Andrea Benedetto: Opera "PAGINE di DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio - La Scrittura del Silenzio Recensione di Ezia Di Capua
Opera di Andrea Benedetto "PAGINE di DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio
Andrea Benedetto: Opera "PAGINE DI DIARIO" - L'Alba di un Nuovo inizio
La Scrittura del Silenzio - Recensione di Ezia Di Capua
In quest'opera di Andrea Benedetto, il dialogo tra materia ed essenza si fa ancora più serrato, quasi a voler fermare il tempo in un fermo immagine dell’anima. Se nelle tappe fondamentali del suo percorso — dalla ricerca di “Oltre il Visibile” (2016) alla profonda indagine di “Brandelli di vissuto” (2017) — l’artista ha saputo trasmutare il materiale povero in nobile riflessione, qui approda a una sintesi suprema: il contrasto tra la gravità della materia oscura e l’eterea verticalità di una piuma che svetta verso l’alto.
La struttura scura, che ricorda un drappo irrigidito o una pagina di pietra, rappresenta quel "vissuto" denso e opaco di cui Benedetto è maestro. È una materia che, come già evidenziato in passato, si fa "veicolo della memoria" e custode di una caducità che non è fine, ma testimonianza. Ad essa si contrappone la piuma, di un candore quasi argenteo: non solo simbolo di volo, ma vero strumento di scrittura. È il gesto scultoreo che si fa parola silenziosa, una narrazione che non ha bisogno di suoni per colpire il profondo. E' scrittura del silenzio.
L’artista scardina ancora una volta la sintassi delle forme. La base circolare nera agisce come un vuoto cosmico, richiamando quel "caos" necessario alla creazione di cui parlavamo a Novalesa. È un abisso generativo da cui emerge la creazione, sottolineando una visione consapevole e lucidamente malinconica. In queste “PAGINE DI DIARIO – L’Alba di un Nuovo inizio”, l'azione di Benedetto diventa meditazione pura. Il relitto di memoria cerca, attraverso la verticalità della piuma, una via di fuga o una forma di redenzione.
È un’opera che confessa la fragilità dell’esistere con estremo coraggio. Andrea Benedetto non modella solo la materia: scolpisce l’attesa, l’ombra e, infine, quella flebile ma tenace traccia che ogni vita lascia nel mondo.
Testo di Ezia Di Capua - Direttrice di Sala CarGià - Galleria d'Arte
Questi testi sono fondamentali perché tracciano l'evoluzione dello scultore dal 2016 ad oggi e creano un ponte narrativo importante:
Marzo 2017 – "Brandelli di Vissuto": In questo testo critico citavo Nietzsche e il concetto di "caos generativo", un elemento che oggi ritroviamo evoluto nel "vuoto cosmico" di Pagine di Diario.
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