniziato a scoprire aspetti più profondi del suo carattere: la sua dignità, la sua sensibilità e il modo così puro e sincero con cui ama. Ogni volta che torno a Mimì sento di capirla un po’ di più, e forse è proprio questa verità così semplice e umana che continua a emozionare il pubblico di ogni epoca.

6. Oltre che soprano, sei Presidente dell'Associazione StartArt per i giovani talenti. Questa tua veste di "organizzatrice" influenza il modo in cui affronti una produzione complessa come questa?

Sì, assolutamente. Essere Presidente di StartArt APS mi ha insegnato quanto lavoro, passione e dedizione ci siano dietro ogni produzione. Questo mi fa entrare in scena con una consapevolezza diversa: non penso solo al mio ruolo, ma al lavoro di tutti gli artisti, dei tecnici e del team che rendono possibile lo spettacolo perché so quanto sia difficile organizzare il tutto. Credo che questo approccio mi aiuti a dare il massimo sul palco e a sentire ancora più forte il valore del lavoro di squadra.

  1. La Bohème parla di giovinezza, sogni e fragilità. Perché il pubblico spezzino non dovrebbe perdersi questo appuntamento al Teatro Civico?

La Bohème è senza dubbio una delle opere più emozionanti mai scritte, e continua a parlare al pubblico di ogni generazione. Racconta storie universali di amore, amicizia, sogni e della fragilità della vita, temi che riescono a toccare profondamente chi ascolta. La forza di Puccini sta nel riuscire a unire una scrittura musicale straordinaria con una dimensione emotiva immediata: ogni frase, ogni melodia trasmette sentimenti autentici. Viverla dal vivo in teatro, accompagnati dalla magia dell’orchestra e dalle voci degli interpreti, crea un’esperienza intensa e coinvolgente che resta nella memoria dello spettatore anche dopo il calare del sipario.

8.Hai un sassolino nella scarpa?

Più che un sassolino nella scarpa, ho un sogno che porto sempre con me: poter salire ogni giorno sul palco e dare vita a storie che emozionano. Ogni ruolo è un viaggio dentro le emozioni, un’opportunità per raccontare verità e bellezza attraverso la musica e il teatro. Portarlo in scena davanti al pubblico, vedere le loro reazioni e sentire che ciò che proviamo insieme resta nel cuore, è ciò che mi rende davvero felice e dà senso a tutto il mio lavoro artistico.

Testo di Ezia Di Capua – Vice Presidente Ass.ne Coro Lirico La Spezia

Intervista concessa in esclusiva a Ezia Di Capua per Sala CarGia' Galleria d'arte per la pubblicazione integrale nel BLOG © Sala CarGià Blog http://salacargia.blogspot.com, e parziale pubblicazione su quotidiani online e organi di stampa - ogni diritto è riservato.

Profilo dell'Artista: Alexandra Ivchenko Nata a Mosca, inizia gli studi all’Accademia di Arte Corale “V. Popov”. In Italia consegue i diplomi accademici presso i Conservatori N. Paganini” di Genova e A. Vivaldi” di Alessandria, perfezionandosi poi con la celebre Patrizia Ciofi alla Scuola di Musica di Fiesole. Vincitrice di numerosi concorsi, vanta un vasto repertorio che spazia da Verdi (Violetta) a Mozart (Contessa, Donna Elvira), fino a Puccini e Rossini. Si è esibita in prestigiosi palcoscenici tra cui il Gran Teatro Puccini di Torre del Lago, l'Arena del Mare di Genova e l'Ecoteatro di Milano. È inoltre attivamente impegnata nella promozione musicale come Presidente dell’Associazione StartArt.


Informazioni e Biglietteria - L'appuntamento con la poesia di Puccini è per il 23 maggio alle ore 21,00 al Teatro Civico della SpeziaNota Bene: I biglietti per lo spettacolo non sono ancora in vendita. Sarà possibile acquistarli prossimamente presso i canali ufficiali del Teatro.

Contatti Botteghino Teatro Civico (Ingresso da Corso Cavour, 20):

  • Orari: dal lunedì al sabato ore 9:00-12:30; il mercoledì anche dalle 16:00 alle 19:00.

  • Telefono: 0187 727 521

  • Email: teatrocivico.botteghino@comune.sp.it

Online (prossimamente): biglietti.teatrocivico.it

Autor Profile - Ezia Di Capua  Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. Pittrice, vincitrice di molti concorsi. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche e pittoriche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene dipinte per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2018 Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia - Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica e preistorica a cui sta dedicando la scrittura di un libro .

PROMOZIONE D'ARTE CULTURA E SPETTACOLO  2011-2026
a cura di Ezia Di Capua 

PERCORSO DI LETTURA:


venerdì 13 marzo 2026

CORO LIRICO LA SPEZIA: Verso La Bohème del 23 maggio al Teatro Civico FOCUS: Musetta: Il Temporale Perfetto di Puccini - di Ezia Di Capua


 FOCUS:  Musetta: Il Temporale Perfetto di Puccini a cura di Ezia Di Capua 
Se Mimì è il chiarore lunare che svanisce, Musetta è il fulmine che squarcia il Quartiere Latino. Puccini non le regala solo arie, ma le cuce addosso una vera e propria scenografia sonora.

Il Valzer come Strategia Militare Non lasciatevi ingannare dalla grazia di "Quando me'n vo'". Quel tempo di 3/4 non è un invito al ballo, è un'occupazione dello spazio. Puccini usa il ritmo del valzer come un pendolo psicologico: rallenta (i celebri ritenuti) per costringere tutti a guardarla, poi accelera improvvisamente per tormentare Marcello. La melodia non sale solo verso l'acuto, ma verso l'ostentazione. È una scrittura "muscolare" travestita da leggerezza.

Il Soprano "Camaleonte" Puccini esige da Musetta una versatilità rara. Nel secondo quadro chiede un soprano capace di tagliare l'orchestra con la brillantezza del diamante (voce lirico-leggera), ma è nel quarto atto che avviene il miracolo drammaturgico. Qui, la scrittura si spoglia. Quando Musetta prega per Mimì o vende i suoi orecchini, Puccini abbandona i fronzoli e passa a un verismo nudo. La voce si fa quasi parlata, l'orchestrazione diventa essenziale, quasi sacrale. Musetta smette di "recitare" la civetta per diventare l'anima pratica e generosa della soffitta.

Consigli d'Ascolto: Oltre le Note

Riferimenti di Ascolto Selezionati

Per apprezzare questa fusione tra scrittura e personaggio, ecco secondo me, i migliori punti di riferimento su YouTube:

  1. L'Interpretazione IconicaMaria Callas - "Quando me'n vo'" (1958). Una lezione di stile su come usare le doppie consonanti e il fraseggio per enfatizzare il "gusto" della seduzione.

  2. La Presenza ScenicaAnna Netrebko al Metropolitan. Ideale per vedere come la fisicità moderna sposi perfettamente la scrittura spumeggiante di Puccini.

  1. Il Contrasto DrammaticoRenata Tebaldi in "C'è Mimì". Questo estratto del IV Atto mostra la trasformazione vocale e umana di Musetta nel momento della tragedia.

         PROMOZIONE ARTISTICA 2011-2026 a cura di Ezia Di Capua          

venerdì 6 marzo 2026

CORO LIRICO LA SPEZIA: Verso La Bohème del 23 maggio al Teatro Civico FOCUS: Il Quartiere Latino: un set cinematografico firmato Puccini - di Ezia Di Capua


FOCUS: Il Quartiere Latino: un set cinematografico firmato Puccini

di Ezia Di Capua

L'Ingegneria del Caos: La scrittura di Puccini Ciò che rende questo atto un capolavoro di modernità è la rivoluzionaria scrittura di Giacomo Puccini. Il compositore agisce come un montatore cinematografico ante litteram: utilizza una tecnica definita "polifonia a compartimenti", dove il coro è diviso in piccoli gruppi indipendenti (borghesi, studenti, sartine, venditori).

Non è un canto corale tradizionale, ma un mosaico di frammenti di vita. Puccini sovrappone strati sonori diversi che corrono in parallelo: mentre una sezione del coro grida "Aranci!", un'altra ride e una terza commenta il passaggio di Musetta. Questa scrittura frammentata e nervosa crea quel brusio realistico che anticipa di decenni il sonoro del grande cinema, regalando al pubblico una sensazione di vertigine e dinamismo.

Ascolta l'affresco sonoro dell'apertura dell'Atto IISenti come la scrittura pucciniana incastra perfettamente le voci nel caos festoso di Parigi.

Un "piano-sequenza" di voci Assistere a questo atto è come partecipare a un film d'epoca girato dal vivo. Il Coro non è un blocco statico, ma un montaggio frenetico: ogni attacco è un cambio di inquadratura, ogni richiamo è un dettaglio che rende la scena tridimensionale. È il Coro a sprigionare quella scarica di vitalità contro cui si infrange la fragilità dei protagonisti; una marea umana che accelera i battiti del cuore e trasforma una serata parigina in un evento collettivo indimenticabile.

Il caos polifonico al Caffè MomusIn questo estratto, nota la precisione chirurgica necessaria affinché l'ingranaggio del Quartiere Latino non si inceppi.

Il finale travolgente La potenza del coro culmina nell'irruzione della banda militare. È il momento in cui l'architettura di voci trascina il pubblico in un crescendo d'adrenalina pura, chiudendo l'atto con una folata di gioia che lascia senza fiato.

Il gran finale dell'Atto II "La Ritirata"Il culmine dell'azione corale che regge l'intera struttura drammatica.

Il prossimo 23 maggio, quando le luci si accenderanno sul Caffè Momus, non vedrete solo una scena d'opera: sarete immersi in un'onda d'urto di energia che solo il grande lavoro di un grande Coro sa generare.

PROGETTO DI PROMOZIONE D'ARTE CULTURA E SPETTACOLO
2011-2026

PER INFO 348 8964150



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