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PRESENTAZIONE DEL LIBRO " Il Bambolotto della Regina" a cura di Ezia Di Capua SALA CARGIA 7 LUGLIO 2026 ORE 18,15 |
L'enigma
dell'umano ne "Il bambolotto della regina"
Nella
sua raccolta di racconti "Il bambolotto della regina",
Gabriella Mignani tesse un raffinato collage di esistenze, un mosaico
di situazioni di coppia e sociali che rifuggono la cronaca per farsi
archetipo. La sua scrittura, armonica e avvolgente, sembra abitare un
tempo universale, dove il particolare diventa specchio di una
condizione umana condivisa, capace di parlare a ogni epoca. Questa
prosa possiede una nitidezza quasi tattile, capace di costruire
luoghi e stati d'animo con una precisione che ricorda la capacità di
Katherine Mansfield di catturare l'epifania di un istante, quella
rivelazione psicologica che emerge dal più piccolo dettaglio
quotidiano. Eppure, sotto la superficie di una narrazione fluida,
pulsa un messaggio spesso criptato: un'aura di mistero che avvolge i
fatti, un'eco metafisica che evoca le atmosfere di Dino Buzzati, dove
l'ordinario appare sempre sul punto di svelare un segreto
indecifrabile e affascinante.
Questa
precisione descrittiva trova il suo ancoraggio più forte
nell'ambientazione spezzina, dove la città non è un semplice
sfondo, ma un vero genius
loci che
riflette gli stati d’animo dei protagonisti. In particolare, il
racconto che apre la raccolta ci riporta a una Spezia desolata e
semideserta durante l'emergenza Covid: qui, l'unico protagonista
maschile che parla in prima persona trasforma la cronaca del lockdown
in una riflessione universale sulla solitudine e sull'attesa. Eppure,
in questa desolazione, la Mignani non cede mai all'autocompiacimento
del dolore, restando fedele alla convinzione che, nonostante tutto,
“le barche comunque arriveranno in porto”, offrendo così uno
spiraglio di speranza inattesa.
Ciò
che più colpisce nel ritmo della narrazione è il distacco netto e
improvviso delle chiusure. Se il racconto procede con eleganza, la
fine arriva spesso senza preavviso; l'autrice non accompagna il
lettore verso un finale consolatorio, ma sceglie un congedo fermo che
recide ogni possibile proseguimento. Questa tecnica, che richiama il
minimalismo essenziale di Raymond Carver, genera una sottile e
persistente nostalgia: i personaggi sfumano d'un tratto, proprio nel
momento in cui la loro vita sembrava essersi fatta più densa,
lasciando in chi legge il desiderio sospeso di non vederli svanire
così velocemente tra le righe.
Il
percorso narrativo trova il suo culmine naturale ne "Il
bambolotto della Regina", un capitolo che agisce
come un potente spartiacque simbolico. Inserendo la data della morte
della Regina Elisabetta II nel 2022,
l'autrice non si limita a un riferimento cronologico, ma sancisce la
fine di un’epoca storica e di un tempo collettivo ormai concluso.
Quel momento diventa il perno attorno a cui ruota la riflessione sul
distacco, trasformando la fine di un regno nel simbolo di un
passaggio universale e definitivo.
Una
vera chiave di volta che segue il viaggio in Inghilterra di due
amiche. Il contrasto tra loro è fortissimo: una affronta il peso di
una maternità messa in discussione e poi accolta, mentre l’altra,
lontana da un amore incerto, sceglie di acquistare un bambolotto. In
quel gesto sembra consumarsi un travaso di significati: l’oggetto
diventa il simulacro di un’innocenza da preservare, il custode
silenzioso di un bivio esistenziale condiviso nel silenzio. Mentre la
vita delle due donne scorre, l'oggetto rimane immobile, proprio come
la figura della Regina a cui rimanda, simbolo di stabilità in un
mondo che muta. Il suo ritrovamento, a distanza di decenni, agisce
come una violenta epifania: ritrovare il "bambolotto"
significa per la protagonista scontrarsi con la versione di se stessa
di allora, con quel segreto mai del tutto svelato e con la
consapevolezza che siamo tutti, in fondo, come quel simulacro:
oggetti nelle mani del destino o delle nostre stesse scelte, che
attendono solo di essere riscoperti per rivelare, finalmente, il
senso del proprio viaggio.
"In
definitiva, l'opera di Gabriella
Mignani non è una semplice sequenza di storie,
ma un invito a rallentare per osservare con cura le crepe della
nostra quotidianità. È un libro che non si esaurisce all'ultima
pagina, ma continua a risuonare nell’anima, spingendo il lettore a
interrogarsi su quali siano i propri 'bambolotti' dimenticati e su
quali segreti custodiscano ancora le nostre esistenze. Un’opera
che, partendo dal particolare, si fa universale, confermando il
talento di un’autrice capace di toccare le corde più intime del
vissuto."
L'Autrice:
Gabriella Mignani
Gabriella
Mignani è una giornalista e scrittrice che ha fatto
dell’osservazione della realtà il fulcro della sua cifra
stilistica. Con una lunga esperienza nel mondo dell’informazione,
ha sviluppato uno sguardo acuto e mai scontato sulle dinamiche
sociali e relazionali della contemporaneità. La sua scrittura si
distingue per una rara capacità di sintesi e per una sensibilità
visiva che trasforma la parola in immagine. Nelle sue opere, Mignani
esplora spesso i territori del "non detto" e le zone
d’ombra dei legami umani, muovendosi con eleganza tra il realismo
dei fatti e la profondità psicologica dei personaggi. Con Il
bambolotto della regina,
l'autrice conferma la sua vocazione per il racconto breve, inteso
come frammento di verità universale capace di scuotere e far
riflettere il lettore moderno. Mignani è
un’autrice di profonda sensibilità, capace di tradurre la realtà
in una prosa poetica e coinvolgente. Con la sua raccolta di
poesie "Cambio di stagione", ha ottenuto importanti
riconoscimenti di critica, vincendo nel 2021 il Primo Premio
"Mario Tobino". La
forza della sua scrittura è stata ulteriormente confermata da un
prestigioso traguardo internazionale: uno dei racconti di questa
raccolta è stato selezionato per il Giubileo
degli Artisti 2025 a Roma,
inserendo ufficialmente l'opera di Gabriella Mignani nel cuore delle
celebrazioni culturali dell'Anno Santo.
Ezia Di Capua
Autor
Profile - Ezia Di Capua
Critico
d’Arti Visive, Ezia Di Capua estende la sua analisi
estetica alla letteratura, curando con sensibilità recensioni
di romanzi e raccolte poetiche. Operatore culturale e Curatrice di
arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala
CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è
Direttrice. Pittrice, vincitrice di molti concorsi. In oltre quindici
anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto
innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di
riferimento per la promozione culturale del territorio. Proprio
per il suo costante impegno nella diffusione della cultura, nel
2020 è stata insignita di un premio dal Sindaco di Lerici, Leonardo
Paoletti. Il riconoscimento le è stato consegnato sul palco del
Teatro Astoria in occasione del Concerto Lirico di Capodanno,
evento di grande successo da lei stessa organizzato per conto
del Coro Lirico La Spezia, con la partecipazione di solisti e
orchestra. È
l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte,
cultura e spettacolo. dove ha aperto le seguitissime
rubriche "Interviste dietro al cavalletto" e "Interviste
dietro al sipario", spazi dedicati al dialogo profondo con gli
artisti e i protagonisti della scena. La sua poliedrica
formazione spazia dalle arti plastiche e pittoriche alla scenografia
teatrale (recentemente ha firmato le scene dipinte per La
Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel
2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal
2018 Vice Presidente dell'Ass.ne Coro Lirico La Spezia - Dal 2013
ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella
comunicazione artistica, curando recensioni d'Opera lirica e progetti
internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena
de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di
semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte
una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana
storica e preistorica a cui sta dedicando la scrittura di un libro .
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PROMOZIONE D'ARTE,CULTURA E SPETTACOLO 2010-2026 a cura di Ezia Di Capua |