lunedì 13 maggio 2013

ITALO BERNARDINI, SCULTORE ALLA SPEZIA: resoconto conferenza



Venerdì 3 maggio alle 17 si è svolto nel salone Sforza dell’Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Capellini un seminario sulla figura e le opere dello scultore spezzino, Italo Bernardini (1905-1991).
Il seminario, che ha avuto un grande successo di pubblico, è stata introdotto dal presidente della Capellini, Giuseppe Benelli, il quale ha sottolineato che scopo dell’Accademia è riscoprire e valorizzare figure di notevole importanza artistica, storica e scientifica, provenienti dal nostro territorio. Tra questi è lo scultore Italo Bernardini che incontrò, oltre che alla Spezia, un notevole successo negli Stati Uniti, dove, tra l’altro, alcune sue opere sono conservate nella casa-museo del presidente John Fitzgerald Kennedy, ad Hyannis Port nel Massachussets.
Ha poi preso la parola il vice presidente Sergio Cozzani, il quale, sul filo della memoria personale, ha ricordato la città della propria gioventù, quella intorno a Piazza Brin, allorché conobbe Bernardini e rimase affascinato dalle sue opere e dal profumo di legno che usciva dalla sua officina. Valerio Cremolini ha tenuto una lectio magistralis per la propria nomina ad Accademico, nella quale ha descritto l’ambiente artistico spezzino durante il secolo scorso, indicando con sottile eleganza le frequentazioni e le influenze di ogni singolo artista, collocando Italo Bernardini nel fertile quadro della scultura del Novecento. Lo scultore Fabrizio Mismas, con grande precisione, ha concentrato l’attenzione del pubblico sulla notevole capacità manuale e stilistica dello scultore, scoprendone le diverse tecniche e la personale abilità, attraverso la proiezione ed il commento delle opere.
All’incontro hanno partecipato Marco e Lino Bernardini, figli dell’artista al centro del seminario

Italo Bernardini -  Boston 1963
Nel suo articolato contributo che ripercorriamo sinteticamente, Valerio Cremolini, dopo aver espresso gratitudine per l’importante riconoscimento ricevuto, ha sottolineato il profilo artistico e umano di Italo Bernardini, richiamando il ruolo avuto da Angiolo Del Santo (1882-1938) nell'educare alla scultura un gruppo di allievi, che hanno favorito il sorgere e l'affermarsi di una specifica enclave spezzina, esaltata nel tem­po da opere di assoluto valore.
“Per l’attività svolta - ha proseguito Cremolini - per la concezione che aveva dell’arte come vera  e propria missione, per l’indiscusso magistero tecnico, per la disponibilità al confronto e all’ascolto lo scultore Angiolo Del Santo è un faro che ha illuminato il suo tempo con una luce che tutt’oggi non si è affievolita. Parlano per lui le innumerevoli testimonianze diffuse in città, comprese quelle custodite nell’Accademia, quali l’energico busto in bronzo del conte Giovanni Sforza (1846-1922), il bassorilievo del senatore Giovanni Capellini (1833-1922), ed il ritratto, sempre in bronzo, dell’ingegner Baratta, il quale si adoperò per l’elevazione di un monumento in ricordo di Capellini. Del Santo realizzò il medaglione in bronzo, disposto su un robusto masso, collocata nel 1924 nei giardini pubblici della Spezia e precisamente in via Diaz.
Entrare nella vita di Italo Bernardini si­gnifica scoprire o riscoprire un percorso particolarmente lungo e punteggiato da nume­rose tappe, nelle quali lo scultore ha quo­tidianamente intessuto un confidenzia­le colloquio specialmente con il legno, traendone enormi soddisfazioni sul piano estetico e morale. Bernardini lavorava il legno, talvolta lo scalfiva, quasi accarezzandolo, trattando le superfici quasi a volervi infondere le impronte delle sue mani, sviluppando personalissime soluzioni plastiche, rivelando una propria identità e un linguaggio definito e mai smentito, mettendo in pratica la definizione di scultura riferita a Giorgio Vasari (1511-1574)  di arte, che levando il superfluo dalla materia soggetta la riduce a quella forma di corpo che nella idea dell’artefice è disegnata.
Italo Bernardini  - Sotto la croce 1963
Peraltro, mai Bernardini dimenticò gli anni in cui si era professionalmente irrobustito applicandosi con indubbia at­titudine e competenza nell'arte dell'intaglio, rivelando incomparabile destrezza. Nel laboratorio di falegnameria di via Gramsci si fa­ceva "arte" nel senso trecentesco del termine e la sua disinvoltura tecnica nel lavorare tavoli, ornati e mobili di ogni stile era insuperabile e si univa ad un’in­negabile vocazione artistica che dagli anni ‘30 in poi troverà compiuta con­ferma.
Nella particolare pro­fessione esprimeva un’esperta artigianalità quanto mai confinante con l’arte ed essa rappresentò un utilissimo ti­rocinio ed una non trascurabile espe­rienza nella vita di Bernardini, che perfezionò il suo talento scultoreo nel­la realizzazione di importanti opere destinate a sedi pubbliche ed a colle­zioni private, tra cui il ripristino del soffitto in legno della cattedrale di Santa Maria Assunta a Sarzana (1951) e del portale della chiesa di San Pietro a Montemarcello, la statua lignea dedicata all'Immacola­ta nella chiesa di S.Antonio di Padova a Gaggiola, un Croci­fisso per la chiesa parrocchiale di Lerici e la Via Crucis dalla delicatissima modellazione, custodita nel­la chiesa di San Terenzo.
Lo scultore è, inoltre, l’artefice di un nutrito elenco di opere di vario contenuto, che reggono ampiamente la prova del tempo, difficilmente classificabili tradizionali o moderne. In Bernardini, infatti, fu sempre prevalen­te la necessità di comprendere e, soprat­tutto, di far comprendere le relazioni interne ed esterne dei suoi lavori nei quali perseguì una propria linea espressiva in soluzioni figurative che fanno eco dell’irrinunciabile lezione dei classi­ci che esercitarono su di lui una bene­fica e duratura influenza. Nello sviluppo delle sue sculture, fedeli al linguaggio figurativo, si coglie nitidamente quell’inclinazione classicista nel linearismo delle forme, nell’armoniosa scansione fra zone di luce e di ombra, sapientemente generate dalla modellazione quando più decisa, quando addirittura sfuggente, per il ridottissimo rilievo allusivo degli stiacciati donatelliani, che, scrive Giorgio Vasari, sono difficili assai, atteso ché è ci bisogna disegno grande e invenzione, avvenga ché questi sono faticosi a dargli grazia per amor de' contorni”.
Italo Bernardini  - Giovane Arciere 1930
Adeguato spazio della sua conferenza Cremolini lo ha dedicato “alla validissima esperienza di Bernardini vissuta negli Stati Uniti d'America quando, già cinquantaduenne, partì nel 1957 con destinazione la città di Bo­ston (la famiglia lo seguì dopo alcuni mesi) ed in America prese dimora la­vorando incessantemente fino al 1968. Il lavoro scultoreo collezionato nel continente americano lo fece apprezzare in ogni dove e personaggi come il cardinale Richard Cushing (1895-1970) ed il senatore John Fitgerald Kennedy (1917-1963) furono, tra gli altri, suoi prestigiosi committen­ti. Di proprietà della famiglia del Pre­sidente è uno splendido e avvincente bas­sorilievo dal titolo Hungry Vietname­se Children.
Per numerose chiese, Bernardini rea­lizzò opere monumentali e mai lo scul­tore manifestò indecisioni o difficoltà ed a testimoniare ciò é sufficiente scor­rere i numerosi resoconti giornalistici americani, che in più occasioni hanno esaltato l'intelligenza del bravissimo scultore italiano e la sua modellazione piena di freschezza e di vitalità.          .
A Boston, nella chiesa di S.Atanasio, Bernardini ha lasciato l'impronta in­cancellabile della sua professionalità in un Crocifisso in legno di ben quattro me­tri, posto sopra l'altare dell'edificio sa­cro, all’altezza di nove metri,  per la cui esecuzione l'artista, non disponendo di uno studio dai soffitti alti quanto oc­correvano per tenere in piedi il blocco di legno, lavorò letteralmente addosso al­la statua per tutti i quattro mesi della la­vorazione. Gli americani ebbero modo di cono­scere ed apprezzare le non poche qualità del nostro Bernardini non solo ammirando le opere disposte nella chiesa di S.Atanasio, ma gia nel 1960 quando la Galleria New­bury di Boston allestì una sua personale, con opere di vario formato, tematicamente differenti,  modulate di bellezza classi­ca, inclinazione mai smentita, e di elegante espressività.
Oltre a Boston, un cospicuo nu­mero di città statunitensi (San Francisco, Los Angeles, Portland, Providence, Canton, Dallas, Chicago, Toronto, ecc.) posseggono sculture di Bernardini in legno, marmo, terracot­ta e pietra. Gli Stati Uniti d’America rappresentarono, dunque, un terreno di forte operosità e di altret­tanta attenzione ai problemi di quel grande Paese”
Nella testimonianza artistica di Bernardini, ha osservato Cremolini,
Italo Bernardini - Marines in guerra 1968
“l'eco della vita risuona continuamente nelle sue sculture a conte­nuto religioso o laico e mai l'artista. si dimostrò testimone pas­sivo ed eccolo, allora, fissare nel legno, nella terracotta o nel bronzo, momenti angosciosi e drammatici della storia dell'uomo nella quale per lo scultore é centrale la presenza di Dio. Quando la "pietà" costituisce il con­tenuto da tradurre plasticamente, Bernardini la rive­la con efficacia sia nei soldati caduti nel Vietnam, sia, ad esempio, nelle don­ne sfinite che hanno assistito impietri­te alla morte di Gesù sul Golgota. Bernardini era convintissimo del­l’importante ruolo che ha l'artista nella società e la sua elevata professionalità ne fece un superbo rappresentante della categoria sep­pure “le continue affermazioni nulla mutarono della sua personalità, della sua discreta persona, così fiera della propria solitudine (aggiungo, quanto mai creativa) così ritrosa agli onori e alle lodi”. Ritornato in Ita­lia il 19 agosto 1968 Bernardini aprirà lo studio a Pozzuolo (San Terenzo), avviando un’oculatissima attività espositiva a Lerici,  Firen­ze, Ravenna, alla Spezia, esponendo nel 1972 al­la Galleria Adel di Attilio Del San­to (1910-1994 ) e nel novembre 1979 alla Galleria Vallardi.
Risale al 1988 l’ultima personale patrocinata dall'Unione Cattolica Artisti Italiani. Nel contempo lo scultore ha portato a termine varie opere pubbliche, quali il bu­sto dedicato a Teseo Tesei nel 1979, commissio­natogli dal Museo Tecnico Navale della Spezia, il Monumento all'Aeronautica, ben visibile sul nostro Lungomare, e due bassorilievi lignei collocati, nel 1985, nella chiesa di Santa Rita. Sempre nel 1979 modella la medaglia per il Cinquecentenario di fondazione dell'Ospedale S. Andrea della Spezia e completa le por­te in legno di mogano della chiesa di Montemarcello, alle quali dedica otto lunghi mesi di impegnativo lavoro”.
Valerio P. Cremolini
Lo sviluppo della vita artistica di Ber­nardini – ha concluso Cremolini – “ha occupato quasi l'in­tero secolo e la spontanea accessibilità alla sua opera non gli fece mai venire meno i favorevoli giudizi del pubblico.
Si espressero favorevolmente quanti ammirarono, già nel 1930, il suo primo "tondo" in legno, nel quale l'abilità dell'esecuzione si af­fianca ad un candore compositivo per nulla dilettantesco. La figura armonio­sa di quella piccola scultura ha in sé un messaggio di purificazione esistenziale, insieme al più alto sentimento del­l’amore. 
Non diversamente è la levità plastica e la bellezza del Giovane arciere, sempre del 1930, in cui il movimento del corpo non pare sottoposto ad un particolare sforzo fisico, anzi l’azione del giovanissimo atleta completamente nudo rivela un’evidente spontaneità. Si .legano al morbido "legno" e all’accurato “bronzo” evidenti richiami alla scultu­ra greca ed alle motivazioni che anima­vano gli artisti di quel tempo, nell'e­sprimere la perfezione dell'essere attra­verso la bellezza fisica e le qualità mo­rali.
La ricchezza del lavoro di Italo Bernar­dini, la sua multiforme capacità crea­tiva, l’inesauribile vena artistica, il suo  senso dell'amicizia, la sua arte, esempio sublime di mediazione tra il sensibile e lo spirituale, meriterebbe­ro di essere ulteriormente approfondite realizzando in sede adeguata un evento espositivo che testimoni e valorizzi pienamente il significato del suo contributo reso alla tradizione artistica spezzina e non solo”. Con questo auspicio Valerio Cremolini ha concluso la sua applauditissima lectio magistralis.




martedì 23 aprile 2013

PIETRO MIGNANI IL PRIMO SPEZZINO DIVENTATO PREFETTO


La vita e la figura di Pietro Mignani, primo spezzino a raggiungere i vertici della carriera prefettizia, sono state ricordate in un incontro, promosso dalla società Dante Alighieri, che si è svolto venerdì 19 aprile presso la Sala multimediale della Provincia.

  L'iniziativa, voluta dal presidente della Dante spezzina, Pietro Baldi, ha visto la presenza di un numeroso pubblico, tra cui molti amici che avevano conosciuto in vita il prefetto Mignani, nonché l'intervento del prefetto della Spezia Giuseppe Forlani, che ha sottolineato - in un breve intervento introduttivo - l'importanza di questa figura istituzionale, il cui ruolo è spesso poco o mal conociuto dall'opinione pubblica.  Della vita di Pietro Mignani ha parlato diffusamente il dottor Diego Carpitella, già viceprefetto della Spezia e amico personale di Mignani: l' unico spezzino, diventato prefetto, nonché l' unico nato ( nel 1920 ) e morto ( nel 2005 ) alla Spezia.
  Mignani fu però poco noto nella sua città, un po' per il carattere schivo, un po' perchè, dopo un inizio di carriera alla Spezia, nel gennaio del 1950 come Segretario di Prefettura, il lavoro lo portò poi sempre più o meno lontano: Catanzaro, Imperia, Reggio Emilia, Palermo, Roma, e infine Isernia, furono le sedi della sua attività, che fu caratterizzata da una carriera brillante e precoce e da molti riconoscimenti personali.  Già viceprefetto nel 1964 , prima a Palermo e in seguito a Roma ( fu Vicario della Capitale per circa un anno ), venne nominato Prefetto nel luglio del 1975 e fu  a capo della Prefettura di Isernia dal marzo del 1976.
  Dopo il collocamento a riposo, anticipato a causa di gravi problemi di vista, Pietro Mignani, già nominato prefetto di 1a classe, si ritirò nella sua La Spezia, dove frequentava, insieme alla moglie Maria Antonietta, compagna di vita per quasi sessant' anni, solo pochi parenti e amici.
  E alla Spezia si spense, il 18 ottobre del 2005 , nella sua abitazione di via Veneto, di fronte al palazzo della Prefettura: quell'istituzionne cui aveva dedicato tanta parte delle energie e della vita.

Gabriella Mignani


giovedì 18 aprile 2013

NASCE IL "CORO LIRICO LA SPEZIA"



SALA CARGIA’ sponsor del "Coro Lirico La Spezia"

Ezia Di Capua soprano corista nell’organico del Coro Lirico La Spezia ...Vi invita
  
CORO LIRICO LA SPEZIA
Prima rappresentazione del Coro Lirico La Spezia che debutta il 18 maggio al Teatro Palmaria  in occasione del
bicentenario della nascita di G. Verdi con “ La Traviata “ .

Il Coro Lirico La Spezia nasce su progetto del M° Kentaro Kitaya  nell’idea di valorizzare la città e dare  slancio alla passione che anima tutto il prestigioso organico del coro che è composto prevalentemente da cantanti del nostro territorio ma, molte sono le unità appartenenti a paesi europei ed extraeuropei. Questo è il valore aggiunto del Coro Lirico La Spezia che assume da subito un carattere internazionale.
Le rappresentazioni del 18 e del 19 maggio avranno ingresso libero, un dono che il Coro Lirico La Spezia  fa a tutta la città.

Siete tutti invitati
Ezia Di Capua

La Traviata
Direttore Massimiliano Piccioli

Teatro Palmaria
18 maggio ore 21,00 -  Ingresso Libero
19 maggio ore 17,00 -  Ingresso Libero

La Traviata opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, vede la luce nel 1853 e viene tradizionalmente inserita nella cosiddetta “trilogia popolare” insieme al Rigoletto (1851) e al Trovatore (1853). Tre opere destinate ad una fortuna eccezionale, le cui arie e i cui duetti sono entrati prepotentemente nel sentire comune.
La Traviata si scontrò con la censura sia prima che dopo l’esordio: un tema scabroso unito ad un’ambientazione contemporanea, nessuna concessione consolatoria, nessuna illusione di allontanamento per la società borghese dell’epoca. Se ne voleva cambiare il titolo in Amore e morte, se ne voleva ambientare la vicenda almeno un secolo prima. Ma Verdi non si diede per vinto. Alla prima rappresentazione per la Fenice di Venezia la Traviata fu un fiasco totale: sbagliati gli interpreti (Fanny Salvini-Donatelli nella parte di Violetta, Lodovico Graziani in quella di Alfredo, Felice Varesi in quella di Germont;), fastidioso il soggetto, ancor più fastidiosa l’attualità del contesto. Andò meglio la rappresentazione del 1854, sempre a Venezia e con un’ambientazione settecentesca che assecondava di più i gusti del pubblico (ambientazione tenuta fino a tempi quasi recenti). Ma meglio ancora andarono le esecuzioni successive, dove la Traviata venne consacrata come uno dei capolavori dell’autore e una delle opere liriche più amate dal pubblico, immortalata, tra le altre cantanti, dall’appassionata interpretazione di Maria Callas per la regia di Luchino Visconti. 

ATTO I

Parigi. Metà dell’ Ottocento. C’è una gran festa nella casa di Violetta Valéry, una mondana famosa, la cui salute è gravemente minata. Un nobile, Gastone, presenta alla padrona di casa il suo amico Alfredo, che l’ ammira sinceramente. L’ attenzione che Violetta dimostra per la nuova conoscenza non sfugge a Duphol, il suo amante abituale. Mentre Violetta e Alfredo danzano, il giovane le dichiara tutto il suo amore e Violetta gli regala una camelia: rivedrà Alfredo solo quando sarà appassita. Violetta è innamorata, per la prima volta.
 ATTO II
Alfredo e Violetta Valéry vivono adesso felici in una villa di campagna. Alfredo scopre dalla cameriera Annina che Violetta sta vendendo i suoi gioielli perchè è rimasta senza denaro e si precipita a Parigi per procurarsene. Violetta, rifiutando un invito ad una festa di Flora, sua amica,riceve la visita inattesa del padre di Alfredo, Giorgio Germont che l’ accusa di condurre il figlio alla miseria. Violetta replica di non avere mai chiesto nulla ad Alfredo, ma Giorgio non rinuncia al suo proposito di separare Alfredo e Violetta. La donna fa quello che crede essere il bene del suo innamorato e abbandona Alfredo, che è colto da gelosia. Violetta riappare ad una festa nuovamente accompagnata da Duphol, che vorrebbe sfidare il giovane Germont. Violetta implora Alfredo di lasciare la casa; se ne andrà, dice lui, solo se lei lo seguirà. La ragazza allora gli rivela di aver giurato a Duphol di non incontrarlo più, per non raccontare il colloquio che ebbe con suo padre. Alfredo si indigna, la tratta da prostituta. Arriva Giorgio che lo rimprovera per questo comportamento, ma non gli svela la verità.
 ATTO III
La salute di Violetta è molto peggiorata. La donna non può più alzarsi dal suo letto. Le giunge una lettera di Germont: finalmente, ha deciso di spiegare tutto a suo figlio. Alfredo è commosso e sta arrivando. Violetta è incredibilmente contenta, ma teme di non sopravvivere fino al suo arrivo. Ma, infine, Alfredo è lì, al suo capezzale; e vi è anche suo padre, profondamente pentito. La tisi uccide Violetta davanti a loro, in un clima di acuto dolore, addolcito però dalla delicatezza e dalla purezza dei sentimenti.

COMUNICATI STAMPA clicca qui: 
http://www.gazzettadellaspezia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=10986:la-traviata-il-coro-lirico-la-spezia-debutta-al-teatro-palmaria-sabato-18-maggio&Itemid=319

http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cronaca/Il-Coro-Lirico-La-Spezia-porta-in-scena-130392.aspx
http://laspezia.cronaca4.it/notizia/leggi/debutto-del-coro-lirico-la-spezia


Ezia Di Capua



martedì 16 aprile 2013

PREMIO SPECIALE SALA CARGIA': ESTEMPORANEA DI PITTURA " Scorci di Filattiera " - Premio Paris Martelli



IL PREMIO SPECIALE SALA CARGIA’ 
confermato per la 5°edizione dell' Estemporanea di pittura

" Scorci di Filattiera “ si  svolgerà il 19 del mese di maggio a Filattiera . Sala CarGià ospiterà i primi tre pittori classificati  che potranno esporre le opere vincitrici ed altre loro opere significative in una collettiva di fine estate che di svolgerà dal 14 al 24 settembre.

L’evento alla sua terza edizione ha avuto il patrocinio del Comune di Lerici e della Proloco di San Terenzo ed è nato su progetto di Ezia Di Capua che, in nome di Carla Gallerini, ha voluto generare con la condivisione dell’allora Sindaco in carica Ing. Emanuele Fresco,  un gemellaggio artistico culturale tra i territori di San Terenzo e Filattiera.
L’idea, nasce con il desiderio di vedere uniti nel nome dell’arte territori differenti per radici storiche e natura geografica e dimostrare come l’arte sia punto di unione, di incontro e di conoscenza
Al Vernissage sabato 14 settembre alle ore 10,30 saranno presenti autorità  dei due territori che ancora si stringeranno la mano in Sala CarGià. Saranno lette poesie e approfondimenti storici  relativi ai due territori.
Siete tutti invitati!!! 

SALA CARGIA’ Via A.Trogu,54 San Terenzo – Lerici – Sp –

14 -24 SETTEMBRE
I TERRITORI SI INCONTRANO IN NOME DELL’ARTE
GEMELLAGGIO ARTISTICO CULTURALE TRA SAN TERENZO  E FILATTIERA
Spino secco e Spino Fiorito

Ezia Di Capua


REGOLAMENTO - Estemporanea di pittura “Scorci di Filattiera – Premio Paris Martelli”
1.Tema del concorso sarà la rappresentazione pittorica di scorci di Filattiera centro storico liberamente scelti
dai partecipanti.
2. Sono ammesse tutte le tecniche pittoriche.
3. Non sono previsti limiti di età per i partecipanti al concorso.
4. I concorrenti potranno partecipare con un’opera di formato non inferiore a 30 x 40 cm e non superiore a
70 x 100 cm dove, sul retro, dovranno essere riportate le generalità dell’autore.
5. Le opere dovranno essere firmate e consegnate prive di cornice
6. I concorrenti dovranno essere muniti, a propria cura e spese, di tutti i mezzi per l’esecuzione dell’opera,
compresa tela o altro supporto, cavalletto e tavola da disegno.
7. La tassa di partecipazione è fissata in euro 10,00 (dieci/00)
8. La prova avrà luogo domenica 19 maggio 2013, dalle ore 9.00 alle ore 17.00.
9. Le iscrizioni si riceveranno, presso la Segreteria del Concorso che verrà allestita nella sala consigliare nel
centro storico a Filattiera, il giorno 19 maggio 2012 dalle ore 8:30 alle 12:00. E’ comunque gradita una preiscrizione
non vincolante, anche telefonica, al recapito indicato in calce al presente bando.
10. La Segreteria provvederà alla vidimazione del supporto sul quale andrà eseguita l’opera. Il Concorrente è
tenuto a fornire alla Segreteria del Concorso le proprie generalità complete.
11. Sarà vidimato un solo supporto per ciascun concorrente.
12. La consegna degli attestati avverrà nello stesso giorno di domenica 19 maggio 2012, in Piazza Castello,
alla presenza del rappresentante della Pro Loco e del rappresentante dell'Associazione Culturale Kuaikò
13. Le opere saranno sottoposte al giudizio dei visitatori dalle ore 17:00 alle ore 18:00. Tra le opere più
votate, una Giuria composta da almeno tre esperti, sceglieranno le tele alle quali assegnare i tre premi in
Concorso. Il giudizio della Giuria è inappellabile. Le tre migliori opere selezionate saranno così premiate:
1°classificato €. 400.00; 2°classificato €. 250.00; 3° classificato €. 150.00;.
Premio speciale ai primi tre classificati, possibilità di esporre per una settimana in collettiva, presso la Sala CARGIA' di San Terenzo di Lerici nel mese di Settembre
La Pro Loco Filattiera e l'associazione culturale Kuaikò diventano proprietarie delle tre opere premiate
14. Le altre opere partecipanti, se non donate alla Pro Loco e/o all'Associazione Culturale Kuaikò, potranno
essere ritirate direttamente dall’Autore al termine della premiazione.
15. I partecipanti, sollevano gli organizzatori da ogni responsabilità per eventuali danneggiamenti, furto e
incendio delle opere durante l’esecuzione del Concorso in genere, fino alla restituzione dell’opera.
16. L’iscrizione vale quale autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del decreto 196/2003 e
succ., per l’invio al concorrente di materiale relativo a futuri concorsi che la Pro Loco di Filattiera intenderà
organizzare.
17. L’iscrizione al Concorso implica l’accettazione di tutte le norme contenute nel presente regolamento.
18. A tutti i partecipanti sarà offerto un cestino - buono pranzo.
19. Tutti i concorrenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione con piccolo omaggio.
Per iscrizioni e informazioni:
ProLoco FILATTIERA Via Volpino 4 Filattiera
Tel. 338 8299755 - 329 1624998
prolocofilattiera@live.it www.prolocofilattiera.it
SCHEDA DI ADESIONE
5° ESTEMPORANEA DI PITTURA
“ SCORCI DI FILATTIERA – PREMIO PARIS MARTELLI”
19 maggio 2013
Il sottoscritto/a………………………………………...........................Nat.. a….............……………………..il …...........................
Residente ………………………………….Via/Piazza…………………………………………….
Tel……………………………………………. Mail ……………………………………………………….
Dichiara di aver preso visione del regolamento e di accettarlo in ogni suo articolo.
Data………….....…. Firma…………......................……………….

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