martedì 11 settembre 2018

SALA CARGIA' PIANGE LA PERDITA DELLA POETESSA ANNA MAGNAVACCA...ciao Anna

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2018
Sezione - GEMELLAGGIO ARTISTICO 
2017 GEMELLAGGIO ARTISTICO
ANNA MAGNAVACCA IN SALA CARGIA'
….ciao Anna

Il suo ultimo saluto lasciato già lo scorso anno nel Blog di Sala CarGià 





"Un sentito ringraziamento a tutte le giurie che mi hanno premiata,
 alle case editrici, a parenti ed amici, grazie di cuore".
                Anna Magnavacca

NON MI INFILERA' UN BIGLIETTO...

Non mi infilerà un biglietto

sotto la porta

con scritta l'ora e il giorno.

Né arriverà con un violino e rosse labbra

ma all'improvviso, sovrana,

arriverà la morte.


Dovrò così lasciare
i miei affetti
le mie poesie
la mia casa
il mio letto
piccoli amori
e quanto altro.

Al mare, nell'azzurro, la mia pietra tombale
bacerà le onde?
O nell'argento degli ulivi
sulla dolce collina
che ha visto crescere i miei figli
s'impiglierà nella luna?
Forse nell'antico pietroso cimitero
vicino ai cari sbiaditi sguardi
di mio padre di mia madre?
(pungente il ricordo …. quando mio padre mi guardava sotto il Borsalino e mia nadre
mi sorrideva nel suo vestito a pois),

Non so
E sarà morto il mio corpo....soltanto un corpo
ma, ancora vivrò nella mia anima.
Senza più memoria,
Tutto sarà chiaro, compiuto.

Anna Magnavacca

Anna Magnavacca: Nata alla Spezia, proviene dalla città di Pontremoli. Risiede ad Aulla – in Lunigiana   dove ha insegnato per molti anni. E’ vice-presidente del “ Cenacolo Artistico Letterario Roberto Micheloni” e collabora con saggi riguardanti la sua terra a “Cronaca e storia di Val di Magra”. È  membro di giuria in importanti concorsi letterari. Ha avuto il riconoscimento del titolo “ Poeta di pace” dal “ Centro Lunigianese di Studi Danteschi” e –dallo stesso- il 10 settembre 2011 ha ricevuto il prestigioso “ Premio alla carriera”. Molti i premi nazionali e internazionali conseguiti, fr :FRA QUESTI: Premio “ Europa”-Lugano -- Città di Torino –Caput Gauri- San Domenichino- Nabokov- M. Pannunzio – Mario Soldati- Garcia Lorca -Pieve di Cento - Violetta di Soragna- Premio Linfera- Roma—Acc.Intern.le Micenei Reggio- Calabria,L’Astrolabio, La Pania, Barga-Giovanni Pascoli- Premio Alda Merini- Catanzaro- Premio Predomini- Calestano ecc…… Nel 2010 ha ottenuto ex-aequo il 1° premio al “CAPUT GAURI”. Suoi testi poetici sono presenti in diverse antologie di premi letterari, fra queste: la prestigiosa  antologia del “ Premio San Domenichino”( anno 2003- 2006 -2007 - 2a classificata / anno 2009 1a classificata – Presidente di giuria Alessandro Quasimodo), l’antologia “ Quaderni di línfera” 2008 - con prefazione di Maria Luisa Spaziani,“Quaderni di línfera” 2009 con prefazione di Dante Maffia (2a classificata) – Quaderni di linfera 2010 con prefazione di Angelo Sagnelli e l’antologia della “ Storia della letteratura italiana” 2000 Ed. Helicon  a cura di Giovanni Nocentini. È inserita anche nella “ Storia della letteratura Italiana contemporanea” 2003 –Ed. Helicon- a cura di Giorgio Luti. È presente in molte antologie, fra queste  “ Il segreto delle fragole “ edite da Lietocolle- nelle antologie del concorso “ letterario “Mangiaparole”Roma- ed anche nell’antologia edita da  Lietocolle “L’ Amore ai tempi della collera”. Il 17 maggio 2014 ha conseguito la candidatura al “ Dante d’oro” pressol
l’Università Bocconi-  Milano--nel contesto del premio letterario” Bocconi d’inchiostro”- essendo inclusa fra i 10 finalisti. Interventi poetici nell’esclusiva sala CARGIA’ di San Terenzo- Lerici, gestita dalla eclettica Ezia Di Capua-
Nel dicembre 2016 le è stato conferito- nel Salone dei Cinquecento a Firenze- il prestigioso premio alla carriera nel contesto del premio letterario “ Firenze capitale d’Europa”- IL 20 maggio 2017 premio alla carriera a Parma- Premio letterario Cittadella 2017-
Il Centro Lunigianese di Studi Danteschi- in relazione al “ Premio Internazionale di letteratura per la Pace Universale ‘Frate Ilaro del Corvo’” le ha conferito il riconoscimento
 del titolo di “ Poeta della città ideale” e la nomina speciale di “ Ambasciatore” (maggio 2017)-

Pubblicazioni:  “Pietra e memoria” Collana Uomini e donne del 2000 - “Righe d’amaro” Ed. Il   Cenacolo - La Spezia 2004 - “Spiccioli di latta e altre poesie” Ed. Guerra – Perugia  - 2004  –  “Soste” Ed. Guerra – Perugia 2009 – Prefazione del prof. Renzo Pavese.
“ Poesia in forma di lettera” Ed. Ibiskos-Ulivieri Empoli 2010 con prefazione del prof.Giuseppe Benelli ( Presidente della Fondazione “ Città del libro” Premio Bancarella – Pontremoli -  Docente Universitario )  e dr Riccardo Boggi ( Ufficio cultura del comune di Aulla- responsabile del Museo di San Caprasio – Aulla-) –“ Dell’Amore- Ed. Guerra con note critiche di Anna Oliverio Ferraris (Ordinario di Psicologia dello sviluppo presso “ La Sapienza” Università di Roma. Psicologa e Psicoterapeuta- Scrittrice ) e Massimiliana De Vecchi. – poetessa- critico letterario. Recente la pubblicazione “ Oltre la siepe di sambuco e altre poesie” Ed. Guerra – Perugia ed interessanti  note critiche.
“ Le promesse dei giorni e altri versi” Ed. Helicon   2013 con  nota critica del
prof.. Giuliano Adorni, Presidente del “ Centro di studi e ricerche lunigianesi “ Giulivo Ricci”
“ Il colore dei giorni” Edizioni Puntoacapo “ Collezione Letteraria”2014-
 “ I quaderni dell’Ussero” con nota critica del Poeta prof. Nazario Pardini.
-DI STANZE E VOCI - EDIZIONI HELICON
-IL SUONO DELLE ORE “ EL SONIDO DE LAS HORAS” traduzione di spagnolo
della docente universitaria ( Università di Buenos Aires)   SILVIA MAGNAVACCA- 2015
Il volume “ Il suono delle ore “è depositato presso la Biblioteca Nazionale di Buenos Aires,
presso il dipartimento di lettere della facoltà di filosofia dell’Università di Buenos Aires- e presso le librerie Ass.ne Dantesca-
“ DISOBBEDIENZA ALL’ORDINE GEOMETRICO “ Edito da Progetto Culktura- Roma-

Per quanto riguarda la saggistica:
“ Culto di San Giorgio in Lunigiana” Storia e leggenda 2006----
“ Nella magia dei boschi lunigianesi” Note di etnografia e letteratura popolare---2008-
“ Le rogazioni – Cronaca e storia-( 2010)
“ Magia, bellezza e spettacolo dei falò in alta Lunigiana-  2012
“ Al Vittoriale parlando della Lunigiana” 2014
-UNA FESTA D’ALTRI TEMPI”  2016

Un sentito ringraziamento a tutte le giurie che mi hanno premiata, alle case editrici, a parenti ed amici, grazie di cuore.
Anna Magnavacca    
IL SECOLO XIX
14 Settembre 2018




E’ concesso l’utilizzo di testi e immagini ai soli fini di studio citando sia l’Autore che il Blog di Sala Culturale CarGià come fonte insieme al relativo link © Sala Culturale CarGià http://salacargia.blogspot.it – Ringrazio sentitamente Ezia Di Capua

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sabato 8 settembre 2018

ATTI DEL GEMELLAGGIO ARTISTICO STRETTO TRA SAN TERENZO E FILATTIERA: SULLA FAMIGLIA IN CERCA DEL PADRE - Relatore Marco Brando, giornalista scrittore

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2018
Sezione - GEMELLAGGIO ARTISTICO SAN TERENZO E FILATTIERA



MARCO BRANDO
Sala Culturale CarGià 
Gemellaggio Artistico San Terenzo Filattiera 2018 - VIII Ed.
Vorrei parlare della famiglia in modo diverso, mettendo da parte, senza offesa, le mamme e osservando il ruolo del papà. Ho un alibi: sono il babbo per la prima volta di un bimbo, Pietro, che ha due anni e mezzo. Quindi sto rimuginando molto su questo fronte. Sarà che sono diventato padre da uomo maturo (nel senso dell’età), però - complice qualche fisima carrieristica ormai accantonata senza rimpianti - farlo ed esserlo mi diverte e mi gratifica molto, senza temere di dover rinunciare al mio ruolo sociale o professionale.
Certo, so - anche per la mia esperienza di figlio - che il ruolo del papà non è mai stato facile: si rischia sempre di apparire troppo assenti, eccessivamente presenti, esageratamente duri oppure morbidi più del necessario. Sforzarsi di essere un papà all’altezza del compito appare quindi una scommessa nei confronti di se stessi e verso i propri figli. Proprio loro sono destinati a giudicare un impegno che pochi adulti ritengono di sapere affrontare in modo giusto, rispettoso ed efficace.
Eppure questo è un settore in cui da sempre la giusta retorica sulla madre trionfa (certo, le donne scontano ben altre millenarie discriminazioni). Persino nella Storia dell’arte - visto che qui parliamo anche di arte - la rappresentazione della paternità è quasi assente, a parte  le tantissime opere occidentali dedicate alla Sacra Famiglia; e San Giuseppe - padre eroico nella sua consapevolezza di essere stato marginale - appare soltanto per fare da spettatore al miracolo in cui la “prima donna” è la Madonna col Bambino.
Dunque, nonostante alcune rarissime eccezioni, nella cultura e nell’arte del nostro Occidente di matrice cristiana, la mamma si impone come la protagonista pressoché unica, mentre il padre sembra essere sempre ai margini. Nel cammino artistico, dalle origini, forse si differenziano solo la statua marmorea del greco Lisippo (IV secolo aC, raffigura Sileno mentre culla il piccolo Dioniso guardandolo con grande dolcezza), e, molto dopo, alcuni dipinti di Guido Reni (1575-1642), che valorizzò il rapporto affettivo reciproco tra padre e figlio (accade per esempio nel famoso quadro San Giuseppe e il Bambino Gesù).
Fino al XIX secolo la figura paterna è quasi sempre autorevolmente pietrificata dagli artisti al centro della famiglia: padre/giudice, padre/guerriero, padre/maestro, padre/autorità. Nel Novecento le cose non cambiano granché, tanto che Giorgio De Chirico (1888-1978) raffigura ll figliol prodigo quasi arlecchinesco, abbracciato da un padre che sembra scolpito nel gesso. Tra gli artisti del XXI secolo le cose vanno appena un po’ meglio.
Intanto però la concezione e la pratica della maternità sono molto cambiati nel senso comune della gente. Nell’arco di pochi decenni - dalla nascita del femminismo e soprattutto da dopo il ‘68 - il padre-padrone è diventato spesso un “mammo” e a volte anche un debole; talvolta così debole e pure immaturo da trasformarsi in carnefice, come testimoniano tanti femminicidi. 
A me questa fragilità, spesso celata sotto un’armatura, fa venire in mentre il terzo eroe, dopo Achille e Ulisse, della saga omerica, Ettore. Un eroe... modernamente paterno. Lo psicanalista Luigi Zoia, nel suo libro “Il gesto di Ettore" (Boringhieri), lo descrive come l'eroe più intimo e modesto, privo dell’arroganza tipica di Achille e Ulisse. 
Il troiano Ettore combatte non tanto per la gloria quanto per difendere la sua gente dall'assedio e dal massacro voluti dai greci. Ettore, un umano, sa che affrontando Achille, un semidio, morirà; ma non si ritira, nonostante le preghiere delle troiane e della stessa moglie Andromaca. 
Quest’ultima, tenendolo per mano poco prima del duello finale, gli dice: “Non hai pietà del piccolo ancora in fasce, né di me, che sarò vedova tra poco, quando gli achei, tutti insieme, ti assaliranno [...] Ettore tu sei per me sposo e insieme padre, madre, fratello. Non fare un figlio orfano, me vedova”. Lui replica: 
“So tutto questo. Ma avrei troppa vergogna dei troiani e delle troiane se non fossi in battaglia. Da sempre ho imparato a essere forte.” 
Racconta Omero - e ricorda Zoia- che Ettore, una volta dette queste parole, tende le braccia verso il figlio, ma il piccolo si spaventa perché il padre ha l'armatura e l'elmo sovrastato da un'imponente chioma. A questo punto madre e padre sorridono. Ettore si sfila l'elmo, lo pone a terra e può abbracciare il figlio [...] poi, formulando un augurio per il futuro, lo alza in alto con le braccia e con il pensiero. 
Zoia sostiene che questo gesto sarà per tutti i tempi il marchio del padre. Non solo. Ettore compie una rivoluzione culturale quando prega per il bambino, sfidando le leggi del racconto epico: “Zeus e voi altri dei, rendete forte questo mio figlio. E che un giorno, vedendolo tornare dal campo di battaglia, qualcuno dica: è molto più forte del padre".
Ettore dunque spezza la tradizione classica e anche moderna, quella che vorrebbe imporre il padre in competizione con il figlio, egocentrico, troppo intimorito dagli altri, figli inclusi. Un genitore che di certo ama, però speso soltanto in base alla regola che lo vuole in ogni caso capobranco. 
Eppure Ettore prega gli dei perché gli concedano il contrario: chiede che suo figlio diventi più forte di lui. Anche oggi - tremila anni dopo Omero e quasi quattromila dopo la guerra di Troia - non è facile immaginare un padre altrettanto generoso. Eppure è il papà che tutti - io compreso - vorremmo essere.


Marco Brando

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mercoledì 5 settembre 2018

ATTI DEL GEMELLAGGIO ARTISTICO STRETTO TRA SAN TERENZO E FILATTIERA 2018 TEMA: LA FAMIGLIA IN ITALIA Contributo di Donatella Zanello

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2018
Sezione - Gemellaggio Artistico tra San Terenzo e Filattiera




Ringrazio molto la cara amica Ezia Di Capua per l'invito.
Il mio contributo consiste in una breve relazione sul valore e significato della famiglia ieri ed oggi, con riferimento alla mia più recente pubblicazione, il romanzo TUTTI I COLORI DEL MARE , Mursia, Milano, 2018: "Sulle sponde del Golfo dei Poeti si snodano i racconti di tre generazioni, tutte, in un modo o nell'altro, legate dal mare. Sul filo dei ricordi si naviga lungo un secolo di storia, tra marittimi con il cuore a terra e i piedi saldati sul ponte delle navi commerciali che all'inizio del Novecento facevano la spola con l'America. Si attraversano le onde burrascose della Prima e della Seconda Guerra mondiale e poi gli anni del Dopoguerra e del benessere che fanno sprofondare i valori del mare antico. Il mare che cambia ed è sempre uguale, su cui uomini e donne navigano in un lungo viaggio tra passato e futuro". In questo mio libro la famiglia è proprio al centro della narrazione, con la profondità dei legami ed i grandi cambiamenti della società e, di conseguenza, della famiglia stessa. Soprattutto descrivo la famiglia come era nel secolo scorso, con i suoi riti di passaggio, le usanze, le superstizioni anche, tipiche della gente di mare. Per riflettere sui valori della famiglia tradizionale nel secolo scorso, in relazione alla tradizione marinaresca che vedeva le mogli dei marinai gestire completamente la casa e la famiglia, faccio riferimento alla poesia che apre il capitolo IV di questo mio libro, "La sposa del navigante":


Io ti aspetterò, davanti
all'amato mare azzurro,
seduta su questa roccia,
sulla scogliera percorsa
da tutti i venti del cielo.
Passeranno gli anni,
il sole e le tempeste,
le stelle brilleranno
alte nel firmamento.
Si alterneranno le stagioni,
le piogge e gli arcobaleni
e molte vite trascorreranno.
Diventerò una statua
di marmo, senza più carne
nè cuore, mentre ti aspetterò.
Così il ricordo dell'amore
sarà più forte dell'amore.
Così il ricordo della vita
si protrarrà oltre questa vita.


Donatella Zanello

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https://salacargia.blogspot.com/2018/02/tutti-i-colori-del-mare-romanzo-di.html


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martedì 4 settembre 2018

CORO LIRICO LA SPEZIA " CAVALLERIA RUSTICANA" A CARPINETI (RE) FOTO DI VINCENZO MONETA

Sala Culturale CarGià - Promozione Artistica 2018
Sezione - CORO LIRICO LA SPEZIA
























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