_-_navata_centrale.jpg) |
Chiesa di Sant'Ambrogio in Zoagli Affreschi e altare di Nicola Neonato 1981- 1987 |
Introduzione
alla Mostra: "Elegia a
due voci: il segno ribelle e la sua Musa"
Dal 3 al 10 luglio, la Sala
CarGià (Via A. Trogu, San Terenzo) apre le porte all'universo
artistico di Nicola Neonato. La mostra, curata da Ezia Di
Capua con il Patrocinio del Comune di Lerici, rappresenta
un momento di alto valore culturale all'interno della XVI
Stagione d’Arte Cultura e Spettacolo dedicata a Carla e
Giacomo Gallerini. Per comprendere appieno la caratura
delle opere esposte, è necessario volgere lo sguardo al capolavoro
che ha consacrato Neonato tra i grandi del Novecento: l'intervento
nella Chiesa di Sant'Ambrogio a Zoagli. Il saggio che segue
analizza la portata estetica e tecnica di quell'opera totale,
offrendo gli strumenti critici per interpretare il segno e la visione
dell'artista e meglio comprendere le opere presenti in mostra.
L'intervento di Nicola
Neonato all'interno della Chiesa di Sant' Ambrogio a
Zoagli rappresenta uno degli esiti più significativi e monumentali
dell'arte sacra ligure del XX secolo. L'artista non si limita a
decorare, ma progetta una vera e propria "opera totale" che
fonde pittura e scultura in un dialogo serrato tra tradizione e
modernità post-conciliare.
Di seguito un approfondimento critico che
analizza la portata estetica e tecnica del suo lavoro.
L'Impatto Monumentale: La Navata
Centrale
Il fulcro dell'intervento è
l'imponente affresco della volta, una superficie di 200 metri
quadrati che si impone allo sguardo del fedele con una densità
narrativa impressionante. Neonato popola questo spazio con oltre 300
personaggi, creando un microcosmo teologico in movimento.
Dinamismo compositivo: A
differenza della staticità accademica, Neonato utilizza una
spazialità vorticosa. Le figure non sono semplici icone isolate, ma
sono intrecciate in un fluire che guida l'occhio verso l'alto,
enfatizzando la verticalità della navata.
Umanità e Trascendenza: La
scelta di inserire una tale moltitudine di figure suggerisce una
visione della Chiesa come "Popolo di Dio". Ogni volto e
corpo è trattato con una vigoria plastica che risente della sua
formazione da scultore: il segno è inciso, i volumi sono solidi,
quasi "scolpiti" nel colore.
Il Ciclo Cristologico nell'Abside
Nel catino dell'abside, l'artista si
confronta con il cuore della liturgia attraverso le Scene di
vita di Gesù. Qui lo stile si fa più intimo e focalizzato.
Luce e Colore: Neonato
utilizza il colore non solo in funzione descrittiva, ma simbolica.
Le scene cristologiche sono immerse in un'atmosfera che cerca di
mediare tra la solennità del dogma e la vicinanza umana del Cristo,
evitando facili sentimentalismi a favore di un'espressività cruda e
diretta.
L'Innovazione Scultorea: Il Dialogo tra
i Materiali
Il contributo di Neonato a Zoagli non
si ferma alla bidimensionalità della parete. Il nuovo altare in
bronzo costituisce una rottura e, al contempo, un completamento
dello spazio sacro.
Confronto Storico: Posto
davanti all'antico altare marmoreo del XVIII secolo, il bronzo di
Neonato crea un contrasto materico potente. Mentre il marmo
settecentesco parla il linguaggio della stasi e della sontuosità
barocca, il bronzo di Neonato vibra di una luce mutevole e di una
lavorazione tormentata, tipica della scultura contemporanea.
Significato Liturgico: Questo
spostamento verso il popolo (secondo le riforme del Concilio
Vaticano II) è sottolineato dalla forza espressiva del metallo, che
conferisce all'altare un'aura di modernità ancestrale, quasi come
fosse un elemento primordiale posto al centro del tempio.
Il
ciclo di Zoagli è un’opera corale dove il sacro viene riportato a
una dimensione carnale e vicina.
1.
Il Trionfo della Verità e della Fede
Nelle
volte, Neonato mette in scena la lotta eterna dello spirito. Le
figure sono incastonate in una struttura architettonica rigorosa,
quasi scultorea. Le scene non sono semplici illustrazioni bibliche,
ma rappresentazioni di stati d'animo. I volti dei Santi e dei profeti
non guardano verso un punto astratto, ma sembrano scrutare l'anima
del fedele, portando in sé il "segno scavato" tipico della
tecnica di Neonato, che incide la figura come se stesse lavorando il
bronzo.
2.
La Luce che nasce dalla Materia
Ciò
che colpisce nell'analisi cromatica è l'assenza di una luce esterna.
In Sant'Ambrogio, la luminosità sembra sprigionarsi dai corpi
stessi. Questo effetto trasfigura la pesantezza delle figure: i
mantelli, che sembrano scolpiti nella roccia, vibrano di una luce
interiore che trasforma il dramma della materia in una pace luminosa.
3.
Il Dialogo tra il Cielo e la Terra
Gli
affreschi raccontano la riconciliazione. Zoagli, città colpita
duramente dai bombardamenti, trova in questi dipinti la sua
ricostruzione morale. Neonato popola lo spazio sacro con figure che
hanno la solidità dei pescatori e dei contadini liguri. Il divino
non cala dall'alto come un miracolo inspiegabile, ma germoglia dalla
terra, dalla dignità del lavoro e della sofferenza umana.
Verso
Sala CarGià: Dal Muro all'Anima
Se
a Zoagli Neonato parla alla collettività con la voce del tuono, le
opere che vedremo il 3 luglio a San Terenzo parlano al singolo con la
voce del silenzio. Comprendere l'intensità monumentale degli
affreschi è fondamentale per apprezzare la "sintesi estrema"
delle opere in mostra: lo stesso spirito che ha animato le grandi
volte di Sant’Ambrogio si ritrova oggi, intatto e vibrante, nel
tratto intimo e potente di un artista che ha saputo rendere eterna
l'inquietudine dell'uomo.
Valutazione Critica Finale Nicola Neonato a Zoagli compie
un'operazione di sintesi stilistica. La sua capacità di passare
dal pennello allo scalpello o alla fusione in bronzo gli permette di
controllare l'intero apparato visivo della chiesa. Il suo stile può essere definito come
un Espressionismo Sacro: non cerca la bellezza decorativa fine a
se stessa, ma la forza comunicativa del messaggio religioso. I suoi
"200 metri quadri di cielo" non sono una fuga dalla realtà,
ma una rappresentazione densa e complessa dell'incontro tra l'umano e
il divino, rendendo la Chiesa di Sant' Ambrogio un punto di riferimento
imprescindibile per lo studio dell'arte sacra novecentesca in
Liguria.
Testo di Ezia Di Capua
"Tutti i testi critici e storici e
l'archivio di Sala Culturale CarGià Blog sono di proprietà
intellettuale di Ezia Di Capua/Sala CarGià e non possono essere
riprodotti senza autorizzazione e link diretto alla fonte". Per
info 348 8964150
Autor Profile - Ezia Di
Capua: Direttore Artistico, Critico d'Arti Visive e Storica
dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal
2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a
San Terenzo, di cui è Direttrice. In oltre quindici anni di attività
nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi
artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione
culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià
Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua
poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche alla scenografia
teatrale (recentemente ha firmato le scene per La Bohème e La
Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il
volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2013 ricopre ruoli di
primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione
artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra
cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo
e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca
alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione
della Lunigiana storica.
TI POTREBBE INTERESSARE:
NICOLA NEONATO: https://salacargia.blogspot.com/2026/01/ezia-di-capua-analizza-lartista-nicola.html
ESPERIENZA DI LETTURA - clicca qui: