domenica 8 febbraio 2026

Nicola Neonato e la Materia del Divino Gli affreschi nella Chiesa di Sant' Ambrogio a Zoagli: 200 Metri Quadri di Cielo - Studio a cura di Ezia Di Capua

Chiesa di Sant'Ambrogio in Zoagli 
Affreschi e altare di Nicola Neonato 1981- 1987

Introduzione alla Mostra: "Elegia a due voci: il segno ribelle e la sua Musa"

Dal 3 al 10 luglio, la Sala CarGià (Via A. Trogu, San Terenzo) apre le porte all'universo artistico di Nicola Neonato. La mostra, curata da Ezia Di Capua con il Patrocinio del Comune di Lerici, rappresenta un momento di alto valore culturale all'interno della XVI Stagione d’Arte Cultura e Spettacolo dedicata a Carla e Giacomo Gallerini. Per comprendere appieno la caratura delle opere esposte, è necessario volgere lo sguardo al capolavoro che ha consacrato Neonato tra i grandi del Novecento: l'intervento nella Chiesa di Sant'Ambrogio a Zoagli. Il saggio che segue analizza la portata estetica e tecnica di quell'opera totale, offrendo gli strumenti critici per interpretare il segno e la visione dell'artista  e meglio comprendere le opere presenti in mostra.

L'intervento di Nicola Neonato all'interno della Chiesa di Sant' Ambrogio a Zoagli rappresenta uno degli esiti più significativi e monumentali dell'arte sacra ligure del XX secolo. L'artista non si limita a decorare, ma progetta una vera e propria "opera totale" che fonde pittura e scultura in un dialogo serrato tra tradizione e modernità post-conciliare.

Di seguito un approfondimento critico che analizza la portata estetica e tecnica del suo lavoro.

L'Impatto Monumentale: La Navata Centrale

Il fulcro dell'intervento è l'imponente affresco della volta, una superficie di 200 metri quadrati che si impone allo sguardo del fedele con una densità narrativa impressionante. Neonato popola questo spazio con oltre 300 personaggi, creando un microcosmo teologico in movimento.

  • Dinamismo compositivo: A differenza della staticità accademica, Neonato utilizza una spazialità vorticosa. Le figure non sono semplici icone isolate, ma sono intrecciate in un fluire che guida l'occhio verso l'alto, enfatizzando la verticalità della navata.

  • Umanità e Trascendenza: La scelta di inserire una tale moltitudine di figure suggerisce una visione della Chiesa come "Popolo di Dio". Ogni volto e corpo è trattato con una vigoria plastica che risente della sua formazione da scultore: il segno è inciso, i volumi sono solidi, quasi "scolpiti" nel colore.

Il Ciclo Cristologico nell'Abside

Nel catino dell'abside, l'artista si confronta con il cuore della liturgia attraverso le Scene di vita di Gesù. Qui lo stile si fa più intimo e focalizzato.

  • Luce e Colore: Neonato utilizza il colore non solo in funzione descrittiva, ma simbolica. Le scene cristologiche sono immerse in un'atmosfera che cerca di mediare tra la solennità del dogma e la vicinanza umana del Cristo, evitando facili sentimentalismi a favore di un'espressività cruda e diretta.

L'Innovazione Scultorea: Il Dialogo tra i Materiali

Il contributo di Neonato a Zoagli non si ferma alla bidimensionalità della parete. Il nuovo altare in bronzo costituisce una rottura e, al contempo, un completamento dello spazio sacro.

  • Confronto Storico: Posto davanti all'antico altare marmoreo del XVIII secolo, il bronzo di Neonato crea un contrasto materico potente. Mentre il marmo settecentesco parla il linguaggio della stasi e della sontuosità barocca, il bronzo di Neonato vibra di una luce mutevole e di una lavorazione tormentata, tipica della scultura contemporanea.

  • Significato Liturgico: Questo spostamento verso il popolo (secondo le riforme del Concilio Vaticano II) è sottolineato dalla forza espressiva del metallo, che conferisce all'altare un'aura di modernità ancestrale, quasi come fosse un elemento primordiale posto al centro del tempio.

Valutazione Critica Finale

Nicola Neonato a Zoagli compie un'operazione di sintesi stilistica. La sua capacità di passare dal pennello allo scalpello o alla fusione in bronzo gli permette di controllare l'intero apparato visivo della chiesa. Il suo stile può essere definito come un Espressionismo Sacro: non cerca la bellezza decorativa fine a se stessa, ma la forza comunicativa del messaggio religioso. I suoi "200 metri quadri di cielo" non  sono una fuga dalla realtà, ma una rappresentazione densa e complessa dell'incontro tra l'umano e il divino, rendendo la Chiesa di Sant' Ambrogio un punto di riferimento imprescindibile per lo studio dell'arte sacra novecentesca in Liguria.

Testo di Ezia Di Capua

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Autor Profile  - Ezia Di Capua: Direttore Artistico, Critico d'Arti Visive e Storica dell'Arte.Operatore culturale e Curatrice di arte contemporanea, dal 2010 è la mente e l'anima di Sala CarGià – Galleria d’Arte a San Terenzo, di cui è Direttrice. In oltre quindici anni di attività nel Golfo dei Poeti, ha ideato e condotto innumerevoli eventi artistici, affermandosi come figura di riferimento per la promozione culturale del territorio. È l'ideatrice del © Sala CarGià Blog, magazine online di arte, cultura e spettacolo. La sua poliedrica formazione spazia dalle arti plastiche alla scenografia teatrale (recentemente ha firmato le scene per La Bohème e La Traviata 2025), fino alla scrittura: nel 2011 ha pubblicato il volume “La Misura Dell'Amore”. Dal 2013 ricopre ruoli di primo piano nella produzione operistica e nella comunicazione artistica, curando progetti internazionali di scambio culturale, tra cui la messa in scena de “L’Elisir d’Amore” a Tokyo e Osaka. Esperta di semiologia e ricercatrice indipendente, affianca alla critica d'arte una profonda attività di studio e osservazione della Lunigiana storica. 

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