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| Giacomo Puccini |
Dietro le quinte di un capolavoro:
Volevo portarvi con me in un viaggio speciale tra storia e sentimenti. In attesa di incontrarci al Teatro Civico il prossimo 23 maggio, dove metteremo in scena La Bohème, ho pensato di raccontarvi come è nato questo capolavoro e cercare di capire l'uomo che l'ha scritta: Giacomo Puccini. Spero che questi aneddoti vi aiutino a entrare nel clima della soffitta parigina insieme a me.
Tutti conosciamo le note struggenti di "Che gelida manina", ma ho scoperto che quella soffitta parigina Puccini l'aveva abitata davvero. Prima di diventare il compositore celebre che tutti amiamo, Giacomo era un giovane studente con misere disponibilità economiche a Milano.
Mentre scriveva La Bohème, Puccini non stava solo componendo: stava ricordando. Nei suoi anni milanesi divideva una stanza con il fratello e l'amico Pietro Mascagni. Nel suo diario di allora raccontava di pasti saltati e di come dovesse "impegnare" il cappotto per pagare l'affitto. Questa verità biografica è ciò che cerco di sottolineare come memoria di vita vissuta.
Anche l'anima dei quattro amici — Rodolfo, Marcello, Schaunard e Colline — è nata dalla realtà. A Torre del Lago, Puccini aveva fondato il vero "Club della Bohème": tra una battuta di caccia e un bicchiere di vino in una capanna di legno, viveva con lo stesso spirito goliardico dei suoi personaggi.
Il "calvario" del libretto e lo scontro con Leoncavallo - Mi affascina sempre pensare alla determinazione di quest'uomo. Sapevate che litigò furiosamente con Ruggero Leoncavallo? Entrambi volevano scrivere un'opera sullo stesso soggetto. Puccini fu tranchant: "Egli scriva, io scriverò. Il pubblico giudicherà". E il tempo gli ha dato ragione.
Ma la vera sfida fu con i suoi librettisti, Illica e Giacosa. Puccini era un perfezionista maniacale: li tormentò per tre anni, facendo riscrivere versi decine di volte. Voleva un linguaggio immediato, moderno, che passasse in un istante dalla gioia del Quartiere Latino al gelo della morte. Voleva che la parola fosse schiava dell'emozione, proprio come cercheremo di fare noi sul palco.
La Mimì di Puccini - Puccini non cercava eroine distanti, ma donne vere. La sua interprete ideale era Rosina Storchio, una soprano capace di sfumare le note come sospiri. Sebbene alla prima di Torino nel 1896 cantò Cesira Ferrani (di cui possiamo ancora ascoltare rare registrazioni), il Maestro cercava sempre quella fragilità che rende Mimì così umana. È a quella verità, fatta di sguardi e piccoli gesti, che guardo mentre prepariamo lo spettacolo.
Sapevate che a dirigere la prima assoluta fu un giovanissimo Arturo Toscanini? Esiste una sua registrazione del 1946 che è per me straordinariamente preziosa e, 'unico legame audio diretto con la volontà di Puccini. La registrazione di Arturo Toscanini del 1946 con la NBC Symphony Orchestra è considerata una pietra miliare assoluta, poiché Toscanini è l'unico direttore ad aver registrato quest'opera dopo averne diretto la prima assoluta (Torino, 1896).
Opera Completa (Audio): Puoi trovare l'intera opera caricata in un unico video qui. Puoi ascoltare questa versione storica, che vede Licia Albanese come Mimì e Jan Peerce come Rodolfo,
Testo di Ezia Di Capua Vice Presidente Associazione Coro Lirico La Spezia
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Broadcast Originale NBC (3 e 10 Febbraio 1946): Una versione che include i due momenti della trasmissione radiofonica originale
Il Coro Lirico La Spezia ti aspetta al Teatro Civico per la sua 7ª produzione: la straordinaria rappresentazione de "La Bohème" di Giacomo Puccini! Vieni a emozionarti con la storia d'amore più celebre di sempre,




