domenica 7 giugno 2015

CORO LIRICO LA SPEZIA - "L'ELISIR D'AMORE" A CAMAIORE TEATRO DELL'OLIVO -14 GIUGNO ORE 21,00

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Concerti - CORO LIRICO LA SPEZIA
Sala CarGià 
Vi Invita all'Opera

CORO LIRICO LA SPEZIA  
Soprano Primo:Ezia Di Capua,Monica Faretra,Alessandra Candido, Carmen Venturini, Katia Murtas,Linda                                  Dal Degan, Gaetana Veneri,Valentina Marconi, Estaer Impinna, Lia Formentini,
                               Antonella  Mezzani
Soprano Secondo:Luana Cossa,  Roberta Lodola, Sandra Picasso
Mezzo Soprano: Tiziana Biagini, Debora Bellante, Laila Ciardelli, Federica Cecchi
Contralto: Alice Gozzi, Alessandra Telese, Roberta Borrini, Sara Menini
Tenore Primo: Gianni Tridente , Salvatore Lauria, Renato Bruschi, Gioacchino Colasanto, 
Tenore Secondo:  Claudio Cardinali, Federico Favilli.
Baritono: Gennaro De Luca
Basso: Paolo Tonelli, Vincenzo Di Meo, Luigi Vergassola, Francesco Menghini

L'ELISIR D'AMORE di Gaetano Donizetti

ATTO PRIMO Un villaggio nei Paesi Baschi verso la fine del XVIII secolo. Nell’aia antistante la fattoria della ricca e capricciosa fittavola Adina, i mietitori si stanno riposando dopo il lavoro nei campi. Adina, seduta in disparte, legge la storia di Tristano e Isotta; la osserva perdutamente innamorato Nemorino, un contadino giovane, povero e timido. Su invito dei presenti, Adina legge ad alta voce come Tristano riuscì a far innamorare la bella Isotta con un filtro magico. Improvvisamente si ode un rullo di tamburi: sopraggiunge Belcore, sergente della guarnigione di stanza nel villaggio, alla ricerca di soldati per il suo reggimento; con spavalda sicurezza, egli corteggia Adina proponendole addirittura il matrimonio. Questa, per suo conto, si preoccupa solo di far capire a Nemorino quanto il proprio cuore sia volubile ed incostante. Il suono di una tromba annuncia l’arrivo del dottor Dulcamara, un ciarlatano che enumera a gran voce i propri poteri taumaturgici destando l’interesse degli ingenui contadini. Uno di essi, in particolare, è fortemente attratto dalle promesse di Dulcamara: è proprio Nemorino, che gli chiede se fra le sue miracolose pozioni egli abbia anche il magico elisir d’amore della regina Isotta. Intuitane l’ingenuità, Dulcamara gli rifila una bottiglia di Bordeaux al prezzo di uno zecchino (tutto ciò che Nemorino possiede) avvertendolo però che l’effetto desiderato sopraggiungerà solo ventiquattr’ore dopo la somministrazione: giusto il tempo necessario al ciarlatano per far fagotto e allontanarsi dal villaggio. Fiducioso nel potere magico appena conquistato, Nemorino inizia a sorseggiarne non piccole dosi, divenendo assai presto euforico e acquistando fiducia e sicurezza, al punto da mostrarsi indifferente ad Adina che, per il nuovo atteggiamento del già sospiroso e romantico spasimante, appare ora piuttosto sconcertata e stizzita. Tale è il desiderio di rivalsa della donna, che su due piedi ella decide di accettare la proposta matrimoniale di Belcore, proponendo che le nozze abbiano luogo la sera stessa (essendo prefissata per l’indomani la partenza del sergente). Nemorino, certo della virtù dell’elisir quanto ben consapevole della necessità di ventiquattr’ore perché abbia effetto, prega Adina di rimandare le nozze d’un giorno; ma quest’ultima lo deride e si avvia con Belcore, mentre lo smanioso Nemorino viene dileggiato da tutti i presenti.

ATTO SECONDO Mentre nella fattoria fervono i preparativi per le nozze, Dulcamara e Adina intrattengono i presenti cantando una barcarola; giunge il notaio, col contratto nuziale da far sottoscrivere agli sposi, ma Adina dichiara di volerlo firmare solo la sera, in presenza di Nemorino, per celebrare così la propria vendetta. Per parte sua Nemorino è disperato: l’elisir non produce infatti ancora effetto; inoltre, avendo speso tutti i propri averi, egli non è in grado di acquistarne una nuova bottiglia. Sfrut- tando la situazione, e col non secondario proposito di toglierselo di torno, Belcore gli prospetta l’immediato guadagno di venti scudi arruolandosi come soldato. In verità, per Nemorino le ristrettezze economiche sono già finite, grazie alla ricca eredità lasciatagli da uno zio appena defunto. Egli tuttavia non è ancora al corrente del luttuoso evento familiare, conosciuto invece dalle ragazze del villaggio grazie alla solerte contadina Giannetta: cosicché interpreta l’improvvisa attenzione delle giovani come l’effetto sicuro dell’elisir (fatto che sconcerta non poco lo stesso Dulcamara). Nemmeno Adina è a conoscenza del mutamento di fortuna intervenuto a favore di Nemorino e tradisce il suo affetto verso di lui mostrandosi gelosa; Dulcamara le racconta di aver venduto l’elisir a Nemorino, dal quale ella deduce d’esser riamata. La stessa consapevolezza matura anche in Nemorino che, mentre le ragazze lo corteggiavano, ha creduto di scorgere una lacrima sul viso di Adina. È Adina stessa a riacquistare il contratto di arruolamento da Belcore, e a restituire con questo la libertà a Nemorino; ma sulla via alla felicità, che sembrerebbe ormai spianata, rimane ancora un ostacolo, quello dell’orgoglio. Sulle prime, infatti, Adina appare ancora riluttante e non confessa esplicitamente a Nemorino il proprio amore; è necessaria una scenata del giovane – pronto ad abbandonare tutto e a partir soldato di fronte al frettoloso e puntiglioso congedo di Adina – perché quest’ultima decida finalmente di aprire il proprio cuore. La gioia dei due innamorati è immensa, quanto lo scorno di Belcore. Dal canto suo, Dulcamara celebra con fierezza la straordinaria efficacia dell’elisir mentre, dulcis in fundo, Nemorino apprende d’esser divenuto l’uomo più ricco del villaggio.
....con Veio Torcigliani

martedì 2 giugno 2015

TEATRO DELL'OLIVO CAMAIORE: OPERA LIRICA "L'ELISIR D'AMORE" di G. DONIZETTI - PRODUZIONE DEL CORO LIRICO LA SPEZIA

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Concerti - CORO LIRICO LA SPEZIA
Sala Culturale CarGià 
Vi invita all'Opera


Teatro dell'Olivo Il Teatro dell´Olivo sorge nel luogo che un tempo ospitava un tiratoio della lana; costruito nel corso del ‘500, il tiratoio fallì e il suo proprietario fuggì dalla città. Nel 1649 l’Accademia dei Deboli, una associazione formata da un gruppo di cittadini di Camaiore, chiese di riaprire l’edificio, in modo che potesse ospitare commedie e altre rappresentazioni sceniche. A partire dal 1720 furono fatti alcuni interventi sull’edificio: vennero costruiti i primi palchetti e fu realizzato il paco; nel 1753 furono aggiunti 12 palchetti nel primo ordine e 5 nel secondo ordine. Ma il momento di vera rinascita per il teatro fu il 1772, in occasione della nascita della Compagnia del Teatro dell’Olivo, che così spiega i propri intenti e scopi: “Scegliendo noi un ramoscello carico di Olive per simbolo della società in perpetuo fissare ad oggetto di formare e conservare un buon teatro, e una buona comica, di adombrar pretesimo due gran motivi da quali ebbemo il più forte impulso ad accingerci ad una così ardua impresa. Il prezioso sugo di queste frutte benefiche, o cambiato in balsamo o usato in condimento rinvigorisce le Membra; e per lui si rischiarano i luoghi più tenebrosi delle notturne fiammelle, alle quali serve di nutrimento.
Concorrendo i nostri Popolani a godere i pubblici spettacoli, i quali noi colla possibil convenienza daremo in Teatro, e obbligati quivi a mischiarsi e trattarsi scambievolmente, a divertirsi insieme, a sentirsi mossi da medesimi affetti, o disuniti si uniranno, o uniti sempre più si rassoderanno nella buona corrispondenza: mentre amore la più nobile e delicata tra le Passioni umane, non più fatto e più soave fa sentirsi al cuore d’allor quando vien esso inondato e ammollito dal genial Piacere. Ed ecco il primo benefizio. Che se poi abbiamo riguardo allo splendor della Patria ci lusinghiamo che i nostri Progetti gioveranno non poco ad accrescerlo. E non è egli vero che una bene accostumata e ben esercitata Gioventù suole in gran parte costituire questo splendore? E qual cosa tanto contribuisce a ben formare lo spirito de Giovani quanto l’uso e l’esercizio Teatrale? Per esso si acquista da loro concretezza di spirito e buona maniera , facilità di discorso e scioltezza di membra, aborrimento a vizi i quali si vedon puniti, stima per le virtù le quali si osservan premiate, e mille e mille altre ottime parti. Ed ecco il secondo beneficio Piaccia a Dio che i nostri disegni abbiano il suo effetto mentre noi per dare a loro ogni possibile fondamento passiamo a fissare i seguenti articoli da osservarsi in perpetuo dalla nostra Società e vogliamo in primo luogo. Che detta società istituita sotto gli auspici della Serenissima Repubblica di Lucca abbia per Impresa un ramoscello carico di Olive col motto Corroborant, Lucent”. Una serie di lavori portarono la struttura ad una conformazione molto vicina a quella attuale. Nel 1880 fu aggiunta una terza fila di palchetti, che è stata soppressa nel 1920, e fu costruito il loggione, poi trasformato nell’attuale galleria. Nel 1927 furono eseguiti i decori del soffitto ad opera di Dino Spelta, pittore camaiorese. Dal 1930 al 1942 l’edificio divenne un cinema teatro; fu chiuso nel 1944, in seguito allo scoppio di alcune mine all’interno dell’edificio, che causarono molti danni. Aperto nuovamente per un breve periodo, fu definitivamente chiuso nel 1955. Dopo una serie di lavori di ristrutturazione, il Teatro dell’Olivo è stato riaperto ai cittadini nel 2003.

Rassegna Teatrale

LA PRIMAVERA DELL´OLIVO


...con Veio Torcigliani
CORO LIRICO LA SPEZIA - organico: 
Soprano Primo: Ezia Di Capua, Monica Faretra, Alessandra Candido, Carmen Venturini, Katia Murtas,  Linda Dal     Degan,  Antonella Mezzani, Gaetana Veneri, Valentina Marconi,Estaer Impinna  Lia Formentini
Soprano Secondo:Luana Cossa, Marta Pratellesi, Roberta Lodola, Sandra Picasso
Mezzo Soprano: Tiziana Biagini, Debora Bellante, Laila Ciardelli, Federica Cecchi
Contralto: Alice Gozzi, Alessandra Telese, Roberta Borrini, Sara Menini
Tenore Primo: Gianni Tridente , Salvatore Lauria, Renato Bruschi, Gioacchino Colasanto, 
Tenore Secondo:  Claudio Cardinali, Federico Favilli.
Baritono: Gennaro De Luca
Basso: Paolo Tonelli, Vincenzo Di Meo, Luigi Vergassola, Francesco Menghini

Ezia Di Capua

lunedì 1 giugno 2015

ELEZIONI COMUNALI 2015: RISULTATI LISTE

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI LERICI




                                                                                    ELEZIONI COMUNALI E REGIONALI 2015
                                                            Menu Principale
http://www.etruriapa.it/elezioni2015/Lerici/menu2015.htm

Lerici, 1 giugno 2015 - Per un pugno di voti, per l'esattezza 55: Leonardo Paoletti (lista civica per Lerici e i suoi borghi) è stato eletto sindaco con il 29,47% (1.623 voti), 55 voti in più di Marco Caluri (centrosinistra), che con 1.568 voti ha raggiunto il 28,47%.Più staccati Andrea Ornati (Cambiamo in Comune) con il 18,7%, Emanuele Fresco con il 15,5% e Manlio Giaquinto con il 7,8%.L'affluenza è stata del 62,8%. Alto il numero delle schede nulle: 172, pari al 2,95% e in teoria sufficienti per ribaltare il risultato.

COMUNE DI LERICI: ELEZIONI REGIONALI 2015 - RISULTATI LISTE e VOTI PRESIDENTE

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI LERICI 

VOTI PRESIDENTE PER SEZIONE
Sezione N. 1 - LERICI
Sezione N. 2 - LERICI
Sezione N. 3 – LERICI
Sezione N. 4 – LERICI
Sezione N. 5 – SENATO
Sezione N. 6 –TELLARO
Sezione N. 7 –LASERRA
Sezione N. 8PUGLIOLA
Sezione N. 11SAN TERENZO
Sezione N. 12 - SAN TERENZO
Sezione N. 13 - SAN TERENZO


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